Un viaggio nell’immaginario erotico: è normale avere delle fantasie “perverse” durante il rapporto sessuale?

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Una domanda ridondante durante la mia pratica clinica, riguarda il mondo dell’immaginario e dei suoi possibili contenuti.
Mi viene chiesto se, avere delle fantasie perverse, durante un rapporto sessuale è sano, normale, nocivo o perverso.

L’immaginario rappresenta un surrogato dell’intimità?
Aiuta l’intimità durante i suoi momenti di difficoltà?
Viene considerato un tradimento?
Un sostituto?
Bisogna averne paura?
Ascoltarlo?
Investigarlo?
Censurarlo?

Insomma, le domande sono tante e tali, da obbligarci a svariate riflessioni cliniche.

Immaginario erotico e lavoro sessuologico
Noi sessuologi clinici lavoriamo con l’immaginario dei nostri pazienti, li invitiamo a non temere per i possibili contenuti audaci, li invitiamo ad esplorarlo  singolarmente ed anche in coppia.
Ed ancora, ad essere audaci, ad utilizzarlo strategicamente durante le difficoltà sessuologiche, in particolar modo per il deficit erettivo, l’anorgasmia coitale femminile, cioè la mancanza  di orgasmo della donna, durante il rapporto sessuale.

Immaginario e paure
All’interno di un rapporto di coppia, nel rispetto dei desideri, limiti e stili di sessualità di entrambi i protagonisti della coppia, non vi è nulla di lecito o di immorale, così come l’andare altrove con l’immaginario erotico.
La fantasia, rappresenta una preziosa risorsa immaginativa , coltivata individualmente o all’interno della coppia, produce la spezia per l’erotismo e, regala la capacità di andare ovunque.

C’è differenza tra l’immaginario femminile e quello maschile?
assolutamente si.
Anticamente si credeva che le donne non potessero produrre fantasie erotiche, e che eventuali contenuti, fossero esclusivamente di natura emozionale e sentimentale.
In realtà, è difficile studiare ed investigare l’immaginario erotico,  per quella dimensione di segretezza, riservatezza e pudore che ne ammanta la possibile conoscenza.

L’immaginario femminile, contiene solitamente, i seguenti elementi:
esibizionismo e narcisismo, elementi correlati alla dimensione del desiderio e dell’eccitazione femminile
elementi di sudditanza affettiva e sessuale e di sottomissione
ed ancora, un’alternanza di giochi di ruoli, che conferiscono una dimensione di libertà sessuale e relazionale.
L’aspetto dei preliminari, a differenza dell’immaginario maschile correlato alla genialità e penetratività dell’atto sessuale, sembra essere ben attenzionato ed evidenziato, in perfetta sintonia con i meccanismi psico-fisici correlati alla sessualità femminile.

L’immaginario maschile, viene abitato e caratterizzato da:
una dimensione di potere sessuale
di presenza scenica
di protagonismo e potere erettivo, che si alleano con i due falsi miti che rinforzano la sessualità maschile: durata del rapporto sessuale, e dimensione dei genitali maschili.
Elementi di voyeurismo
elementi che si alternano a sesso di gruppo, amplificati da un’assenza della  dimensione emozionale e sentimentale.

Insomma, un immaginario che scinde nettamente la sessualità dall’affettività.

Sarebbe opportuno, all’interno di una scrupolosa anamnesi psico-sessuologica, comprendere se l’utilizzo dell’immaginario o dello scenario fantasmatico, diventa indispensabile ai fini di una buona intimità e risposta orgasmica, o  se invece, nasconde dei rituali ossessivi.
All’interno del  “palcoscenico emozionale” che le coppie strutturano di volta in volta, l’andare altrove con l’immaginazione ai fini di un’amplificazione del piacere sessuale, non rappresenta la concretizzazione di un possibile tradimento, ma la possibilità di sperimentare sensazioni ad alta gradazione erotica, senza la remota possibilità che queste diventino realtà.

Da dove nasce l’immaginario erotico?
Da cosa dipende?
L’immaginario – e la sua strutturazione – dipende dalla propria ed unica “archeologia del desiderio”, parte dall’infanzia e dall’adolescenza, dall’educazione ricevuta e dal mondo interiore dell’individuo.
Una coppia con un buon livello di sintonia ed empatia sessuale, può condividere lo scenario fantasmatico, arricchirlo con un processo di condivisione sotto le lenzuola e, giocare con lui, collocando la sessualità nella stanza dei giochi!

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-01-27T08:38:17+00:00 15 marzo, 2013|Categories: Articoli|Tags: |

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