Sessualità, non è uguale genitalità

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Paure miste ad ansie accompagnano la scoperta della sessualità.
Sessualità prestazionale, ginnica, acrobatica.
Sessualità performante, con tempi dilatati e da maratoneti.
Insomma, la sessualità è davvero relegata alla fisicità?
Alla dimensione della semplice genialità?

Qualche riflessione
Nella riservatezza e segretezza del mio studio, mi trovo spesso a custodire dolorose confessioni, miste a paure, circa la disfunzionale correlazione tra sessualità e genitalità.
Molti adolescenti, impauriti dalla “reputazione da performance sessuale”, correlano la caleidoscopica sfera della sessualità al riduttivo coito ed alla sfera della genitalità.
Questo atteggiamento di miopia mentale, oltre ad essere riduttivo, è spesso fautore di fraintendimenti sotto le lenzuola e di possibili disguidi orizzontali postumi.

“Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino”.
Anaïs Nin

Cara Dottoressa ti scrivo
Tra le ridondanti domande che arrivano alla mia posta, vi sono quelle correlate alle dimensioni dei genitali maschili.
Misure mai adeguate, sempre vissute e percepite come troppo piccole.
La sessualità è correlata esclusivamente alla genitalità?
Un pene troppo piccolo, non da piacere alle donne?
quanti centimetri dovrebbe essere largo?
Lungo? 

E’ possibile circoscrivere e ridurre la sfera della sessualità alla semplice zona genitalica?
La psiche viene sempre coinvolta?
L’amore è indispensabile per la sessualità?
Ed ancora, quanto deve durare un rapporto sessuale per essere adeguato?

Altre domande ridondanti, sono spesso correlate all’ipotetico tempo ideale di un rapporto sessuale, che viene spesso narrato, come un percorso ad ostacoli, una maratona sessuale, amplificato da quote d’ansia e da una dimensione ginnica, esclusivamente coitale, della sessualità.

Cambiano i tempi, cambia la sessualità
Negli ultimi anni, a seguito di un incremento della chirurgia plastica, come antidoto all’invecchiamento ed alle possibili brutture e diversità, e di un tam tam mediatico, nascono altri dubbi riguardanti la genialità femminile.
Mi chiedono infatti, se esistono dei modelli estetici universalmente accettati di genitali femminili, ovviamente equiparabili a quelli delle attrici dell’hard.
La sessualità degli esseri umani, va ben oltre l’aspetto esclusivamente biologico e riproduttivo.
Nel tempo poi, dopo l’avvento della rivoluzione sessuale e la terapia orale per la contraccezione, la sfera della sessualità femminile, è stata totalmente disgiunta dall’aspetto meramente procreativo, correlandola all’aspetto ludico e di scambio, di conoscenza, e di tanto altro rispetto all’aspetto meramente.
La sfera della sessualità, è un luogo simbolico, contenitore di molto di più della semplice unione di due corpi, o peggio ancora, di due organi genitali.

Comprende infatti, il passato sessuale ed emozionale dei due protagonisti dell’incontro amoroso, la genitalità e la fisicità, ma anche l’affettività, la cultura ed i valori pregressi di entrambi.

Sessualità e cultura dominante
La vita sotto le lenzuola, risente fortemente della cultura dominante in cui abita, e può subire frequenti fluttuazioni  nel tempo e nella coppia.
Molti elementi entrano in gioco e determinano la vita intima di una  coppia.
La genialità, di cui tanto si parla, è l’insieme degli organi sessuali, del loro funzionamento e della loro fisiologia, ma non sono l’unica parte direttamente interessata al rapporto sessuale.
La sessualità infatti, è un’esperienza sensoriale che coinvolge il corpo in tutta la sua interezza, con tutti i suoi sensi, con il suo calore, odore, umori, aspetto tattile.
Esperienze corporee amplificate dall’utilizzo dell’immaginario erotico, spezia immaginativa indispensabile ai fini di una pienezza e spregiudicatezza sessuale.

Adolescenti e sessualità
Molti adolescenti narrano di un corpo passivo, trascinato, scarsamente abitato sul piano sensoriale, al fine dell’unico obiettivo insito nel rapporto sessuale: il raggiungimento dell’orgasmo, come atto unico e risolutivo.
La sessualità dovrebbe essere invece, un’esperienza che coinvolge le tre “C” correlate alla sessualità: Corpo, cuore e cervello.
1 – Un rapporto sessuale, senza desiderio, può compromettere la sfera dell’eccitazione, dell’erezione nell’uomo e della lubrificazione delle donne, e dell’orgasmo.
2 – Ed ancora, una sessualità vissuta con marcate preoccupazioni o distrazioni, può compromettere il desiderio, l’eccitazione, e la risposta orgasmica.
3 – Per concludere, un rapporto vissuto senza corpo, cioè senza attrazione sessuale e piacevolezza reciproca, può stentare a decollare.

Sesso senza amore
Un rapporto coitale, scevro dall’affettività, rappresenta un’esperienza ginnica, scevra da sguardi, sentimenti, emozioni, concentrato con modalità riduttive e liquidatorie sulla fine e non sulla pienezza del percorso.
La sessualità oggi, di cui tanto si parla, ma poco si dice, se venisse appresa con elementi correlati all’affettività, all’interno di un codice comunicativo con genitori e clinici, potrebbe essere ricondotta all’aspetto affettivo, relazionale, di crescita psicologica ed emozionale.
Un obiettivo importante su cui lavorare è quello di insegnare ai giovani l’importanza dell’integrazione tra “corpo biologico” e “corpo psicologico”, aggiungendo un valore aggiunto all’aspetto esclusivamente ginnico e coitale.
Un concetto che mi sta molto a cuore, e che torna frequentemente durante la mia attività di educazione emozionale e sessuale, è la non correlazione tra la sessualità e la riduttiva zona pelvica.
La correlazione invece, tra sessualità ed affettività, che il rapporto duri un’ora, un giorno o tutta la vita.

Il “sentire l’altro” rappresenta il più potente degli afrodisiaci.

                               La sessualità è un essere, non un fare!

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-02-14T17:30:49+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Articoli|Tags: , |

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