La vita sessuale della coppia “post-lite”, pro e contro.

//La vita sessuale della coppia “post-lite”, pro e contro.
  • sesso post lite

Lite e sessualità.
Astio ed intimità.
Odio ed amore.
Assenza di baci e di cure e sesso.
Insomma, la sessualità, viene spesso adoperata per tantissimo altro, rispetto al suo significato intrinseco.

Viene utilizzata come modalità di riappacificazione.
Per estorcere qualche  informazione.
Per ottenere favori
Per  evitare il litigio prolungato.
Ed ancora, come malsano passaggio dal verbale al corporeo.
Insomma, come scorciatoia.

Un po’ di storia
Le donne, anticamente non avendo potere sociale e lavorativo, lo avevano invece sotto le lenzuola, donandosi o negandosi, a seconda degli umori, malumori ed obiettivi da raggiungere.
In realtà il desiderio sessuale e le successive fasi del rapporto sessuale (eccitazione e risposta orgasmica), dipendono molto dagli equilibri della coppia, soprattutto fuori dal letto.
Uomini e donne solitamente, affrontano le difficoltà ed i disagi con modalità differenti, adoperando gli agiti sessuali con diversi obiettivi.

               “No, tesoro, no, questa sera ho mal di testa”

La famosa o meglio famigerata “cefalea evitante” la sessualità, di antica memoria, veniva adoperata dalle donne,  per negarsi e per rinforzare il loro potere, e valore, sotto le lenzuola.
La donna più che desiderata, si percepiva adoperata e non si sintonizza con le  avance del partner.
Un elemento importante per una buona e vibrante vita sessuale, è comprendere che la sessualità non è un “regalo” che la donna fa al suo partner, ma uno “spazio relazionale reciproco”.
Spazio simbolico ed intimo, che se investito da altro, rispetto al suo reale significato di scambio e di piacere, rischia di diventare moneta di ricatto e di scambio, danneggiando singolo e coppia.

Gli uomini invece, adoperano frequentemente la sessualità, come elemento di mediazione e come terreno per poter armonizzare le precedenti fratture, sostituendo il corporeo al verbale.
La vita sessuale però non può affatto sostituirsi allo scambio verbale, elemento necessario ed indispensabile, al fine di far chiarezza emozionale.
Un rapporto sessuale, vissuto all’insegna della riappacificazione, può non essere vissuto  all’insegna dell’empatia sessuale ed emozionale.
Inseguendo obiettivi “altri” dal reale significato della sessualità, si può sicuramente compromettere il rapporto e l’intimità.

Il talamo, solitamente, funge da amplificatore di emozioni: positive o negative che siano.

Pace o litigio, sempre fuori dal letto
L’eventuale pace o l’eventuale chiarimento, dovrebbe essere fatto fuori dal letto, per sgombrare il campo da possibili nubi e complicanze orizzontali.
I conflitti coniugali, rappresentano degli elementi anti-erogeni per eccellenza, lo stress vissuto dai protagonisti del litigio può dare vita a problematiche erettive, di scarso controllo eiaculatorio, di anorgasmia in entrambi i partners e di silenzio della sessualità, con successivo possibile calo del desiderio sessuale.

Il lavoro terapeutico con le coppie ripristina quell’alchimia iniziale, insegnando loro strategie terapeutiche per una  “manutenzione” continua del loro legame, dentro e fuori dal letto.
Ridare la parola al corpo sessuale ed emotivo, è uno degli obiettivi principali della terapia di coppia.

Si lavora “con e per” la coppia e con il suo personale patrimonio di pelle, di sensi e di emozioni sopravvissute alla crisi.
La terapia psico sessuologica è un processo di “espansione” della sessualità, volto a liberare dalle inibizioni, incoraggiando la fisicità e trattando sui limiti.

La terapia sessuologica è sempre una rieducazione all’arte dell’amore.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-01-28T19:08:37+00:00 14 marzo, 2012|Categories: Articoli|

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