Adotta un cane.
Adotta un lupo.
E ancora, un bambino a distanza.
Ma, adottare anche un fidanzato, sembra davvero un paradosso del corteggiamento.

Mode, derive e tempi
Dopo essere stati incentivati ad adottare un cane, un lupo, una balena, un bambino a distanza e un albero.
La nuova tendenza modaiola o necessità del momento, invita ad adottare addirittura un “fidanzato”.
Già diffuso in Francia, arriva in Italia il primo portale che permette alle donne di scegliere l’uomo ideale e di metterlo nel carrello.
Il sito Adottaunragazzo.it arriva in soccorso delle donne single o forse sarebbe meglio dire sole, garantendo loro massima professionalità e riservatezza, permettendo così di acquistare un fidanzato pur rimanendo comodamente sedute davanti al loro computer.
Eros e chat, amore e fisicità, virtuale e reale e altre nuove combinazioni tra “web e affettività”, hanno travolto e stravolto il mondo dei sentimenti e dei legami, ma per gli acquisti amorosi online, forse, non eravamo ancora pronti.

Qualche dubbio
Funzionerà?

Rappresenta una sorta di scorciatoia per amare prima, meglio e senza sbagli o rischi?
Si può scegliere l’uomo giusto leggendo il suo profilo, che sembra più un pedigree che un curriculum erotico?
L’alchimia di un incontro può essere relegata a un semplice click?

E le emozioni
Le emozioni e la fronte che si corruga, le guance che arrossiscono, unitamente alle mani che tremano facendo trasparire impaccio, agitazione, il cuore che accelera, sembrano elementi ormai in disuso.
Totalmente azzerati, stravolti, negati.
Il sito italiano prende spunto dal web francese AdopteUnMec.com, che, nato nel 2007, vanta già circa 4,5 milioni di iscritti, denunciando, a mio avviso, una grande malessere epocale.

Vediamo insieme come funziona, a quali bisogni cerca di trovare facili soluzioni

Il portale promette di rivoluzionare il mondo degli incontri virtuali, poiché consente alle donne di trovare l’uomo ideale, e agli uomini di offrirsi, o meglio, candidarsi come possibili acquisti da mettere nel carrello, proprio come si farebbe in un supermercato.
I ragazzi, dopo essersi iscritti, compilano la scheda prodotto e si auto-dispongono sullo scaffale nell’attesa che una cliente voglia aggiungerli al carrello per poter iniziare con loro una possibile conversazione.
In questo modo gli uomini inseriranno una descrizione di sé stessi in base a determinate categorie fisiche, professionali e di abitudini comportamentali, corredata da una foto del profilo; mentre le donne, una volta compilata una sorta di scheda guida resa più accattivante dalla foto, inseriranno le proprie preferenze: dalla pettinatura dei capelli, dalla presenza o meno di tatuaggi e piercing, alla predilezione verso barba o baffi e così via.

Una sorta di “istruzioni guidate” per il mondo dell’altro, ma tristemente relegate alla fisicità e niente altro.

In un’epoca di veline, letterine, di mercificazione ed erotizzazione del corpo femminile, di cubi e banconi sui quali fare facile carriera, anche l’uomo viene messo in mostra tra gli scaffali di un supermercato virtuale.

Parità a tutti i costi, anche emulando il lato peggiore del genere femminile

Mi chiedo: oggi, sappiamo ancora amare?
Siamo ancora capaci di desiderare il desiderio?
La capacità d’attesa e il corteggiamento sono stati smarriti?
Il tatto, olfatto, gusto e udito, sono stati totalmente sostituiti dalla vista e per di più resa miope dal monitor di un pc?
Dopo il gioco del momento, cosa penserà una donna di un “uomo da carrello”?
Un uomo sottomesso e acquistabile, omologabile e pronto a tutto. E che tipo di affidabilità evoca una relazione nata sui banchi dei surgelati?
E una donna che decide di scegliere online il suo compagno di vita, quali aspettative ha per la sua futura qualità di vita e di coppia?

Amore e scorciatoie virtuali: è mai possibile?

L’amore rimane sempre un sentimento elitario, che obbliga all’esclusività e non al compromesso, credo che la modalità con cui nasce questo sentimento correli poi con la qualità della relazione futura.
Se i due potenziali partner si scelgono con queste scorciatoie virtuali, del tutto scevre dal coinvolgimento e dall’empatia, quale percorso futuro possono poi aspettarsi?

Il corteggiamento e l’amore sembrano essere i grandi assenti.
Credo invece che i giovani di oggi ne avrebbero veramente un gran bisogno:
l’educazione all’affettività, l’educazione emozionale e sessuale, dovrebbero essere i capisaldi per una coppia migliore.
L’educazione alla sensorialità e al pudore, andrebbero rivalutati e portati in dote dentro la futura coppia.
In un momento storico dove tutto è possibile e attuabile, dove tutto, coppie incluse, si creano e consumano nel qui e ora, il desiderio, l’erotismo e la capacità d’attesa, sembrano essere in caduta libera.

Dottoressa Valeria Randone