Aiutarsi nella cura dei figli, migliora l’intesa sessuale

//Aiutarsi nella cura dei figli, migliora l’intesa sessuale
  • Genitori e vita sessuale

“Il padre è il custode prediletto della maternità”
Galimberti.

Anticamente il ruolo del padre era relegato esclusivamente ad un ruolo sociale; le madri, invece, erano coloro che accudivano, curavano e si prendevano cura dei figli e del marito.
Oggi invece, anche i papà vengono coinvolti nella cura e nella crescita dei figli e la vita sessuale migliora.
Crescere i propri figli suddividendo equamente ruoli e doveri in famiglia può fare miracoli per la vita di coppia, migliorando in particolare la quantità e la qualità del sesso.

A dimostrarlo è uno studio della Georgia State University, presentato durante il congresso annuale dell’American Sociological Association, che ha analizzato in che modo l’impegno parentale sia capace di influenzare positivamente la vita emotiva e sessuale dei genitori.

Lo studio

I ricercatori guidati dal sociologo Daniel L. Carlson hanno utilizzato i dati relativi a 487 coppie, raccolti nel 2006 all’interno del sondaggio Marital and Relationship Survey(Mars).
Le coppie analizzate sono state divise in tre gruppi:

  1. coppie in cui è la donna ad occuparsi maggiormente dei figli (svolgendo almeno il 60% dei compiti parentali)
  2. coppie in cui i doveri sono divisi equamente tra i partner
  3. coppie in cui gli uomini si occupano maggiormente dei figli.

I dati hanno rivelato che le coppie in cui la ripartizione delle fatiche è  “alla pari” sperimentano una relazione più soddisfacente, con un notevole miglioramento della vita sessuale.
Lo studio dimostra inoltre che l’unica forma di organizzazione parentale che sembra essere  problematica, dal punto di vista della vita di coppia e da quello sessuale, è quella in cui è la donna ad assumersi la maggior parte delle responsabilità.
Quando quindi il rapporto è sperequato ed asimmetrico, la coppia si scompagina.
Lo studio in realtà, fotografa un cambiamento in itinere nella società di oggi.

Qualche riflessione

Diventare genitori equivale ad andare in pensione dall’eros e dalla vita intima?
Avere dei bambini significa diventare governanti, tate, mamme a tempo pieno?
Ed ancora, diventare – anzi essere mamma – significa smarrire l’identità di donna desiderante e seduttiva?
Ed i padri, che ruolo hanno nella crescita dei figli e nel mantenere in vita il desiderio sessuale nella coppia?

Vediamo cosa accade e cosa sarebbe meglio non accadesse.

La cura della prole è da sempre stata deputata alla madre, soprattutto durante il primo anno di vita del bambino.
Sin da subito cambiano gli equilibri ed il padre, da una dimensione centrale nella vita della sua donna diventa periferico.
Anche la biologia sembra remare contro il padre ed a favore del neonato.
Durante l’allattamento è infatti presente la  prolattina, l’ormone dell’accudimento, a scapito del testosterone, il famigerato ormone del desiderio sessuale che dovrebbe mantenere in vita – unitamente alle dinamiche di coppia favorevoli – il desiderio sessuale.
È una fase di ansia e di preoccupazione: la mamma è responsabile della crescita del piccolo ed il suo latte – unitamente al suo amore ed alle sue cure – deve accompagnarlo durante i primi mesi di vita.
Dal punto di vista psichico e delle dinamiche profonde, i primi mesi di vita del piccolo, sono  caratterizzati da un aspetto fusionale tra madre e bambino; due corpi all’unisono, l’uno che nutre l’altro e che dipende totalmente dal primo, l’incontro alchemico di due inconsci.
Dinamiche profonde che spesso non lasciano spazio per la figura paterna.
Il padre/compagno di vita, potrebbe sperimentare dei sentimenti di esclusione da questa “magia” e tal volta, caso per caso, potrebbe allontanarsi dalla diade madre/bambino.
Queste dinamiche compromettono la coppia, ed ovviamente, il desiderio sessuale.
La donna, acrobata tra il piccolo da accudire, la casa ed il lavoro, ha pochissimo tempo da dedicare a se stessa ed al partner, quindi l’eros è sicuramente in calce alla lista delle priorità.
Per fortuna però, i ruoli tra uomo e donna sono decisamente cambiati.
Il padre autoritario ha lasciato il posto al padre autorevole ed accudivo e la donna con il kimono ha indossato il tailleur, pur accudendo la famiglia e sfornando amorevoli manicaretti.
I padri di oggi non rimandano più l’immagine di un padre ingessato, incapace di accudire o di aiutare in casa, ma sono padri e compagni di vita presenti, che si prodigano nella cura della famiglia.
Nonostante le difficoltà storiche e culturali legate al ruolo ed all’identità del maschio,
gli uomini di oggi sono padri che hanno accesso alla sfera delle emozioni senza provare vergogna e senza sentire minacciata la propria parte fallica.
Sono uomini che, pur accudendo, mantengono la loro capacità seduttiva e la loro identità maschile.
È vero però che hanno imparato tutto da soli, forse sbirciando noi mamme – spesso onnipotenti ed onnipresenti – e rubando qualche trucco del mestiere qua e là.
Questi neo-papà non hanno imparato nulla dalle loro mamme perché fino a qualche decennio addietro c’era una “suddivisione manichea” di ruoli e di competenze all’interno della famiglia: i padri lavoravano, non accudivano ed impartivano le regole, e le mamme accudivano, cucinavano e mediavano tra il rigore paterno e la dolcezza materna.
Noi donne – nel bene o nel male, a seconda del legame che abbiamo avuto con le nostre mamme –
abbiamo visto “fare la mamma”.
Crescendo abbiamo giocato alle bambole, abbiamo accudito, cambiato un pannolino, talvolta cresciuto un fratello minore, comunque lo abbiamo visto fare e l’imitazione del comportamento altrui ci ha aiutato nel “saper fare” e quindi poi, ” sapere essere”.

Conclusioni

Una coppia alleata in tutte le stanze della vita sarà una coppia complice anche in camera da letto.

By | 2017-02-09T11:06:43+00:00 26 ottobre, 2015|Categories: Articoli|Tags: , |

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