Eiaculazione precoce ed alessitimia

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  • Eiaculazione precoce

Un sesto degli italiani soffre di eiaculazione precoce.
Sono dati recenti, ed anche allarmanti.
L’eiaculazione precoce, è una disfunzione sessuale davvero sgradevole caratterizzata dallo scarso controllo del “punto di non ritorno eiaculatorio”.
Nel panorama scientifico un nuovo concetto di notevole importanza clinica e diagnostica, si sta facendo strada, tra ricerche scientifiche, studi e riflessioni terapeutiche, la correlazione tra l’eiaculazione precoce e l’assetimia.

Cosa si intende per eiaculazione precoce?
L’eiaculazione precoce è quella disfunzione maschile che compromette la fase dell’orgasmo, caratterizzata dalla ridotta, se non assente, capacità del controllo eiaculatorio.
Disfunzione che danneggia singolo e coppia, e che rende spesso anemica e svuotata di significato la vita sessuale di chi ne soffre.
E per alessitimia?
L’alessitimia, è invece caratterizzata dall’assenza di capacità di decodifica e di regolamentazione delle emozioni.
Un deficit nell’elaborazione cognitiva del vissuto emozionale.
Il paziente che ne soffre, con i più svariati gradi di gravità, non si legge dentro, non accede alla decodifica delle sue emozioni, e non correla quanto esperito con quanto “sentito”.

Quale correlazione tra le due?
Dalla disamina di svariati casi clinici, è emerso che esiste una correlazione tra alessitimia ed eiaculazione precoce.
Sembra infatti che, i pazienti che non riescono a pieno ad esprimere sul piano verbale le loro emozioni, a verbalizzarle – positive o negative che siano – le facciano scappare via mediante il riflesso eiaculatorio.
Uno dei sentimenti predominanti correlato all’e.p., è l’ambivalenza emozionale e l’aggressività repressa.

Qualche nota psicoanalitica
In termini psicodinamici questi pazienti, per storie di vita, familiari ed emozionali, tendono con modalità punitive a relazionarsi con loro donne, con grosse quote di aggressività repressa.
L’eiaculare troppo velocemente, da parte del paziente,  rappresenta una chiara punizione, unitamente ad un tentativo di negare il piacere alla  loro donna.
La storia di vita di questi pazienti, è spesso caratterizzata da figure materne ingombranti ed invasive, che hanno chiaramente determinato il vissuto nei confronti dell’universo femminile in generale.
La qualità di vita e la qualità della vita sessuale delle coppie con e.p., è notevolmente compromessa e sgradevole.
Sono coppie abitate da incomprensioni, pregresse e successive alla sintomatologia sessuale, da astio, acredine e da sofferenza psichica.

Il dopo eiaculazione precoce
Molti dei miei pazienti mi partecipano con dolore, misto ad imbarazzo e disagio psichico e relazionale che, quando il rapporto sessuale termina troppo presto -, soprattutto senza il loro controllo –  si sentono svuotati di energie, amareggiati, sconfortati e con uno sgradevole retrogusto amaro, che farà loro compagnia anche fuori dal letto.
Spesso, un manto di vergogna ed imbarazzo, avvolge anche le coppie più salde e rodate, così nel vano tentativo di far finta di niente, si girano nel letto, voltandosi le spalle ed andando in contro al sonno, come chiaro meccanismo di fuga dalla realtà coniugale e sessuale.

Sono tutte uguali le eiaculazioni precoci?
Assolutamente no.
Così come non sono tutti uguali i pazienti, e le loro coppie.
In clinica vi sono alcune forme di e.p., dette “pseudo-ep”:
Trattasi di pazienti, spesso giovani che, credono di soffrire di eiaculazione precoce, ma in realtà hanno un problema esclusivamente cognitiva, correlata ad un’influenza massiccia dei modelli culturali e della pornografia.
Vi sono svariati tipi di e.p:
anteportas
intrapostas (fuori o dentro l’ambiente vaginale)
primaria
secondaria
assoluta
situazionale.
Sarebbe opportuno conoscere sempre  lo IELT (tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) e le emozioni associate alla sfera della sessualità e della sua dimensione di coppia.
Riflessioni cliniche
Cronometro a parte, l’e.p è una disfunzione sessuale complessa che necessita sempre di clinici competenti e formati, e soprattutto obbliga ad effettuare un lavoro in team sul paziente portatore del disagio sessuologico.
Assolutamente vietato il fai da te, strategia che, in realtà, rinforza la disfunzione sessuale.
In ambito sessuologico infatti, e nella fattispecie nell’e.p., non si può trattare esclusivamente il sintomo (tramite ginnastica pelvica e terapia farmacologica), trascurando la cornice emozionale, ambientale e relazionale in cui si manifesta.

Quale terapia?
L’approccio terapeutico, potrebbe essere:
counseling psico-sessuologico
psicoterapia
terapia di coppia ad orientamento sessuologico
trattamento integrato (farmacoterapia e terapia mansionale)
farmaco on demand (cioè al bisogno).

Conclusioni
I risultati di tutte le ricerche, di concerto, dimostrano che la cura migliore per l’eiaculazione precoce sembra essere proprio una terapia combinata di farmaci e psicoterapia.
Conclusioni che avallano la tesi secondo la quale è letteralmente impossibile disgiungere la psiche dal soma, soprattutto per quel che ri guarda la sfera della sessualità.
Un lavoro sul sintomo risulta orfano di un patrimonio sensoriale ed emozionale del singolo o della coppia.
L’eiaculazione precoce, se non trattata, esce dalla camera da letto, per insinuarsi in tutte le altre stanze della vita della coppia, spostando la vita sessuale dalla stanza dei giochi alla stanza del dovere coniugale.
Dottoressa Valeria Randone

By | 2016-11-21T18:56:15+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Disfunzioni Sessuali Maschili|Tags: , |

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