Pillole dell’amore, il vissuto della partner

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Buon compleanno Viagra.
Il viagra è diventato maggiorenne.

Ha spento ben 18 candeline, e la sessuologia in andrologia ha compiuto ben quarant’anni di felice, e proficua, convivenza.

Scagli la prima pietra chi non lo ha deglutito almeno una volta nella vita, chi lo ha mistificato, celato, negato alla sua donna per paura di non essere compresi, o valutati.

Chi per curiosità.
Chi per necessità.
Chi ancora, come elisir di lunga vita della passione coniugale.
Chi invece, per sentirsi potente ed onnipotente sotto le lenzuola.
Chi, sopratutto i giovane e gli ansiosi, come profilassi per un possibile disguido sessuale.
E chi, invece, per emulazione degli attori del porno.

L’avvento della “pillola blu”, ha totalmente modificato il panorama andro-sessuologico relativo all’approccio al deficit erettivo.
Grazie a questo farmaco totalmente innovativo –  ed alla sensibilizzazione che è stata svolta nei confronti dell’ambiente sanitario e dei pazienti, mediante campagna di  prevenzione ed informazione, – siamo finalmente approdati ad  di una diagnosi precoce della  disfunzione.
La diagnosi precoce ed adeguata porta con sé una conseguente terapia risolutiva, spesso di tipo combinato: farmacologica e psicosessuologica.

Un po di storia
Negli anni antecedenti alle pillole dell’amore (oggi in commercio vi sono tante molecole, con nomi commerciali diversi e modalità di somministrazione diverse), l’approccio terapeutico al deficit erettivo era la farmaco infusione, cioè l’auto-somministrazione da parte del paziente stesso di un farmaco, per via iniettiva, da effettuare precedentemente il rapporto sessuale.
Dalle interviste strutturate, somministrate alle partners di questi pazienti, emergeva un disagio importante di queste donne, con ovvie conseguenze sul tono dell’umore.

“Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino”.
Anaïs Nin


Il vissuto della donna: la sessualità non è soltanto penetrazione
Le donne vivono la disfunzione dei loro uomini come un chiaro attacco alla loro autostima ed arte amatoria, oltre che un vero dramma per il loro legame d’amore.
La farmaco-infusione era l’unica terapia  da poter  affettare, terapia che rinforzava il loro senso di esclusione dal rapporto sessuale e sentimentale.
Le donne coinvolte vivevano un doloroso sentimento di esclusione, di disagio e di estraneità al percorso di cura.
Non si sentivano insomma  assolutamente responsabili dell’erezione dei loro partners, con ovvie conseguenze sul livello di autostima e capacità seduttiva.

Pillole pro-erettive, donne e vissuto
Oggi la scienza con i suoi contributi, ha restituito la possibilità d’amare senza preoccupazioni, senza strategie invasive, e sgradevoli per  il rapporto sessuale, conservando soprattutto la dimensione del “desiderio”, elemento fondamentale ed indispensabile per una buona e valida capacità erettiva.
La componente del desiderio, salvata dalla madicalizzazione, tutela anche il legame, conferendo alla donna il “ruolo da protagonista” della capacità erettiva del partner. Quando la disfunzione sessuale si manifesta all’interno di una coppia collaudata, spesso il paziente  – oltre alla terapia farmacologica somministrata dall’andrologo –  viene invitato ad effettuare una terapia psico-sessuologica.
L’approccio combinato è l’unica strategia in grado di dipanare la matassa psichica che correla alla disfunzione.
Le terapie dell’amore insegnano al singolo ed alla coppia nuovi percorsi erotici, meno conflittuali e disfunzionali rispetto ai pregressi, che hanno fatto da cornice alla comparsa della disfunzione sessuale.
L’ambito psico-sessuologico è un territorio estremamente ampio correlato ad infinite sfaccettature dell’animo umano, affrontare e curare esclusivamente il sintomo è un percorso miope e non risolutivo.
La dimensione di coppia,  i complessi percorsi intra-psichici – magari mai esplorati in precedenza – diventano ambiti da analizzare con cura, estrema competenza e grandi quote di empatia.
Oggi l’attenzione dei clinici si sposta sempre di più  verso la dimensione coppia: una disfunzione sessuale infatti quando si manifesta  necessita di un approccio olistico che tenga necessariamente presente della componente biologica e sessuale, emozionale e culturale, per un approccio veritiero e soprattutto risolutivo.

 

Valeria Randone

By | 2017-02-08T21:27:09+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Disfunzioni Sessuali Maschili|Tags: , |

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