Bondage, dominanza/sottomissione: un po’ di teoria

Home/Articoli/Bondage, dominanza/sottomissione: un po’ di teoria
  • sadomasochismo

La sessualità è un giardino segreto.
E, come tutti i giardini, ha le sue zone d’ombra, le sue stanze buie, ed i suoi sotto boschi.
La sfera della sessualità è infatti, un territorio complesso – e spesso inesplorato anche dal legittimo protagonista  -, da analizzare in tutte le sue infinite sfaccettature e sfumature.
Nel campo della devianza è stato tradizionalmente considerato patologico ogni comportamento non previsto dalle norme del comportamento sociale.
Così è anche nel campo delle perversioni, oggi dette parafilie.
Quasi un secolo addietro Krafft Ebing sottolineò che la chiave per la diagnosi di perversione non era la disamina dell’atto in sé, quanto invece l’intera personalità e la motivazione che sottendeva l’atto perverso.

Amore e sessualità coincidono?
Quando si parla di “pratiche estreme”, l’amore è sempre presente?

L’ “amore relazionale” consiste in un incontro armonioso ed equilibrato tra la ricerca della gratificazione personale ed il senso altruistico del piacere dell’altro.
Alcune volte l’impulso sessuale paraffinico però, esige una soddisfazione imminente, denunciando  una scissione tra amore e sessualità.
Questo processo di scissione è però, davvero frequente anche nella sessualità non parafilica: molti uomini per esempio, desiderano  una sessualità pulsionale e passionale con donne che non amano, ed amano donne che non desiderano sessualmente.
Freud infatti, ha scritto davvero tanto sulla scissione tra sesso e cuore nella sessualità maschile.

Le parafilie, queste sconosciute
Le parafilie
comprendono tutte le perversioni tradizionali quali il feticismo, l’esibizionismo, il voyerismo, la pedofilia, ed il sadomasochismo.
Il termine “parafilia” è un termine neutro e rispetto a perversione, non contiene in sé una connotazione morale, evitando la ghettizzazione e la condanna di chi è sofferente.
Il termine sadismo, fu coniato da Kraff-Ebing per designare l’unione tra piacere e crudeltà; il riferimento era la vita e l’opera del marchese  De Sade.
Negli stessi anni Schrenck-Notzing aveva suggerito il termine “algolagnia” (attiva o passiva), derivandolo dal greco algos (dolore) e lagneia ( voluttà).

Con questi termini venivano riuniti i due poli della perversione facendo riferimento alla dimensione della sofferenza.
Storicamente alcuni importanti psicoanalisti  hanno interpretato il BDSM come testimonianza  di una condizione psicopatologica sottostante, da correlare spesso ad esperienze traumatiche infantili ed a conflitti irrisolti ed ancora dolorosamente presenti nella psiche e poi nelle relazioni.  (Stolorow, 1975; Valenstein, 1973, Bychowsky, 1959; Valenstein, 1973)
Le pratiche sado-masochistiche sono in atto molto di moda, a seguito del successo editoriale “Cinquanta sfumature di grigio”, ma  non necessariamente rientrano nelle parafilie o perversioni sessuali.

Quando si tratta di sessualità non si può parlare di mode
Personalmente non credo esistano “mode”, ma reali esigenze psichiche/relazionali/sessuali e copioni comportamentali, che assolvono a bisogni profondi, spesso di tipo affettivo/relazionale.
Un comportamento sessuale, non può essere emulato a seguito di una lettura più meno coinvolgente, ma per essere vissuto a pieno deve obbligatoriamente correlare ad un’infinita gamma di sfaccettature interiori.

Diventa indispensabile effettuare un distinguo clinico importante tra parafilia e gioco erotico
Si parla di parafilie quando questo comportamento sessuale diventa “esclusivo” e tende a ripetersi sempre e comunque, diventando l’unica forma di appagamento sessuale.
Quando invece si tratta di una sperimentazione ludica, non necessaria ed indispensabile, non è catalogabile tra le parafilie.

By | 2017-02-13T07:34:46+00:00 17 ottobre, 2013|Categories: Articoli|Tags: , , |

Un commento

  1. […] masochismo sessuale è caratterizzato dal bisogno di provare sofferenza fisica e psichica, associata ad umiliazione, […]

Scrivi un commento

error: Content is protected !!