Calo del desiderio, pornografia e dipendenza senza sostanza

//Calo del desiderio, pornografia e dipendenza senza sostanza
  • Calo del Desiderio Sessuale Maschile

Il calo del desiderio sessuale, in clinica detto desiderio sessuale ipoattivo, sembra essere una vera epidemia tra le coppia di oggi.
Coppie non desideranti.
Coppie che desiderano altrove.
Altre malate di noia, di solitudine, di mal di vivere.
La sessualità sembra essere in balia di una deriva pericolosa e destabilizzante.
Una coppia senza intimità, e senza sessualità, è davvero candidata alla sua estinzione.

  • Ma, trattasi sempre di calo del desiderio?
  • Di altro?
  • Sembra un abuso lessicale?
  • Un alibi?
  • Una scusa?

Il “calo del desiderio sessuale” è una disfunzione silente, poco visibile e camuffabile,  confusa spesso, per noia, per crisi di coppia ed astenia sessuale, ed ancora, per abitudine, per differenza tra i coniugi nella tempistica sessuale, e – falsamente – per  tanto altro.

La diagnosi è complessa, e soprattutto scrupolosa ed a quattro mani.
Ginecologo e psico-sessuologo, ed andrologo e psico-sessuologo.
Oggi, in clinica, si parla molto di “anoressia sessuale”, disfunzione che ha le stesse caratteristiche psichiche e comportamentali dell’anoressia nervosa, problematica che compromette invece la sfera del comportamento oro-alimentare.
Molti uomini ed in percentuale minore le donne, sembrano soffrire di anoressia sessuale.

Riflessioni sul calo del desiderio sessuale

Ma, siamo davvero certi che trattai sempre di anoressia sessuale, di calo del desiderio, o di altro?
Esiste soprattutto, una correlazione con il momento storico in cui viviamo?
In un’epoca,caratterizzata da una sovraesposizione a stimoli erotici, dalla mercificazione del corpo femminile – televisione e media hanno sdoganato modelli estetici audaci, precocemente svestiti, spesso tratte dal porno -, e  dalla proliferazione di siti pornografici, sembra esserci una contraddizione insita in quest’ambivalenza comportamentale.
Da un lato abbiamo l’utilizzo massiccio della pornografia e l’assidua frequentazione di siti pornografici, con un ritorno, a quanto pare, in anoressia sessuale ed in calo del desiderio.

Calo del desiderio: cosa fare? Come risolvere? E, soprattutto, a chi rivolgersi?

Escluse le possibili cause organiche, mediante visita andrologica-ginecologica ed esami ematochimici, cosa caratterizza l’anemia della vita sotto le lenzuola dell’uomo di oggi?
Se il testosterone, il famigerato “ormone del desiderio” è presente nel sangue, con un livello ottimale, il paziente non ha uno storico sessuale di eiaculazione precoce o di deficit erettivo, in quale luogo simbolico, sono da ricercare le “cause altre” da quelle organiche?

Qualche studio

Pornografia e calo del desiderio, con cosa si emozioneranno i nostri figli?
Recentissimi studi sociologici, hanno dimostrato come una modificazione degli stili di vita, inclusa la disfunzionale abitudine all’utilizzo massiccio della  pornografia, ha implicazioni notevoli nel rinforzare l’anoressia sessuale maschile.
La SIAMS, società italiana di andrologia medica e medicina della sessualità, sta effettuando indagini e ricerche in merito, denunciando la stretta correlazione tra pornografia, consumata con maggiore convulsione in età adolescenziale, e calo del desiderio sessuale .
Dai dati raccolti, emerge che la frequentazione di siti pornografici comincia molto precocemente, e avviene con cadenza quotidiana, anche per anni,  con la possibilità di una sessualità attiva online, attraverso le chat, consumatasi esclusivamente con l’auto-erotismo.

Autuerotismo assistito e noia sessuale

Queste abitudini creano nell’immaginario di chi le pratica, un ipoevoluzione dell’erotismo, a favore della pornografia – dove la vista impera – che, alla lunga danneggia, fino alla sua totale estinzione  il desiderio sessuale.
Un altro elemento da tenere in considerazione è il meccanismo di ripetizione dell’autoerotismo, con caratteristiche di compulsività e meccanicità, scindendo totalmente la sfera della sessualità, dall’affettività – e soprattutto, dal corpo dell’altro -, trasformando l’intimità  in  “ginnastica solitaria”, scevra dal sentimento e dalla relazione.
Una sessualità vissuta ed esperita con queste modalità diventa totalmente sostitutiva di una possibile sessualità relazionale, abitata dal corteggiamento, dal sentimento e dall’attesa, dall’esperienza condivisa e dal gioco erotico.
Quando poi, questi ragazzi, si sperimenteranno in una vita sessuale a due, andranno incontro a possibili disfunzioni sessuali, come l’eiaculazione precoce , il deficit erettivo,  e l’anorgasmia .

Conslusioni

Una sovraesposizione a stimoli pornografici, incrementa con modalità esponenziali, un’estinzione del desiderio sessuale che, da lì a breve, si tradurrà in anoressia sessuale, calo del desiderio e compromissione della capacità erettiva.
In questi casi, diviene indispensabile una “diagnosi psico-sessuologica”, per comprendere se il comportamento compulsivo prima, e di anoressia sessuale postumo, si estende ad altre aree della vita del paziente.
Un altri step diagnostico importante, è  comprendere se le difficoltà sono ego-distoniche, cioè creano una spaccatura all’interno della psiche di chi ne soffre , causando disagio e conseguente desiderio-bisogno di risolvere la sintomatologia.
Il trattamento elitario è la psicoterapia, o la terapia psico-sessuologica, da integrare eventualmente ad un “approccio combinato”, con ausilio di terapia farmacologica per evitare le conseguenti fluttuazioni del tono dell’umore da astinenza e da modificazione degli stili di vita.

By | 2017-08-01T15:21:24+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Disfunzioni Sessuali Maschili|Tags: , , |

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