A letto con lo smartphone

//A letto con lo smartphone
  • a letto con il telefono

Fino a non poco tempo addietro si andava a letto con l’uomo amato.
Oggi, cambiano i compagni di intimità.

           Il cellulare diventa una vera protesi emozionale.

Il telefono, sembra avere un suo ruolo, anche tra le lenzuola.
Serve sempre meno a telefonare e sempre più a fare tante altre cose.
Il cellulare cambia veste e noi cambiamo insieme a lui.
Una ricerca americana dimostra che una persona su dieci, non si separa mai dal cellulare nemmeno mentre fa l’amore con il proprio partner.
Sembra infatti che, separarsi dal cellulare sia impensabile, se non impossibile, le coppie spesso lo portano con sé anche tra le lenzuola.

Secondo lo studio ” 013 Consumer Habits“, della società di ricerche Harris Interactive, un terzo degli intervistati consulta il cellulare al cinema, il 55 per cento mentre guida l’ auto, il 19 per cento mentre va in chiesa ed una su dieci, confessa di averlo adoperato durante l’ intimità.
Nella fascia d’ età che va dai 18 ai 34 anni, i ” nativi digitali”, la percentuale si raddoppia.

Vediamo di capire il perché, le motivazioni sono le più svariate

Il cellulare cambia veste, diventa une vera e propria “protesi emozionale, quasi a rappresentare e concretizzare un prolungamento di noi stessi.
Il telefonico infatti,  incarna e soddisfa il bisogno di essere sempre connessi, amplificato per di più da una possibile funzione di tipo trasgressivo, come per esempio l’ utilizzo di app piccanti, capaci di accendere l’ intimità ed assolvendo quindi, ad una reale funzione di tipo compensatorio.
La possibilità inoltre, di condividere emozioni, fantasie, foto e tanto altro, durante ogni istante della giornata, crea una sorta di dipendenza psicologica dall’inseparabile smartphone, facendo diventare il suo utilizzo estremo e continuativo.

Cellulare, social e dipendenza psicologica

Un capitolo a parte dovrebbe riguardare invece l’ utilizzo del telefonino per accedere ai social network , soprattutto da parte degli adolescenti.
I social network sono un grande “esercizio di esibizionismo collettivo“, luogo simbolico, dove essere belli, brillanti, “altro da sé” e dove potersi inventare la vita che si desidera, rappresenta la “strategia di tipo compensatorio” per un’autostima vacillante e per adolescenti ancora acerbi sul piano psichico.
Foto ammiccanti, deduttive, strategicamente abbellite.
Ed il gioco è fatto: tutti online.
Tutti social.
Tutti in rete, e tutti, falsamente, amici.
I social network, rappresentano una vetrina virtuale, dove pubblicare, condividere, giocare, esserci ed essere – e, soprattutto -, dove accumulare un’infinità di rassicuranti “mi piace“, strategia utile al nutrimento dell’insicurezza e del narcisismo.

Conclusioni
Tecnologia si, ma con equilibrio psichico e soprattutto senza stravolgerne il reale significato.
Un telefono rimarrà sempre un telefono, non transiterà mai al ruolo di partner, amico, amante, o familiare.
Il rischio da iper investimento è, senza dubbio, la dipendenza, e la solitudine.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-02-14T16:55:58+00:00 15 marzo, 2013|Categories: Articoli|

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