Tracciati erotici, archeologia del desiderio

//Tracciati erotici, archeologia del desiderio
  • Tracciati erotici

La sessualità è davvero un universo complesso.
Nasce con noi, anzi nasciamo grazie a lei, ma sappiamo davvero molto poco a riguardo.
Quasi tutto quello che si apprende sulla sessualità proviene dalla televisione e da internet, dalla religione e dalla medicina, ed ancora, dalla scuola e dal gruppo di pari, ma in realtà  la “famiglia d’origine” crea un’imprinting erotico, fondamentale e difficilmente modificabile nel tempo.

Psicologia del desiderio ed archeologia 
La psicologia del desiderio rimane sepolta nella storia dell’infanzia, nel nostro bagaglio esperenziale e nella nostra memoria corporea.
Se ci fermiamo a riflettere, se analizziamo il nostro vissuto ed i nostri ricordi, possiamo ricostruire la nostra, privata ed unica, archeologia del desiderio.
Dalle prime esperienze d’amore con le figure  genitoriali, uomini e donne, impariamo ad amare, ad essere attenti ai bisogni dell’altro, o meno.
Imparano anche la dimensione della reciprocità emozionale, l’accesso al piacere tramite il contatto corporeo, la dimensione della protezione, il bacio e l’abbraccio, il tatto ed il contatto, il guardare negli occhi ed un’infinità di sfaccettature emozionali, uniche e private.

Quanto il modello genitoriale ci modella?
Moltissimo.
Se le prime esperienze d’amore non soddisfano i nostri canoni emotivi, possono danneggiare il futuro accesso al piacere, ed in ogni caso, compromettere fortemente il percorso che ci renderà adulti desideranti, e con la capacità di amare ed essere amati.
L’imprinting sensoriale, erotico ed esperenziale dell’infanzia, rappresenta la “dote affettiva” che ogni individuo porterà poi, nella dimensione di coppia dell’amore adulto.
Questa dote determinerà poi,  quali esperienze sessuali ed emozionali ci  attrarranno in futuro, quanta intimità saremo capaci di sopportare, ed ancora, la tendenza o meno alla simbiosi ed alla fusione, la capacità a lasciarci andare alla dimensione del piacere, ed una serie di tante altre caratteristiche emotive e comportamentali, frutto di quel “percorso infantile”.

Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”. Jung

Il ruolo dell’inconscio nella sessualità e nella scelta del partner

L’inconscio spesso, se non rivisitato in terapia, rimane fedele al passato, obbligandoci a fare scelte collusive.
A scegliere partners che incarnano figure genitoriali assenti, potenti, o prepotenti.
La seduzione delle terre dell’infanzia, tornerà a farci compagnia.

Corpo, fisicità ed inconscio

Il corpo non mente mai, ed andrebbe sempre ascoltato e decodificato; rappresenta infatti, lo strumento principe per comunicare, e rappresenta una “banca di memoria” dei piaceri sensuali della pelle.
Il linguaggio del corpo, ed i contenuti del nostro inconscio, sono gli elementi che, come un radar inconscio, ci guideranno verso il partner scelto.
Molti dei miei pazienti, vivono una sorta di schizofrenia nell’esperire amore e sessualità, scindono l’aspetto emozionale da quello dell’appagamento sessuale, mantenendo frequentemente in vita relazioni parallele che consentono loro la realizzazione di un’apparente equilibrio, senza compromettere i nuclei di fondo della loro psiche.
Alcuni di loro, riescono ad essere lussuriosi ed intemperanti, con donne che non conoscono bene o per le quali, non provano alcun sentimento importante, creando e mantenendo situazioni emotivamente disimpegnate fuori casa, e stabilità affettiva scissa dall’aspetto primitivo e pulsionale della sessualità.
Così come un fuoco dimenticato l’infanzia può sempre riaccendersi dentro di noi.
Conoscerla, decodificarla, comprendere le reali esigenze psichiche, comportamentali e sessuali che ci caratterizzano, rappresenta il primo passo verso una dimensione di vita adulta.

Valeria Randone

By | 2017-02-14T17:12:20+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Articoli|Tags: |

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