Mancanza d’orgasmo femminile e cattivo utilizzo dell’immaginario erotico

//Mancanza d’orgasmo femminile e cattivo utilizzo dell’immaginario erotico
  • mancanza di orgasmo femminile

La sessualità femminile è stata, da sempre, la Cenerentola della sessualità.
Una sessualità finalizzata al concepimento, spesso avulsa dalla dimensione del piacere.
Orgasmi recitati, ed inesistenti.
Una sessualità complessa, e spesso, faticosa.
E, per finire, è stato dedicato davvero poco spazio, e tempo,  per lo studio della sessualità della donna.

L’assenza dell’orgasmo nella donna
La mancanza d’orgasmo femminile da cosa dipende?

Da una cattiva conoscenza da parte della donna dei sentieri che portano al piacere?
Da scadenti ars amatorie del partner?
Dalla mancanza della stima, e della fiducia nel partner?

Dalla capacità di fidarsi ed affidarsi?
Dall’incontro tra anime?
Dall’incontro tra due immaginari erotici?

La mancanza d’orgasmo femminile, detta anorgasmia coitale, dipende da un’infinità di variabili tutte intersecate tra di loro.

«Il piacere carnale più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino, combinazione perfetta di carezze, risate e giochi della mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e vino del Reno.
Ognuno di questi tesori della cucina fa comparire davanti a me un uomo in particolare, un antico amante che ritorna insistente come un fantasma desiderato a infondere una certa luce malandrina nella mia età matura.»

Isabel Allende – Afrodita, 1998

Qualche riflessione clinica
La sessualità femminile è molto più complessa e cerebrale di quella maschile.
Viene detta infatti, “sessualità di mucosa” proprio per la sua caratteristica di interiorità, e di cerebralità.
Si differisce infatti da quella maschile, detta – per l’appunto  -“sessualità d’organo”.
Tra le leggende metropolitane, e false credenze, correlate alla sessualità femminile ed ai misteri legati alla risposta orgasmica della donna, impera e dilaga, quella correlata alla differenziazione tra “orgasmo vaginale” ed “orgasmo clitorideo”.
Il primo, associato a donne mature ed appagate, veniva considerato un orgasmo di serie “A”.
Il secondo, quello “clitorideo”, associato invece a  donne acerbe ed immature, dalla sessualità infantile ed irrisolta,  considerato per l’appunto di serie “B”.
Questa datata  – e falsa – dicotomica scissione risale ai tempi di Freud, quando iniziarono i primi studi sulla sessualità umana.

                                        Falsi miti e realtà clinica

Orgasmo vaginale? Orgasmo clitorideo?
Anorgasmia coitale? Anorgasmia assoluta?

Facciamo un po’ di chiarezza.
Dal punto di vista sessuologico, questa dicotomica scissione è falsa, e non rispettosa dell’anatomia e vissuto femminile.
Il percorso che conduce la donna al raggiungimento dell’orgasmo ha solo due vie d’accesso, una vaginale e l’altra clitoridea, zona corporea fortemente innervata di terminazioni nervose.
Il clitoride viene  investito, a livello dell’immaginario, di significati esclusivamente correlati al piacere sessuale, del tutto avulso da  preoccupazioni gravidiche, strettamente connesse all’atto penetrativo.
L’orgasmo femminile però, non è sempre facilmente raggiungibile, talvolta chimerico, altre un vero miraggio del piacere.
Le donne lamentano spesso, nella migliore delle ipotesi,  “orgasmi difficili” , e nella peggiore, del tutto  “assenti”.
L’assenza della risposta orgasmica durante il rapporto sessuale – detta anorgasmia coitale -,  va distinta dall’ “assenza totale” dell’orgasmo nella vita (anche autoerotica) della donna, detta per l’appunto, anorgasmia assoluta.
L’assenza totale di orgasmo femminile, si manifesta quando la donna non riesce  a raggiungere l’orgasmo tramite la masturbazione -, quindi da sola con se stessa e con le sue fantasie erotiche -, mediante il piacere solitario, ed anche all’interno di una relazione di coppia.

                              Il mistero del piacere femminile

La risposta orgasmica femminile sta all’uomo, come l’erezione sta alla donna.
L’uomo di oggi, prova piacere dal dare piacere.
Si sente adeguato sotto le lenzuola, quando la sua donna raggiunge l’orgasmo.
L’antica recita a copione di orgasmi inesistenti, ha lentamente lasciato il posto ad una nuova consapevolezza da parte della donna del suo piacere sessuale, ed ad una condivisione con il suo partner.

Sesso, cuore e fantasie: l’immaginario erotico ed i suoi possibili utilizzi

La “sessoanalisi” è un ramo della psicosessuologia, a mio avviso, molto importante.
Nata come approccio terapeutico indirizzato alla risoluzione dei conflitti e delle problematiche sessuali, la sessoanalisi, il cui capostipite è il professor Crépault, ha esteso nel corso degli anni la sua ricerca e metodologia di cura, alla comprensione più vasta della sessualità ed allo studio dell’inconscio sessuale.
Il percorso sessoanalitico, nell’ambito della sessualità, rappresenta un “viaggio esplorativo” che ha permesso di scoprire nuovi territori, nuove mete e luoghi simbolici, fornendo importanti risposte e nuovi significati alla disamina dei disturbi sessuali.
In un momento storico, in cui la sessualità sembra essere vista, scoperta e vissuta come ginnastica da camera, con modalità compulsive, quasi bulimiche, spesso avulsa dall’affettività, dalla relazione e dall’inconscio, la sessoanalisi conferisce un valore aggiunto allo studio della sessualità.
Un grande capitolo di questa disciplina, è dedicato alla sfera dell’immaginario erotico ed ai suoi possibili significati ed utilizzi.
Delle fantasie erotiche si è tanto parlato, spesso con modalità poco scientifiche, allusive, non aderenti alla realtà clinica, con l’unico scopo di catturare l’attenzione del lettore, altre volte invece, con pudore e censura, perché argomento spinoso ed inquietante.

In realtà l’immaginario erotico ha una “funzione determinante” per la funzionalità e la disfunzionalità della vita sessuale


Mancanza d’orgasmo e strategie terapeutiche
La risposta orgasmica della donna dipende da svariati fattori, tutti da analizzare con cura e competenza

1 – la capacità da parte della donna stessa di lasciarsi andare all’esperienza del piacere
2 – prevede inoltre, una buona conoscenza ed empatia sessuale tra i parters
3 – prevede la capacità di sapere utilizzare il mondo dell’immaginario erotico, universo sommerso dalla grande valenza erotico-terapeutica per la sessualità femminile.

La sessualità femminile, è spesso caratterizzata dall’auto-osservazione dell’aspetto corporeo ed emozionale, in sessuologia detto “spectatoring”, tendenza nociva e disfunzionale,  per il piacere e per l’intimità.
In questi casi entra in gioco il possibile utilizzo dell’immaginario erotico da parte della donna, e nei casi più fortunati, con il partner.
Le fantasie, rappresentano sicuramente un’importante risorsa immaginativa, una spezia da poter adoperare su ogni pietanza, per arricchirla e renderla unica e profumata, un “segreto erotico della coppia”.
Una coppia emozionalmente, affettivamente e sessualmente complice, può decidere di condividere, vivere e giocare con l’immaginario, abitando l’uno il “teatro privato” dell’altro.
La condivisione, la narrazione e la sperimentazione dell’immaginario erotico, necessita di una grande stabilità di coppia.
Spesso i partners vivono la fantasia dell’altro, come un attacco alla loro unicità e lealtà, generando efferate gelosie e facendo rivivere possibili fantasmi del passato.
Giocare con le fantasie è la migliore strategia per vivere una sessualità ludica, scevra da ansia da prestazione, ed anche fortemente appagante.

A cosa serve l’immaginario?
L’immaginario erotico assume un significato davvero terapeutico,  e serve, soprattutto,  per spostare l’attenzione dal corpo al mondo pulsionale e immaginativo, passpartou per il raggiungimento del “piacere condiviso”.
Una consulenza psico-sessuologica nei casi di anorgasmia coitale, primaria, secondaria o assoluta, diventa poi, l’unica strada da poter percorrere per dipanare la matassa emozionale che blocca la strada verso il piacere.

Il piacere è sempre sentinella di vita, la sua assenza è un semaforo rosso davanti al quale siamo obbligati a fermarci a riflettere.

 

Dottoressa Valeria Randone

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