Autoerotismo, piacere solitario, sostituto dell’intimità o altro…

//Autoerotismo, piacere solitario, sostituto dell’intimità o altro…
  • Autoerotismo, tra colpa e necessità.

L’autoerotismo, che da sempre veniva associato alla censura, alla colpa, alla cecità e alla caduta dei capelli, oggi sembra essere stato legittimato anche all’interno di una relazione di coppia.
Viene, inoltre, fortemente rivalutato, in special modo dai noi sessuologi clinici.
Nell’immaginario collettivo, la masturbazione viene associata all’età dell’adolescenza o ad una condizione di solitudine, ma raramente viene considerata lecita e con possibilità di coesistenza, all’interno di una relazione di coppia stabile.
L’autoerotismo è un momento di incontro con se stessi, con la propria corporeità e sensorialità e, soprattutto, con il proprio “immaginario”, abitato spesso da fantasie erotiche, che nell’incontro con l’altro vengono censurate.
Per noi clinici è un valido strumento diagnostico e terapeutico, spesso, infatti, in sede di terapia sessuologia viene prescritto per valutare le cause di un possibile calo del desiderio sessuale, per poter ritrovare l’accesso al piacere, magari smarrito o mai raggiunto all’interno della coppia.
Molte donne riescono a raggiungere l’orgasmo solo mediante la masturbazione e in seguito, con l’ausilio di una terapia sessuologia adeguata, riescono a traslare quest’esperienza solitaria al piacere condiviso.
Il piacere solitario, però, viene spesso vissuto dal partner come un sostituto del piacere condiviso, e viene letto come un chiaro attacco alla sfera dell’autostima e del narcisismo, interpretando tale gesto come un sostituto consolatorio di una vita sessuale non appagante.
Il partner sviluppa un delirio di gelosia: gelosia dell’immaginario della partner, delle sue fantasie erotiche, a cui lui spesso non ha accesso.
Si può trasformare l’autoerotismo da minaccia al rapporto di coppia a un elemento di condivisione, supporto a una sessualità sopita ed elemento di complicità orizzontale?
Certamente si.
Avere il coraggio e la voglia di trasformare il piacere solitario in un elemento di condivisione, richiede una buona capacità di dialogo, una comunicazione improntata a complicità, scevra da pregiudizi ed elementi di critica nei confronti dell’altro.
Può rappresentare un “veder fare”, un percorso di apprendimento di un orgasmo difficile e, magari fungere da elemento vivificatore per un talamo un po’ sopito.
Nei casi di legami di coppia conflittuali o abitati da elementi poco chiari che possono essere d’ingombro a una vita sessuale serena, diviene obbligatoria una consulenza psico- sessuologica che aiuti la coppia a ritrovare una serena e appagante vita sessuale, senza censure e grandi quote di  intimità.

Dottoressa Valeria Randone

By |2018-10-28T18:43:42+00:008 giugno, 2010|Categories: Articoli|Tags: , |

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