Quanto è importante il dialogo in amore?
Affinché una coppia diventi longeva, che ruolo ha la comunicazione?
Nella sessualità, serve il dialogo o è bastevole la fisicità?

 “Amo le persone che scelgono con cura le cose da non dire” 
Alda Merini

Note cliniche; la cultura del corpo ostentato
Approdano frequentemente al mio studio, coppie malate di “solitudine mascherata”, di noia coniugale e di un mal di vivere che, va ben oltre la loro coppia malata.
Sono coppie che da tempo hanno smesso di guardarsi e di baciarsi, di ascoltarsi e di accarezzarsi, e di nutrire la loro intimità e il loro giardino segreto, territorio di fantasie e di desideri.
Viviamo in un momento storico caratterizzato dalla “cultura del fare e dell’apparire“, più che dell’essere, così l’ago della bilancia pende sempre di più sul fare piuttosto che sul sentire, e più sull’apparire rispetto al dialogare.
L’epoca odierna in cui abitiamo è caratterizzata da una “cultura del corpo ostentato“: un corpo obbligatoriamente bello e magro, abbronzato e depilato, spesso torturato e imbruttito dalla chirurgia plastica, esclusivamente da mostrare come se fosse un vero trofeo di seduzione.

E’ l’epoca dell’apparire a scapito  del sentire.
Il corpo, però, è un valido strumento di comunicazione – anche a nostra insaputa – spesso, infatti, si esprime con dolore e con sofferenza, pur di essere ascoltato.
Il corpo rappresenta un grande contenitore di verità, consce o inconsce; esprime quello che la mente preferisce dimenticare.
La pelle, per esempio, è un “organo sensoriale” molto potente, ricco di terminazioni nervose e sensoriali, spesso sottovalutato e dimenticato.
Il rapporto tra “sessualità e comunicazione” è complesso e poliedrico ed è, talvolta, sede di gravi fraintendimenti e malintesi, verbali e anche corporei.

Comunicazione di servizio o comunicazione emozionale?
Oggi, nella civiltà della fretta e dell’urgenza, la comunicazione è ridotta al minimo storico, si tratta infatti di una comunicazione residua, abitata da una “comunicazione di servizio” piuttosto che “emozionale”.
Molte coppie, infatti, non sintonizzandosi più con il loro tempo interno e con il tempo della loro coppia, non sono più abituate a comunicare, così quando si avventurano in territori accidentati – come crisi di coppia o momenti topici del loro percorso, e così via – vanno in contro a notevoli difficoltà comunicative, perdendo di vista la comunicazione emozionale a favore di quella di servizio.

Il talamo diventa spesso il territorio di precarie e superficiali riconciliazioni, di silenzi prolungati, e di fittizie riparazioni.
Nella mia pratica clinica, mi capita spesso di custodire storie di coppie abitate da dolorose  incomprensioni, da una sessualità ginnica e liquidatoria, scevra da coinvolgimento emozionale che assolve più a “obblighi coniugali e casalinghi” che al libero fluire del desiderio sessuale.

Conclusioni
Un buon livello di comunicazione permette e migliora una buona sessualità, così come una buona sessualità migliora l’intimità  e la comunicazione della coppia.
Una buona sessualità è nutrita da una vibrante e autentica intimità, armonia di coppia e comunicazione.
Immaginare di adoperare la sessualità per lenire sofferenze dell’anima e di coppia, è fuorviante e danneggia fortemente relazione e talamo.
Nei casi più severi di incomprensioni reiterate nel tempo o di una sessualità che tende verso l’anemia della vita di coppia, diventa utile l’intervento di un sessuologo clinico, esperto in dinamiche di coppia, al fine di ripristinare quell’originario dialogo funzionale tra tre istanze: corpo, psiche e dialogo di coppia.

Dottoressa Valeria Randone