“Questa è l’epoca in cui si mette tutto fuori la finestra, in mostra, per occultare il vuoto nella stanza”
Dalai Lama

La società, oggi, ha spostato la colonnina del barometro sull’apparire più che sull’essere.
Società che promuove, tra l’altro, un modello pericolosissimo di “eroticità facile”.
Giovani, anzi giovanissime, già precocemente online, sempre senza veli, deduttive e accattivanti.
Questo nuovo modello, avulso dalla fatica, sembra – come il pifferaio magico – irretire tanti seguaci.
Il modello dei giovani sessuati viene interiorizzato come un modello vincente.
Ragazzi svestiti, audaci e dichiaratamente disponibili, postano tutto e di tutto per avere un seguito di seguaci desideranti.

Il pudore ha ancora il suo valore?
Anticamente la gratella del reggiseno stava sotto il maglione, oggi no.
Il perizoma sotto i jeans, oggi si mette in bella mostra.
Così avviene per le emozioni: un tempo venivano custodite dentro un diario segreto, e gelosamente nascoste da occhi o orecchie indiscrete, oggi vige la “pornografia sentimentale“: tutto viene postato online, senza censura, e senza pudore.

Che ruolo ha il sessuologo clinico?
Chi svolge il mio lavoro sa bene che, formare, informare, ed educare all’arte di amare, è un lavoro arduo, ma davvero affascinante.
Oggi, con questa deriva verso l’omologazione tra vita online e vita off-line, educare ai sentimenti ed effettuare un programma “precoce e continuativo” di educazione affettiva-sesusale diventa indispensabile.
Restituire al corpo la sua bellezza, unicità e integrità, è uno dei percorsi dell’educazione sessuale.
L’amore per il corpo e il rispetto sono elementi per una “sana identità”, argomentazioni spinose se trattate in età adolescenziale, luogo simbolico di attacco acuto  e di modificazione del corpo.
Il corpo, infatti, non viene quasi mai accettato dagli adolescenti, diventa un mezzo di comunicazione del disagio, della rabbia e del dolore, dei conflitti inespressi e, soprattutto, si trasforma in palcoscenico di svariate modifiche, in  funzione dei modelli estetici proposti dai media.

Cos è un corpo erotico?
Il corpo proposto dai mass media  per esempio non è un corpo erotico, è invece un corpo abusato, non rispettato, profanato nella sua unicità, omologato e modificabile in funzione degli obiettivi da raggiungere , spesso di tipo sessuale-professionale.
L’erotismo è invece un giusto compromesso tra l’esposizione e la riservatezza, tra il mistero e la seduzione, tra il rispetto e l’ostentazione, rappresenta il percorso verso quell’ unica, magica, speciale  “geografia intima” che, ogni individuo, dovrebbe conoscere  a fondo, tutelare e mettere poi a conoscenza dell’altro.
Un primo passo verso un’educazione erotica, è quello di insegnare ai giovani a prendere la distanza dal modello estetico imperante, far sì che si possano riavvicinare al “concetto soggettivo di bello” e riappacificarsi con un corpo, esteriore, ma soprattutto, interiore.
Corpo che, durante quella fascia d’età, viene considerato brutto e inadeguato, goffo e impacciato, da modificare e da deturpare – tra tatuaggi e altro – soprattutto per tematiche che attengono alla sessualità.

Quali rischi?
I rischi sono davvero tanti.
E’ di fondamentale importanza, invece, imparare ad avere un pensiero autonomo e a chiedersi che cosa si desidera davvero, “con chi e quando”.
Se una giovane ragazza, per esempio, riesce a far rispettare i suoi tempi, molte difficoltà anche sessuali, potrebbero addirittura non presentarsi.
A volte, infatti, le origini del dolore sessuale o del vaginismo, sono da ricercarle  in rapporti precoci, in preliminari frettolosi o in conflitti irrisolti che, mal si conciliano, con la maturazione personale e con l’abbandono emotivo necessari all’intimità.
Chi  come me si interessa di educazione emozionale e sessuale, invita i giovani attori protagonisti  di questo cammino verso l’intimità e la sessualità, a cogliere la magia e l’alchimia,  la bellezza e  la sensorialità e, soprattutto,  l’unicità di cui il corpo è portatore.

Dottoressa Valeria Randone