Diventare maschi adulti: il difficile percorso dell’identità sessuale maschile.

//Diventare maschi adulti: il difficile percorso dell’identità sessuale maschile.
  • diventare maschi adulti

Crescere è faticoso.
Complesso.
Diventare adulti, ancor di più.
Maschi adulti poi, è davvero un percorso ad ostacoli.

                         “Tenersi in piedi, non è crescere”
                              Lao Tse

Negli ultimi tempi, soprattutto a seguito della rivoluzione sessuale, l’identità maschile è stata oggetto di infiniti studi di psico-sessuologia, di sociologia e di antropologia.
L’identità maschile è tornata  alla ribalta, ma, unitamente agli studi clinici, c’è stato un proliferare di leggende metropolitane sul concetto di mascolinità e di crescita del maschio.
Dall’uomo che non deve chiedere mai all’uomo che cambia i pannolini.
Dall’uomo che lavora fuori casa all’uomo che ha diritto al congedo parentale.
Insomma, dall’uomo che sembrava obbligato a non avere accesso alla sfera dei sentimenti, all’uomo sensibile, emotivo, accuditivo, ed anche materno.

Qualche riflessione
L’identità maschile segue percorsi totalmente differenti – ed anche decisamente più faticosi – rispetto a quella femminile che, in generale, sembra invece essere dalla più lineare costruzione.
La donna, nasce e cresce, seguendo le orme comportamentali materne, passa da un processo imitativo ad uno identificativo, osservando senza grandi difficoltà come si fa a diventare “femmina”.
La bambina gioca ad indossare le scarpe con i tacchi della madre, si attarda davanti allo specchio giocando con i trucchi, gioca a pulire casa, a fare la spesa, ed ancora, a mamma e figlia, e così via.
Tutta una serie di giochi simbolici e di ruolo, che preparano le bambine alla futura vita da “piccole donne”.

                                                 La bambina diventa donna

Riti, simbolismi, tappe e crescita. Tappe simboliche  di crescita

•    La prima tappa simbolica della donna che correla al passaggio alla vita adulta, è, senza dubbio,  il menarca.
Lieto evento di cui la madre fiera, diffonde la notizia a familiari ed amici cari, comunicando appunto, che la propria figlia è diventata “adulta”.
Una sorta di “festa condivisa” sul piano emotivo.
Il primo ciclo mestruale rappresenta un rituale che conferisce alla bambina una sorta di “identità conquistata”.
•    La seconda tappa, anch’essa ricca di importanti simbolismi, è la deflorazione, la rottura dell’imene,  caratterizzata dal “primo rapporto sessuale”  della donna.
La ragazzina diventa donna, accede alla vita adulta.
Il sangue, con i suoi simbolismi, sembra segnare le prime due tappe della vita adulta: il menarca ed il primo rapporto sessuale.

                                                     E l’uomo? Come diventa adulto?

L’ uomo invece, durante la sua crescita psico-sessuale, va incontro a tutta una serie di percorsi ad ostacoli riguardanti l’identità di genere, accompagnati da una totale assenza di rituali simbolici e rassicuranti.
•    La prima tappa è correlata al dover prendere le distanze dalla figura materna. Identificarsi poi, in quella paterna.
Fare, obbligatoriamente, giochi da “maschio”con armi, pistole, spade, e giochi di guerra.
Solitamente, quando tutto questo non avviene, i genitori vengono colti da attacchi acuti di ansia circa l’orientamento sessuale del figlio maschio.
Fin dalla nascita diventa di fondamentale  importanza il rapporto che il piccolo instaurerà con i genitori, o con chi si prenderà cura di lui.

Dal punto di vista psicologico infatti, l’identità sessuale maschile si struttura attraverso due meccanismi:

1. l’identificazione con il padre, purché il rapporto sia empatico, sano, affettuoso e continuativo.
2.    la complementarietà  con la figura materna.

Un disturbo, o una problematica,  di queste fondamentali interazioni, specialmente se associata ad anomalie genetiche e-o endocrine , può alterare lo sviluppo psico-sessuale fino a determinare veri e propri disturbi relativi all’identità (disforie di genere).

I misteri e le fatiche della pubertà
La pubertà è un’altra fase della vita decisamente importante, per ragazzi e ragazze.
Compaiono le prime, tanto attese, modificazioni corporali, cioè i caratteri sessuali “secondari”.
La comparsa della peluria, una lieta anticipazione della futura barba, lo sviluppo muscolare ed osseo, la modificazione della voce, da acerba a roca e finalmente ferormonica, le frequenti erezioni spontanee a conferma di mascolinità e potenza sessuale, e la comparsa delle polluzioni notturne, oltre che le modificazioni della secrezione sudoripara e sebacea.

Dal punto di vista psicologico e sessuale, l’adolescenza poi, si presenta come una fase di grande vulnerabilità.

I giovani di oggi apprendono tutto quello che riguarda la sessualità online, con un’assidua frequentazione di siti pornografici.
Siti che hanno la funzione di “formare ed informare”, quasi come fossero dei clinici, su temi tanto complessi quanto delicati, riguardanti la sessualità umana.
E le ansie?
Le paure?
I dubbi?
Chi si occuperò dell’aspetto emozionale, psichico e relazionale correlato alla sessualità di questi ragazzi?

Lo stato dell’arte della salute sessuale giovanile
Stiamo osservando un crescente aumento di disfunzioni sessuali con esordio giovanile.
Ansia da prestazione, e da dimensione, che prende il posto della reale intimità.
Una corsa all’orgasmo che si sostituisce all’esplorazione del corpo e della psiche dell’altro.
Rapporti sessuali perforanti che assumono le sembianze di maratone ansiogene e stressanti che prendono imposto del fare l’amore.
Dilagano confusioni circa l’orientamento e l’identità sessuale.
Tutti fusi e confusi.
Le droghe e l’alcol diventano i compagni di viaggio delle prime esperienze sessuali.
Ed il viagra viene venduto nelle discoteche – viagra party -, come euforizzante e disinibitore del comportamento sessuale, garantendo dipendenza psicologica ed assuefazione postuma.

Stiamo assistendo agli esiti da  totale mancanza di  educazione emozionale e sessuale.

Cosa fare?
Formare ed informare.
Con amore, cura e pazienza, senza mai perdere di vista le vulnerabilità psichiche e di crescita dei ragazzi di oggi – vulnerabilità strettamente correlate al momento storico in cui viviamo-.
I giovani di oggi saranno gli adulti di domani.
Saranno, senza dubbio, ragazzi più sereni,  più consapevoli, informati e formati, e saranno domani, adulti meno stressati e meno vulnerabili.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-02-06T08:48:44+00:00 14 marzo, 2012|Categories: Articoli|

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