Immaginario erotico e possibili disfunzioni sessuali

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L’immaginario erotico esiste e spaventa.
Sembra essere l’isola che non c’è.
Luogo astratto, ma concretamente correlato alla sessualità.
Teatro privato del quale è difficile occuparsene.

Qualche riflessione
Questo articolo nasce con lo scopo, audace e coraggioso, di approfondire alcune argomentazioni riguardanti l’immaginario erotico.
Molti pazienti mi scrivono impauriti e sconfortati, perché a seguito della visione di materiale pornografico, focalizzano la loro attenzione su “qualche particolare” della visone, sviluppando talvolta ansie e preoccupazioni.

Cara Dottoressa ti scrivo

“Se guardo due donne, sono omosessuale?”
“Se amo il sesso di gruppo, sarò  troppo audace?”
” Se provo eccitazione dal bondage, sono perverso o parafilico?”
E cosi via.

Immaginano di essere omosessuali, bisessuali, di non provare abbastanza eccitazione, rispetto a quanto, secondo loro, ne avrebbero dovuto provare, di durare troppo o troppo poco, ecc.

Il test dell’autoerotismo
Spesso, in situazioni d’ansia, l’utilizzo dell’immaginario erotico e dell’autoerotismo, viene fatto con lo scopo di “verificare”, di osservare, di monitorare la risposta sessuale, il normale sviluppo psico-sessuale  ed il contenuto dell’immaginario erotico.
Molti pazienti mi raccontano di praticare l’autoerotismo e di verificare, immaginando una scena o un’altra, se la loro erezione è valida, sufficientemente valida, parziale, non adeguata al coito, ecc…

Lo stesso processo mentale diventa il denominatore comune  sia per l’anorgasmia coitale femminile che per l’eiaculazione precoce, oltre che per il caleidoscopico capitolo sul  desiderio sessuale.

Immaginario erotico ed omertà
Affrontare il tema dell’immaginario, è complesso e difficoltoso.
Spesso viene ammantato, da pazienti e da clinici, da un velo di vergogna ed omertà.
Il “fantasma erotico”, non si lascia conoscere facilmente.
Molti pazienti infatti, interpretando l’immaginario come se fosse un test per comprendere se sono omosessuali o con possibili disfunzioni sessuali, difendono  il loro “teatro privato”e spostano l’attenzione sulle loro condotte sessuali, piuttosto che sul loro mondo fantasmatico interiore.
L’“anamnesi dell’immaginario erotico”, è una tappa molto delicata, va effettuata con garbo, professionalità, e soprattutto,  in punta di piedi.
Vanno raccolte informazioni sulle  prime esperienze erotiche e sui fantasmi che queste hanno potuto generare, su come il fantasma erotico venga poi vissuto e/o accettato dal paziente stesso.
Una seconda tappa anamnestica, investiga la natura del fantasma preferito, i fantasmi eccitatori  pre-orgasmici ed orgasmici, le sensazioni che li accompagnano (rabbia, ostilità, tenerezza, dominio, sottomissione) ed il grado di implicazione della persona nei propri scenari fantasmatici.
E’ opportuno poi conoscere i “contro investimenti fantasmatici”, cioè i fantasmi che possono avere un valore anti-erogeno o ansiogeno.

Perché funziona l’immaginario erotico
La forza dell’immaginario erotico è dato dall’impossibilità della sua realizzazione, le fantasie non dovrebbero conoscere regole, censure, morale, etica, ma dovrebbero fluire liberamente nella mente del singolo, ed abitare l’empatia sessuale della coppia.
Le fantasie hanno un grande potere eccitatorio, monitorarle, estrapolarle dal sentire sessuale, adoperarle a verifica dell’orientamento sessuale, è vano, falso e soprattutto nocivo.
Concludo citando una frase del notissimo psico-sessuologo americano, John Money:
Il più potente organo sessuale, non è tra le gambe, ma tra le orecchie, cioè la nostra mente!

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-02-14T16:55:03+00:00 15 marzo, 2013|Categories: Articoli|Tags: , , |

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