Vino ed eros, un matrimonio quasi perfetto

Un po’ di storia, un pò di fantasia e di romanticismo 
Nella storia dell’uomo e nell’immaginario collettivo, c’è una stretta correlazione tra “vino ed eros”, così come la tavola e il buon cibo correlano con il corteggiamento e con la circolarità della comunicazione: lavorativa o amorosa.
Una bottiglia importante, datata, magari ben celata e custodita per “occasioni doc”, viene spesso associata all’importanza di un evento amoroso.

L’odore dell’amore e l’abuso
La fragranza, il gusto e il retrogusto del vino, con la sua leggere ebbrezza, fa spesso immaginare un possibile incontro importante e facilita l’intimità, verbale e perché no, sessuale.
Moltissimi giovani adoperano l’alcol e le droghe leggere come lenitivo per l’ansia,
come antidoto alla noia e come veicolo per transitare velocemente a una dimensione intima e genitalica, rapida, senza censure e faticose mediazioni.
Chi lavora con la salute sessuale, sa bene che vino e salute sessuale non sono un buon connubio.
Ricevo tante email e richieste di consulenza, cariche di ansia, preoccupazione e sconforto, per disastri sessuali, imputabili all’uso, anzi abuso, dell’alcol sotto le lenzuola.
Email che hanno un’impennata durante il fine settimana.
Gli alcolici, per molti, ma soprattutto per i giovani, vengono spesso considerati “elementi portanti” di un incontro amoroso; a essi vengono attribuite proprietà ansiolitiche e antidepressive, spesso  disinibenti ed euforizzanti.
Il vino viene considerato un vero amplificatore di capacità seduttive e arti amatorie.

  • Ma è proprio vero che il vino o l’alcol rendono spavaldi i timidi e che facilitano strategie amatorie in chi non le ha?

  • Il vino e l’alcool rappresentano l’altra metà del cielo di razionalità, pudore, ponderatezza, impaccio e vergogna?
  • 
L’alcool rende la vita sotto le lenzuola spregiudicata e appagante?


Vediamo di comprendere invece quale “ruolo” gioca l’alcool sotto le lenzuola tra falsi miti e realtà.


L’alcol, oggi, appartiene alla sregolatezza degli stili di vita, che correlano prepotentemente con possibili disfunzioni sessuali o comunque a disguidi orizzontali.
I giovani, che non sono affatto educati al corteggiamento, all’intimità verbale ed emozionale, che si incontrano prima sotto le lenzuola e forse solo dopo psichicamente, adoperano l’alcol, per facilitare tale percorso, invertendo la strada da percorrere.

Giusto qualche goccia 
L’assunzione di moderate quantità di alcol, sembrano lenire l’ansia da prestazione, facilitando e promuovendo sensazioni di serenità e leggera ebbrezza, che contribuiscono a deresponsabilizzare il soggetto rispetto a quanto dice, prova e desidera sperimentare.
Sembra, infatti, secondo luoghi comuni e leggende metropolitane, che l’alcol durante l’intimità, slatentizzi gli istinti più reconditi, faccia transitare al mondo dell’immaginario erotico, magari ben celato e censurato e che questo leggero o importante stordimento, faccia fare “altro” dal consentito, mettendo in panchina un Super Io, spesso ingombrante e guardiano del piacere.
Nel tempo, per poter ottenere gli stessi “effetti disinibitori”, le dosi di alcol, devono essere assolutamente incrementate, diventando tossiche, più che amiche della sessualità.

Per concludere, quindi, vino ed eros, continuano ad andare a braccetto, ma un suo abuso o uso improprio, non sono buoni alleati per la salute in generale e sessuale in particolare.

Dottoressa Valeria Randone