Eiaculazione precoce: la solitudine della donna

//Eiaculazione precoce: la solitudine della donna
  • Eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce è una disfunzione sessuale complessa che compromette la sessualità maschile e femminile.

Qualche riflessione: dalla finzione di orgasmi inesistenti alla consapevolezza sessuale femminile
La sessualità è un universo estremamente complesso, ancora di più lo è quella femminile.
In passato, prima della rivoluzione sessuale, il sesso per le donne era un atto di resa, di arrendevole sottomissione.
La sessualità maschile invece, rappresenta un atto di conquista e di potere, una prova di virilità e di potenza sessuale.
Nell’immaginario maschile potere e status, sono sempre stati identificati con la sfera della sessualità.
Il sesso, quando compare l’eiaculazione precoce, o qualunque altra disfunzione sessuale maschile o femminile, si sposta dalla dimensione del piacere a quella della verifica (del compito in classe), a scapito del desiderio e dell’appagamento sessuale.

La donna del paziente con eiaculazione precoce
La compagna dell’uomo che soffre di eiaculazione precoce è una donna poco paziente.
Stanca.
Stufa.
E’ una donna che pensa che il proprio uomo sia un egoista, egocentrico e che, per mancanza di attenzione nei suoi confronti, sia frettoloso sotto le lenzuola.
Durante la mia pratica clinica, mi ritrovo spesso a raccogliere testimonianze di donne sofferenti e disorientate per le condizioni cliniche dei loro partners.
Durante i colloqui preliminari emerge un livello elevato di insoddisfazione sessuale ed emozionale, un disagio relazionale profondo, unitamente ad un sentimento di inadeguatezza, per concludere con un’inevitabile quadro di calo del desiderio sessuale.
Emerge inoltre che, la loro sessualità assolve esclusivamente ad una “funzione rassicurante e consolatoria” del benessere del partner.
Nei casi di E.P.,le donne vivono nella rabbia e nella solitudine.
Nel pudore e nella vergogna.
Si trovano a rispondere ai bisogni sessuali dei loro partners, mentre i loro reali bisogni di coinvolgimento ed intimità non vengono ascoltati, né rispettati e tanto meno appagati.
Questo palcoscenico emotivo, le spinge spesso verso un’evitamento dell’intimità, sottraendosi così alle fatiche e noie orizzontali, atteggiamento che però mette in moto una serie di rappresaglie sia verbali, che ovviamente sessuali.
Quali cure?
Prima di parlare di cure, si deve parlare di diagnosi clinica.
L’aspetto diagnostico dell’eiaculazione precoce è estremamente complesso, soprattutto per quel che riguarda l’aspetto della riluttanza e della riservatezza del paziente e della coppia.
Un altro aspetto davvero complesso da investigare è l“aspetto di soggettività” che riguarda l’esperienza di precocità.
Oggi, il panorama scientifico, dedica una notevole attenzione alla “dimensione relazionale del disturbo sessuale”,  per quel che riguarda tre ambiti di fondamentale importanza:
1- l’insorgenza del sintomo
2 – il mantenimento della disfunzione
3 – la risoluzione della stessa.
Un rapporto sessuale frettoloso e poco appagante, sfocia in una relazionale disfunzionale, e viceversa.
La  precocità tende a mortificare il piacere, ed alla lunga, corroderà ed azzererà anche il desiderio, creando un doloroso e pericoloso “silenzio del corpo e dei sensi”.
Il non desiderare prima, equivale a non soffrire poi.
Un’altra dimensione legata alla sessualità femminile, in associazione all’E.p, è la mancanza di risposta orgasmica (orgasmo coitale).
I tempi del piacere, maschile e femminile, sono estremamente differenti ed una disfunzione che altera la dimensione temporale, amplifica ancor di più questo divario.
Andrologo e sessuologo clinico clinico sono i referenti per la salute sessuale dell’uomo.

 

Dottoressa Valeria Randone

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