Orgasmo femminile: dall’orgasmo recitato a quello misurato

//Orgasmo femminile: dall’orgasmo recitato a quello misurato
  • Orgasmo femminile

Dimentichiamo immagini arcaiche di donne urlanti e falsamente appagate, adesso, saranno soltanto dei lontani ricordi.
Dimentichiamo immagini di donne insoddisfatte e tristi, confuse ed infelici.
L’orgasmo femminile non sarà più chimerico ed irraggiungibile, ma una meta perfettamente raggiungibile, ed anche misurabile.

La scienza scende in campo, e decide di aiutare le donne.
Nasce infatti l’orgasmometro, un test per misurare il piacere della donna, in netta antitesi con i pregressi orgasmi recitati ed inesistenti.
Adesso saremo in grado di dare un voto – una sorta di pagella – all’orgasmo femminile: da uno a dieci.
L’orgasmometro è stato messo a punto dai ricercatori italiani, presentato durante il congresso della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità, svoltosi a dicembre a Roma.
L’orgasmometro è stato convalidato su oltre 500 donne con e senza disturbi sessuali.

Diamo qualche numero, e cerchiamo di capire come si fa ad ottenere un bel dieci in pagella!
In realtà, il punteggio del test va da uno a dieci, ed è stato verificato che un punteggio inferiore a cinque correla con una minore capacità di sperimentare il piacere e con una maggior probabilità di sperimentare disagi sessuali.

Ci sono però, luci ed ombre su questo strumento di valutazione.
Chi si occupa di sessualità femminile sa bene che nel valutarla ci si addentra nelle sabbie mobili della scientificità, e che nessun orgasmo – intenso, meno intenso, intra-coppia, fedifrago, o recitato – può davvero essere quantizzato.
Analizzare, valutare e quantizzare l’orgasmo della donna è davvero molto complesso, trattasi di una sessualità di mucosa e non d’organo, dalla faticosisisma lettura.

Qualche riflessione
Dell’orgasmo femminile si è tanto parlato, ed anche sparlato: chi non lo riteneva indispensabile perché non correlato alla fecondazione – quindi opzionale – chi, lo riteneva esclusivamente relegato all’aspetto affettivo e di coppia – secondo questo principio donne sole o non innamorate venivano dispensate dal piacere – chi ancora, lo distingue in orgasmo di serie A – della donna matura e coniugata – ed orgasmo di serie B, acerbo e nevrotico.
E chi più ne ha, più ne metta.
Occuparsene, scientificamente, è senza dubbio il miglior modo per dare tempo e spazio al piacere sessuale femminile.
Dare un punteggio ad un sentire però, è veramente difficile, tra l’altro, immagino che, monitorare una funzione spontanea, potrebbe contribuire ad inibirla.

La sessualità femminile è estremamente complessa e molto più cerebrale di quella maschile, la prima viene detta di “mucosa”, la seconda, ribattezzata da noi sessuologi “d’organo”, è sicuramente più visibile, quantizzabile e molto più meccanica.
Le donne, per cultura ed educazione, hanno sempre sostenuto e, rinforzato la sessualità dei loro compagni, rassicurandoli, gemendo e mentendo spudoratamente sotto le lenzuola, con modalità consolatorie.

“Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino”.
Anaïs Nin

Il piacere: meta o percorso?
Le differenze sessuali tra gli uomini e le donne, rendono il percorso che va dal desiderio sessuale al suo raggiungimento, estremamente difficoltoso e molto meno meccanico ed idraulico, rispetto al piacere maschile.
Un suggerimento che sento di dare alle mie pazienti donne che lamentano “orgasmi difficili”, è quello di chiedere aiuto senza far trascorrere troppo tempo invano.
Anorgasmia  dopo anorgasmia, la donna smette di desiderare, riduce l’indispensabile spazio mentale dedicato alla sessualità, impoverisce l’immaginario, che diviene sempre più sterile, ginnico e coitale.
L’erotismo, necessita di nutrimento, così come la sfera della sessualità, il desiderio va concimato ed innaffiato, con immaginazione, fantasie erotiche ed una dimensione fondamentale della vita di coppia: la condivisione.
Un supporto sessuologico, diventa indispensabile, quando la coppia non riesce a trovare da sola vie d’uscita.
Tale terapia è un percorso mirato alla comprensione delle reali esigenze sessuologiche ed emozionali  di entrambi i partners, migliora e rinforza il legame e l’intimità, sblocca inoltre, la donna dall’impasse sessuologico in cui verte, al fine di migliorare la qualità della vita di coppia.

 

Valeria Randone

By | 2017-02-09T10:21:44+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Disfunzioni Sessuali Femminili|Tags: , , |

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