Coppia sana e coppia disfunzionale

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Cosa si intende per coppia sana e per coppia disfunzionale?
Qual è il confine tra normalità e patologia?
Tra una coppia che funziona ed una conflittuale?
L’assenza di conflittualità equivale alla normalità e funzionalità del legame?

La coppia e le sue dinamiche
L’ “universo coppia” è indubbiamente di molto di più della semplice somma delle sue parti, è un caleidoscopico mondo, abitato da passato, presente, aspettative per il futuro, dei singoli e della loro intersezione, il tutto integrato nel contesto e nel momento storico in cui vive.
Mi capita frequentemente, quando lavoro con le coppie, di ascoltare i loro racconti confusi e sofferenti, di presunte anormalità nell’organizzazione delle loro unioni.
Falsi miti, aspettative e confronti con copie altrui, si intersecano nei loro racconti, creando “alchimie relazionali”, e frequente manipolazioni della mia attenzione al loro mondo interiore.
Nessuna coppia inizia una relazione a partire da zero, ciascun individuo infatti, ha un sistema di credenze e di aspettative nei confronti del coniuge e del legame, che si è strutturato a partire dalle esperienze fatte all’interno del nucleo familiare della famiglia d’origine.
La famiglia d’origine rappresenta l’esperienza primaria, imprinting di animalesca memoria, che imprime a fuoco nei ricordi e nella memoria corporea, quello che è sano, e quello che non lo è.

Tutto questo, si interseca poi, con un sistema di credenze appartenenti alla cultura, società e comunità in cui la coppia vive.
L’aspettativa della durata del matrimonio, rappresentata nell’immaginario comune dalla fatidica frase: “finchè morte non ci separi”, è diventata ormai utopistica, con frequenti attacchi acuti al progetto iniziale.

La vita si allunga: il fenomeno dei due matrimoni
Si vive più a lungo, con modalità più centrate sull’ appagamento dei bisogni personali, sulla realizzazione del proprio sé, e vivere in e per la coppia, diviene difficoltoso, e spesso, faticoso.
I coniugi oggi, rivisitando le abitudini americane, sembrano necessitare di due matrimoni:
1 – il primo, quello della giovinezza ed inesperienza, basato sul romanticismo sul desiderio di vita eterna, sulla crescita dei figli, e sull’allontanamento dalla casa genitoriale
2 – il secondo è invece caratterizzato dal rapporto con un compagno con forti capacità affettive e di accudimento reciproco, il legame della realizzazione personale, con un ritorno al  proprio destino individuale.

Cambia il partner o cambia il contratto coniugale?
Durante la mia pratica clinica quotidiana, con coppie sofferenti, disfunzionali, sane, in crisi, tradite, abbandonate, conflittuali, mi sento di poter affermare che, più che nuovi partners , i coniugi di oggi, necessitano invece, di cambiare il “contratto relazionale e  coniugale”, in funzione delle diverse fasi del  ciclo vitale della loro coppia.

La cornice del ciclo vitale è fondamentale per ridefinire i problemi che la coppia porta in terapia, e che presenta come stress transazionali, disagi, insoddisfazioni coniugali e sessuali.
Le fasi di passaggio e di transizione, vanno reinterpretate come opportunità di crescita al fine di trovare nuovi e più funzionali appagamenti per il vivere condiviso.
L’obiettivo della terapia di coppia è quello di rinegoziare il contratto della coppia, dipanare la matassa emozionale che ha abitato la loro coppia fino a quel momento, reinterpretare le conflittualità pregresse, al fine di trovare nuovi e più funzionali equilibri, che possano vivificare copia e talamo.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-02-03T21:38:10+00:00 4 giugno, 2010|Categories: Articoli|Tags: , |

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