Il batticuore, il fiato corto, il sudore freddo. Le email che trasudano di passione e di emozioni, e anche di emoticon.
Le chat diurne e notturne. Il sexting nonostante l’età e l’età non digitale.
La passione straripante che porta a fare e dire, cose indicibili e improponibili, soprattutto “a una certa età”. (Come se per amare bisogna per forza essere giovani e acerbi).
I pensieri sconnessi dalla realtà e un solo chiodo fisso, sono tutti segnali di un innamoramento in corso.

Ma la passione è età-correlata?
Ricevo tante email di donne e di uomini, che superata l’età ufficialmente deputata al corteggiamento e all’innamoramento, con pudore misto a malinconia, mi chiedono se è giusto, lecito, ortodosso, prudente, amare ancora. In un momento storico nel quale l’invecchiamento non è consentito – il botulino e il Viagra accompagnano uomini e donne – sembra proprio che a un corpo giovane debba invecchiare il cuore. Un adulto, o diversamente giovane, non può a voce di popolo coprirsi di ridicolo e amare ancora. Come se fosse un ragazzino.
Quindi, sesso si, ma amore no.
Dopo gli “anta”, sarebbe prudente vivere un amore razionale, ponderato, senza palpitazioni, nutrito dall’affettività e dal buon senso?
Sarebbe il caso di rispettare la stagioni della vita per non sfiorare il patetico e abbandonare gli slanci emozionali, rischiosi e destabilizzanti?

Ma l’amore prudente è amore o è invece una sua brutta copia?

L’amore dopo gli “anta” deve obbligatoriamente correlare a sentimenti omeopatici, a manifestazioni del sentire con il contagocce.
Al freno a mano tirato, al raziocinio.
Un amore che si chiami amore, secondo me, non conosce regole, proibizioni e tabù.

Un amore adulto è un amore ad alta intensità erotica. Un amore che non controlla con il pallottoliere quante calorie ha ingerito a cena e quanti addominali dovrà fare per smaltire. È un amore composto da coniugi che hanno fatto pace con loro stessi, con il loro corpo e con la loro sessualità.
Sono, solitamente, partner che hanno superato la stagione della vita della fertilità, quindi, malattie sessualmente trasmissibili a parte, è un amore che si concede ogni libertà perché non teme possibili percorsi gravidici non graditi. Gli amori brizzolati o sale e pepe vivono una sessualità scaldata dalle tre C: corpo, cuore e cervello.
È un legame nutrito da ardore e passionalità, scaldato da slanci emozionali, da una buona dose di irrazionalità ed erotismo

La teoria della cautela: funziona davvero?

La “teoria della cautela”a una certa età è abbastanza frequente e tristemente in uso, anche se, secondo me, è la concretizzazione di molti meccanismi di difesa della psiche. Non dimentichiamo che amare spaventa, e che non sempre la parola amore si coniuga con benessere e con amori sani.
Molti protagonisti di amori naufragati immaginano la loro vita sentimentale e sessuale futura come se si dovesse arenare o meglio spiaggiare su una baia. Insomma, in panchina.
La immaginano, per pudore e paura, calma, poco inquieta e inquietante, ponderata, magari ben nutrita sul piano della promiscuità – che fa meno paura della profondità dell’amore – all’insegna di tanti incontri amorosi, a scapito della “qualità emozionale”, perché rischiosa, bizzarra e impegnativa. Un amore brizzolato diventa un amore contro vento. Fuori dal coro.
A mio avviso, la capacità d’amare, di dare e di darsi, non è affatto età-correlata, ma coraggio-correlata.

Amore e coraggio

 ” Soltanto i coraggiosi sanno amare, il resto è coppia” B.A.
La passione, il sacro fuoco dell’amore, non fa i conti con l’anagrafe, ma abita sempre e comunque con i coraggiosi, pronti a investire ancora e ancora, con il cuore in mano, aperti all’altro. Un amore adulto e coraggioso è un amore caratterizzato da dosi massicce di sfrontatezza e di vitalità, senza riserve e malsane strategie per fare quadrare i bilanci emotivi.
La ponderazione, la misura, il darsi fisicamente ma non emozionalmente, non corrisponde all’amore, ma a una sorta di “compromesso esistenziale”.
Un amore ponderato e prudente, avaro di vita, è un amore improntato a una sorta di bilancio tra costi e benefici di matematica memoria, finalizzati al “pensionamento sentimentale ed erotico.”

La vita si allunga e la qualità dell’amore diventa obbligatoria
L’età media si è allungata, la giovinezza è stata prolungata, l’età di mezzo viene detta età ritrovata e dilata il tempo tra adolescenza e vecchiaia, così, la qualità di vita è senza dubbio migliorata.
Tempo addietro a sessant’anni o settanta, l’attività principale era quella correlata al ruolo di nonno. Un simpatico e affettuoso signore ingrigito – anche nel cuore – che porta i nipoti ai giardinetti, con il quotidiano o le parole crociate per mantenere la mente ancora in allenamento, ma il cuore a riposo.
I cinquantenni, sessantenni di oggi sono i quarantenni di ieri.
Essere ancora capaci di avere  una vita amorosa, emozionarsi, donarsi, dare e prendere, mettersi ancora in gioco, è segno di vitalità, di energia, di salute psichica, di fertilità dell’esistenza.

Editing continuo del legame d’amore
Una relazione d’amore non è una cosa naturale e spontanea, ma è frutto di una manutenzione continua, frutto di un “editing continuo”, di un desiderio profondo dell’altro.
Ogni relazione, a qualunque età si possa vivere, è generatrice di “parti psichiche” nuove che solo grazie a quella relazione vengono fuori, e che altrimenti non sarebbero mai nate.

Quale alchimia in ogni incontro?
Sicuramente ogni relazione non è data dalla semplice somma delle due parti, ma dal magico e alchemico intreccio tra due mondi passati e presenti, aspettative di vita futura, un progetto comune e due mondi inconsci.
Insomma, non è affatto semplice incontrarsi, e soprattutto scegliersi e amarsi a lungo.

Infatti, come dice Massimo Gramellini:
” Se incontrarsi  resta una magia, non perdersi è la vera favola”

Un buon compromesso tra testa e cuore, rimane sempre  la giusta strategia per una possibile relazione d’amore.
A volte, però, è più importante sentire che capire, e il sentire spaventa più che la comprensione di qualunque meccanismo amoroso.
La teoria dell’amore prudente si fonda sul privilegiare la passionalità a scapito di razionalità, per glissare sui possibili meccanismi di difesa e sulle paure, non poche, amore-correlate. Amare, ma non troppo, quindi diluire il sentimento su più partner o su più storie temporalmente disgiunte, è il modo migliore per essere prudenti, ma per non amare mai davvero.

Le emozioni provate a una certa età assumono un significato più grande perché obbligano a fare i conti con se stessi, con quello che non si vuole più, con quello che si vorrebbe ancora. È un amore che non si accontenta.

Il piacere rimane sempre e comunque “sentinella di vita”.

Dottoressa Valeria Randone