“Il mondo ha più fame d’amore che di pane”
  Madre Teresa di Calcutta

Amare spaventa. Amare troppo e male, strada che conduce al baratro passando dall’estasi, sembra il compromesso affettivo di chi soffre di dipendenza affettiva.
Quando l’amore è malsano e tossico, esattamente come un tarlo, lavora in silenzio in profondità della psiche, crea gallerie e frane. Sottopassaggi verso il dolore. Apre varchi verso la spossatezza. Fisica e del cuore. Nutre le voragini effettive. Toglie stabilità e coraggio.
Depaupera psiche e soma.

Qualche riflessione
Questo articolo nasce dopo aver ricevuto tante richieste di consulenza per le più aspre pene d’amore e le possibili cure.
Vivere in coppia non è semplice e nemmeno indolore; è un cammino oscuro, disseminato di insidie e di tentazioni. Chi soffre di dipendenza affettiva, solitamente, scaglie partner che evocano figure parentali vicarianti: amorevoli e accuditive. Lo zampino di Edipo muove le fila di molte scelte amorose, sane e meno sane. Funzionali alla crescita psichica del protagonista dell’amore e del legame. Disfunzionali e malsane: dispensatrici di dolore e di stress.
Scelte collusive, malsane, letali.
Amori conflittuali
, collerici e dipendenti sono i protagonisti di coppie asimmetriche, formate da partner irrisolti sul piano psichico. Una coppia tipica è formata da un partner dominante e uno sottomesso.
Questi partner tentano, maldestramente e invano, di trovare la cura dei malanni nel cuore, nella coppia e nell’amore. Promuovono o declassano il parter a psicologo amatoriale, a stampella per la loro vita affettiva zoppicante e bucherellata.

L’amore è curativo? Lenisce le ferite dell’infanzia? Può aiutare a crescere?

Amore e falsi miti
L’amore, se pur rappresenta una dolce droga, non è né curativo né terapeutico; necessita per il suo nutrimento, e soprattutto sopravvivenza all’usura del tempo, la compresenza di due protagonisti “adulti” ed equilibrati.

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Da cosa sono mossi gli “amore-dipendenti”?

La ferita dei non amati. Il dominio della mancanza d’amore, un doloroso imprinting iniziale
Un’originaria mancanza d’amore porta con sé tutta una serie di tante altre mancanze e lacune che inevitabilmente andranno a sfociare nel rapporto di coppia, compromettendolo. Un amore appesantito di tanto altro rispetto al quotidiano e alle emozioni intra-coppia è un amore a rischio di frana.
La dipendenza d’amore nasce da una ferita d’infanzia, che chiamerò in questo articolo la “ferita dei non amati”.
La “ferita dei non amati” è spesso la causa di una carenza di “fiducia di base” e di amore verso sé stessi che di conseguenza si ripercuote sul partner e sul legame d’amore.

Cosa accade nella psiche e nel cuore del bambino che non è stato amato adeguatamente?

Di fronte a un genitore algido e non disponibile sul piano affettivo, il bambino può tentare di mantenere il suo equilibrio psichico cercando di minimizzare il comportamento dipendente verso il genitore evitante. Solitamente, poi, effettua uno “spostamento di tipo difensivo” verso l’altro genitore o figure genitoriali vicarianti, come nonne e zie.
Chi ha sperimentato quell’antica e dolente ferita non sarà mai in grado di “amarsi” e di  “amare”, e vivrà il legame con modalità illusorie, come se questo avesse un compito riparatore o di risarcimento affettivo.

La ferita dei non amati correla, spesso, con un quadro di possibile “dipendenza affettiva”: il partner più debole e fragile si lega irreversibilmente al partner più forte e dominante, lasciandosi nutrire e guidare nella vita. Ogni sua possibile assenza o distanza genererà nell’altro lo sconforto e angoscia più cupa.

Genitori e voragini affettive
Molto spesso alcuni genitori, con le loro modalità di comportamento e stile di affettività, hanno lasciato insoddisfatti i bisogni infantili, non nutrendoli adeguatamente.
Queste voragini psichiche sono spesso dalla difficile elaborazione e cura, si ripropongono poi nei successivi legami d’amore, creando delle inevitabili asimmetrie nella coppia.

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Questi bambini decisamente poco amati durante l’infanzia cresceranno con la consapevolezza di non valere mai abbastanza, di non essere mai degni di un sentimento d’amore puro e totalizzante, e saranno candidati a un possibile “mal d’amore”.

Affettività: un tallone d’Achille 
L’affettività rimarrà sempre il loro tallone d’Achille e si percepiranno vulnerabili, sempre un passo indietro rispetto al mondo.
Diventano adulti corrosi dalla gelosia, dall’insicurezza, dal mal di vivere.
Ci saranno tanti fantasmi, reali o immaginari. Ci sarà sempre una donna più bella, più amata. Un uomo più potente, prepotente, seduttivo. Mancheranno le parole per dirlo, ci sarà sempre qualcosa, un se o un ma, che renderà la loro vita di coppia un percorso ad ostacoli, irto di spine irritative nel fianco.
Quando all’interno della coppia uno dei due partner ha questo storico di sofferenza cercherà di adeguarsi alle richieste del partner dominante per paura dell’abbandono: instaurando con lui dei legami simbiotici e fusionali.
La distanza sarà più una minaccia che una dimensione di equilibrio del vivere.
E la distanza dal mondo dell’altro, chimerica e irrealizzabile.

Il ruolo  dell’amore e la fame d’amore
Una relazione d’amore deve adempiere ai bisogni di protezione e di sicurezza, ma nei casi di partner vulnerabili e dipendenti, tanto più forte è il legame che si svilupperà e tanto maggiori saranno le minacce potenziali che possono provenire da qualsiasi situazione esterna che metta in discussione il legame.
L’amore, in chi soffre di dipendenza affettiva, diventa una droga, una vera e propria necessità psico-fisica, fino a trasformarsi in gioia e dolore della loro vita.
Trattasi di un “amore affamato”, bisognoso, dipendente, e all’interno del legame “vittima e carnefice” si alternano, nutrendo e mantenendo in vita la dipendenza affettiva.
Questi amori sono abitati da un desiderio massiccio mai del tutto appagato di amore assoluto e fusionale (nutrito sempre e comunque da angosce abbandoniche), spesso, infatti, sono caratterizzati dalla necessità di conferme da parte dell’altro e da una “fame d’amore” atavica, insopportabile.
Una consulenza individuale o di coppia diventa la strada maestra verso la chiarificazione emotiva, e la protezione del legame.

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Dottoressa Valeria Randone

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