Arriva la bambola da allattare “al seno” delle bambine

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Le mode non finiscono mai di stupirci, ed inorridirci.

New York, novembre c.a. – Viene immesso nel mercato un bambolotto che si allatta al seno delle bambine che lo riceveranno in regalo.

Ecco a voi i capezzoli artificiali
Nella confezione del giocattolo è inclusa una maglietta con sensori a forma di petali cuciti all’altezza del seno, che fungono da “capezzoli aritificiali“. Se si avvicina la bocca della bambola a questi finti capezzoli, inizia a emettere suoni simili a quelli prodotti da un neonato vero e proprio che succhia il latte materno.

La tanto chiaccherata bambola, ha diviso l’America a metà:
 1- i tradizionalisti sostengono che i bambini devono fare i bambini e non devono affatto emulare giochi da adulti
2 – i più trasgressivi ed anticonformisti invece, non ci vedono nulla di male, anzi sostengono che è una sorta di avviamento all’accudimento, una sorta di prova generale, di anticipazione di vita futura, che potrebbe addirittura essere d’ aiuto al futuro allattamento.

Che gioco sarà mai? E, poi, perché?
Ogni giocattolo, per tipo di gioco che propone, per il simbolismo che cela, per le modalità di gioco, è consigliato per una “determinata fascia d’età”, infatti noi genitori, solitamente leggiamo sul retro della confezione la fascia d’età suggerita per un acquisto sereno e soprattutto consono all’età dei nostri figli.
Sembra però, che questa bambola preveda un “livello di maturità” troppo alto da parte dei bambini e, che li possa fare sentire inadeguati o con sensazioni tattile e psichiche più adatte ad un adulto, che ad un bambino che gioca. La bambola è disponibile in otto versioni, con diversi colori di pelle e tratti del viso. Come molte altre, piange e fa il ruttino e necessita del pannolino. Costa 89 dollari e nessuna grande catena di negozi negli Usa ha voluto metterla in vendita.
I fautori dei buoni propositi relativi all’immissione in commercio della bambola, sostengono che questo giocattolo possa facilitare un comportamento imitativo e, che in futuro, prepari il terreno all’allattamento al seno, talvolta difficlile da attuare e da mantenere.

Da mamma, oltre che da clinico, mi pongo svariate domande:

– se la bambina di oggi, che gioca ad allattare, domani per svariete motivazioni non potesse allattare il suo bambino, come ricorderebbe quelle “prove generali?”

l’allattamento al seno, non è un gioco ed a mio avviso, non è simulabile, ma avviene in modo del tutto naturale (e non sempre), solo dopo il parto, per tutta una serie di modificazioni fisiche, ormonali e soprattutto psichiche delle neo mamme; le piccole donnine, non stanno giocando a fare la spesa, le pulizie, al dottore o a mamma e figlia, l’allattamento non è un gioco di ruoli.

– le bambine, oggi, proprio per un’erotizzazione troppo precoce anche dell’infanzia (spesso i media sdoganano immagini di bambine truccate, abbigliate e travestire da “piccole donne”), transitano troppo velocemente alle tappe di crescita successive; non sarebbe forse il caso di lasciare il seno (che tra l’altro ancora seno non è), ancora ben celato, senza capezzoli finti o pseudo-surrogati?

– nessuna attenzione vien posta al neonato, che sembra invece non essere stato affatto considerato, protagonista assoluto, unitamente alla mamma, di quest’alchemica relazione che è l’allattamento.

Conclusioni e dubbi
Personalmente, credo che questo azzardato gioco, sia un modo per poter fare guadagnare le case produttrici di giocattoli, visto che i bambolotti sono stati “ampiamente” sostituiti con i video giochi.
L’infanzia va obbligatoriamente “protetta”, nè adoperata, nè esibita, ne’strumentalizzata.
L’allattamento, proprio per la sua importanza, valore, significato simbolico, andrebbe bene spiegato (vedi la lega latte), dai medici, pediatri, media, corsi di preparazione al parto, psicologi, ecc… non mercificato.
Inoltre, proprio per il suo valore “altro” dal nutrimento in sè, la natura aiuta le neo mamme, grazie a tutta una serie di modificazioni corporee e psichiche, non è infatti soltanto un seno che nutre, ma una madre con la sua psiche e tutto quello che c’è dietro, che “funge da nutrimento”.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-01-28T19:57:38+00:00 14 marzo, 2012|Categories: Articoli|

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