La tecnologia, oggi, entra  prepotentemente a far parte delle nostre vite, si estende alla sfera affettiva, del corteggiamento e dilaga anche in camera da letto.
I nuovi telefonini hanno svariate funzioni, e possono contenere numerose applicazioni, scaricabili in base alle soggettive necessità.
Recentemente tra le App scaricabili, sapientemente inventate e tremendamente contagiose, ve ne sono due deputare all’incontro, chiaramente di tipo sessuale, con l’altro\a.
Le App si chiamano “Grindr” per gli uomini, single, bisessuali e omosessuali, e “Brenda” per le donne, anche in questo caso, single, bisessuali e omosessuali.
Grindr è un social network basato sulla geo localizzazione, compatibile per l’appunto con alcuni cellulari e scaricabile come una normale e ingenua applicazione.
Il suo messaggio pubblicitario enfatizza la facilità degli incontri e dice che è rivolta a tutti, uomini, donne, gay, ma soprattutto a chiunque sia mosso da curiosità.
La schermata del programma è veramente  molto semplice e intuitiva, facilmente adoperabile dagli adolescenti e dagli inabili della tecnologia, consiste infatti in una griglia di foto formata da un insieme di profili disposti in “ordine di vicinanza” rispetto alla posizione attuale dell’utente.
L ‘utente può inserire un nickname, una breve descrizione di sé, che sia reale, immaginaria, fantasiosa, di tipo compensatorio.
Un’unica foto di presentazione e alcuni dati anagrafici di base, più meno intriganti che facilitino l’immediata fascinazione.

Queste informazioni diventano  immediatamente disponibili agli altri utenti  con lo stessa applicazione e il gioco è fatto!

Nei casi di discrezione o pudore dell’utente, questi può scegliere di iniziare una comunicazione, chattare, stare online, ma spesso questa applicazione viene adoperata per “localizzare” altri utenti, facilmente reperibili e soprattutto disponibili a incontri amorosi e sessuali, per comunicare inoltre la propria posizione.

Mi chiedo e vi chiedo, ma il datato corteggiamento è veramente in disuso?
Entrare in punta di piedi nel mondo dell’altro, è ancora utile?
Dal gps alla camera da letto, il passo è veramente così breve?

La seduzione, la capacità d’attesa, la capacità immaginativa, esistono ancora?

E inoltre, intimità e pudore, che fine hanno fatto?

L’intimità è ancora necessaria, propedeutica e funzionale a un incontro amoroso ?

Alla luce di queste importanti modifiche epocali, l’intimità è una vulnerabilità dell’essere umano o un lusso affettivo, non accessibile a tutti?

L’affannosa ricerca della conquista a oltranza, deve obbligatoriamente passare dall’assenza del tempo dell’attesa?

Dall’omologazione del comportamento amoroso?

Si può scegliere l’anima gemella, anche per una sola notte d’amore, in funzione della vicinanza, localizzazione e luminosità del cellulare?

Oggi, in un mondo online, dove tutti o quasi sono sempre connessi, la quantità prevalica e sovrasta  la qualità!
La qualità delle relazioni, che siano amicali (non nel senso di Facebook), o amorose, è bel altro rispetto a quanto ci propone la tecnologia.
La sessualità, oggi, verte sempre di più verso una sessualità genitalica, consumistica, ginnica, a scapito di una sessualità poliedrica, nutrita e scaldata dall’affettività e dal reale “incontro” con il mondo dell’altro\a .
Personalmente non credo che eros e tecnologia vadano d’accordo, ma che l’uno non abbia bisogno affatto dell’altro.
L’erotismo, il corteggiamento, le strategiche e segrete confessioni, la condivisione del mondo emozionale più segreto, delle fantasie erotiche, è decisamente ben altra cosa, di un incontro consumato grazie e in funzione di una App.

P.S: Ho scritto questo articolo, solo per interesse personale, correlato al mio interesse per la sessualità e alla correlazione tra modifiche epocali ed intimità.
Dichiaro inoltre, di non avere nessun rapporto economico con le aziende citate e dichiaro di non trarre alcun profitto da questi scritti.

Dottoressa Valeria Randone