Le statistiche lo confermano: le “separazioni grigie” sono raddoppiate

La qualità di vita è migliorata, così, unitamente alle aspettative di una vita longeva, aumentano anche le aspettative di “vita amorosa” di qualità. I partner non si accontentano più, non amano più abitare dentro un legame estinto e tiepido; regna sovrano il bisogno di vita, di emozioni e di felicità. La rivoluzione sessuale per le donne, i legami a doppia carriera e le pillole dell’amore per gli uomini, hanno regalato speranza di lunga vita.
Così, quando un legame si protrae con affanno e senza slancio emozionale e sessuale, i partner non tardano a guardare oltre e altrove.

Le separazioni aumentano, unitamente  ai divorzi “over quaranta”

Sino a non troppo tempo addietro, una donna (o un uomo) già madre e adulta avrebbe dovuto rassegnarsi e non sperare più di essere felice. Aveva già avuto un marito, dei figli, insomma, aveva già fatto tutto quello che la vita aveva previsto per lei. Non era pensabile – e forse auspicabile, per non soffrire ancora una volta – sperare ancora. Da recenti studi di psicologia emerge una differenziazione di genere sulle dinamiche che regolamentano le separazioni. Non tutti i divorzi sono uguali, e non tutti i partner si separano per le stesse motivazioni o obiettivi. Soprattutto uomini e donne. Gli uomini sono alla ricerca di nuovi amori, perché non riescono a immaginare la loro vita senza il contenimento di un legame.
Le donne, invece, quando si separano, rincorrono la libertà smarrita e dedicano il loro tempo a sé stesse, alle amicizie, agli svaghi e non solo a un’eventuale relazione di coppia.

L’amore e la capacità di rimanere dentro un matrimonio non correlano con l’anagrafe

Oggi più di ieri, si ravvisa la necessità di vivere all’insegna della “qualità di vita” e della “qualità dei legami”. I nuovi divorzi vengono chiamati “divorzi sale e pepe o divorzi grigi”, proprio perché i loro protagonisti sono spesso brizzolati e non più giovanissimi. Ma nonostante tutto – o grazie alla consapevolezza da capelli imbiancati – sperano ancora.
Nel 2001 i divorzi “over 50” coinvolgevano solo l’1 %  dei casi, nel 2011 sfioravano il 2,5%, raddoppiando quindi  in un solo anno. Il divorzio sale e pepe, detto dalla letteratura inglese “Gray divorces”, non riguarda soltanto coppie famose come ad esempio M. Douglas e Zeta-jones, Putin e Liudmila, ma anche la gente comune, è diventato un vero e proprio fenomeno sociale.

Le cause che correlano con queste nuove forme di divorzio sono molteplici, ma la più significativa è la speranza sacrosanta di una vita migliore.

Un sessantenne, oggi, può avere uno sguardo verso il futuro, vigile e speranzoso. Può pensare a nuovi progetti esistenziali e relazionali.

Divorzi tardivi, cerchiamo di capire il perché
La percentuale maggiore dei “divorzi tardivi” avviene spesso per iniziativa e desiderio delle donne. Molti uomini divorziano per transitare da una relazione a un’altra, mentre le donne virano verso la propria autonomia e la qualità di una vita a due.
Concausa di questi nuovi divorzi è sicuramente la maggiore indipendenza economica femminile, la donna, infatti, non deve più fare i conti con i presunti alimenti per decidere se prolungare o meno il rapporto di coppia, ormai stanco, sbiadito e lacero.
Le consultazioni psicologiche in età avanzata sono in crescente aumento, così come le terapie sessuologhe di coppia. La famigerata polvere ben celata sotto il tappeto di un matrimonio stanco non piace più a nessuno, e la paura di essere soli lascia il posto al bisogno di essere felici. Molte coppie, a prescindere dall’età anagrafica, desiderano vederci chiaro e non amano più vivere o meglio sopravvivere all’interno di un legame oramai estinto, dove non si è più né felici né tristi. Le cure farmacologiche aiutano a sperare: una donna in menopausa non è candidata al grigiore della sua esistenza e femminilità, e un uomo non dovrà smettere di amare per un invecchiamento della sua potenza sessuale.
Il Viagra e simili per gli uomini e le terapie ormonali per le donne hanno modificato profondamente il vecchio concetto di “rassegnazione coniugale” facilitando i divorzi.

Una delle cause principali dei divorzi over cinquanta è rappresentata dalla cosiddetta “sindrome del  nido vuoto”

Questa crisi si concretizza  quando i figli crescono e si trasferiscono lontano da casa per motivi di studio, oppure quando si sposano. (Se si sposano!) I partner, che per tantissimo tempo si sono percepiti quasi esclusivamente come coniugi, dedicandosi all’educazione, all’amorevole cura e crescita dei figli, all’improvviso si ritrovano soli con loro stessi, con la loro coppia, intrappolati in “dolorosi bilanci esistenziali”,  pochi progetti emozionali per il futuro e un legame privo di sapore.
Dirsi addio non è affatto facile o indolore, anche se il bisogno di benessere e di sperare ancora prevale sulla paura. Ci sono svariati punti su cui una “coppia sale e pepe” dovrebbe riflettere prima di prendere decisioni affrettate.
La paura del tempo che passa, della vecchiaia e della morte può portare a effettuare tristi bilanci; non sempre esatti. Talvolta le scelte affrettate e frettolose possono essere delle cattive consigliere, così, nei casi più irrisolti e controversi è sempre consigliabile l’aiuto di un professionista. Talvolta qualche colloquio di coppia, che non sempre si trasforma in terapia di coppia, può far luce su tematiche ombrose, scomode e ingombranti.

Dottoressa Valeria Randone

Vuoi chiedermi qualcosa?

SCRIVIMI ADESSO

La tua privacy è al sicuro!
Il messaggio arriverà direttamente a me e risponderò io in persona.