Dall’uomo con la clava all’uomo con il ferro da stiro

Ruoli e seduzione
Dall’uomo con la clava di atavica memoria siamo giunti alle “coppie a doppia carriera”, con una paritetica ripartizione dei ruoli e delle fatiche domestiche. Per fortuna.
La vita della donna, oggi, non è immune da fatiche e da acrobazie.
Donne, mamme, lavoratrici – in casa e fuori casa – oscillano tra casa, lavoro e figli da accudire.
La figura del partner, compagno di vita, di letto e di fatiche, diventa sempre più centrale per l’equilibrio della coppia longeva.
Le donne di oggi per riuscire a fare tutto, bene e di fretta, sono sempre più stressate, cosi, all’interno della loro coppia diventano sempre più richiedenti e sempre meno accondiscendenti. I partner dei nostri giorni, che hanno già abbandonato la clava, tendono ad assecondare le richieste di “mutuo soccorso” delle loro compagne di vita.

Sembra però che l’estrema “uguaglianza” tenda a compromettere il desiderio sessuale.
Ripartizione di fatiche e uguaglianza in casa non corrisponde alla longevità del sacro fuoco della passione, che minaccia l’estinzione in situazioni di parità tra i generi.
Molti studi di psico-sessuologia dimostrano che il calo del desiderio sessuale o “desiderio sessuale ipoattivo” sia, oggi, in crescente aumento, una sorta di pandemia di coppie noiose e annoiate sotto le lenzuola.
Partner che lamentano noia e una scadente iniziativa amatoria, astenia sessuale e silenzio dei sensi.
Cerchiamo di capire insieme il mistero che lega la simmetria tra i partner con l’asimmetria del desiderio sessuale.
Le “coppie paritarie” sono quelle coppie che sopravvivono alle intemperie della vita aiutandosi a vicenda, anche senza mettere sull’altare sacrificale la sessualità.
In realtà, i rapporti troppo alla pari, senza quella “segreta asimmetria”, sono destinati alla deflessione del desiderio sessuale.

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L’inchiesta
Una recente inchiesta del News Times Magazine sostiene proprio che esiste una stretta correlazione tra i legami paritari e l’astinenza sessuale.
Il settimanale americano riporta una ricerca del periodico scientifico American Sociological Review, dal titolo molto eloquente: “Egualitarismo, faccende domestiche e frequenza sessuale”, che esamina il delicato rapporto tra potere, dominazione e sessualità.
Lo studio dimostra che se uomini e donne tendono a strutturare la loro coppia all’insegna dell’uguaglianza, il legame amoroso, prima o poi, tende a traballare e il desiderio sessuale si estingue.
Secondo i ricercatori, nelle coppie in cui l’uomo svolge le mansioni femminili, come passare l’aspirapolvere, stirare e stendere il bucato, i rapporti sessuali diminuiscono di 1,5 volte rispetto alle coppie nelle quali l’uomo svolge soltanto compiti comunemente  considerati “maschili”.

La donna, reso l’uomo “femminilizzato”, tende poi  a non percepirlo come oggetto del desiderio, cioè un partner da desiderare, decisamente sessuato.

Le coppie di cui parla lo studio sono coppie bianche e paritarie: si aiutano ma non si desiderano sessualmente.
Rimangono delle macchine da guerra fuori casa e dei perfetti casalinghi in casa. Le coppie che lavorano tanto, solitamente, sono coppie che hanno instaurato un legame molto intimo con il loro lavoro, con il rischio di penalizzare il partner.
L’erotizzazione dell’attività lavorativa è un rischio molto frequente: viene caratterizzata da uno spostamento dal talamo al pc, dal partner all’ufficio e dall’eros alla fatica. Anche domestica.
Il lavoro, per molti, rappresenta una vera e propria “intimità sostitutiva”, che contribuisce a surrogare ben altre mancanze della vita e della coppia.
Per molte coppie il matrimonio si trasforma in una sorta di “società per azioni”: il lavoro e il guadagno occupano un posto di prima importanza, per offuscare affettività e intimità. Le coppie ammalate di iper lavoro e di quieto vivere corrono il rischio di così azzerare l’erotismo e a transitare in un assetto da “gruppo parentale”.

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Da amanti a collaboratori domestici

Le due posizioni, a mio avviso, non sono antitetiche e potrebbero serenamente coesistere dentro lo stesso partner e la stessa coppia.
Una donna, o un uomo, che si sente amato, desiderato e aiutato, è un coniuge che ha più tempo per sé stesso e per l’amore.
Non è obbligatorio prediligere la famiglia e sostituirla alla coppia, sarebbe una scelta miope e pericolosa.
La coppia per sopravvivere e rimanere tale a lungo necessita di separatezza, distanza e segretezza, e qualche aiuto dimentico. Con questi ingredienti è possibile mantenere vivo il “sacro fuoco della passione” e non soccombere alle fatiche domestiche.

Dottoressa Valeria Randone

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