Figlio alcolista, omosessuale

//Figlio alcolista, omosessuale

Gentile Dottoressa Randone,

Le scrivo per parteciparle un mio dolore e per ricevere, spero, un suggerimento su come potermi comportare in merito a una tragedia che si è abbattuta sulla mia vita.
Mio marito e io siamo separati da tempo, con modalità purtroppo non troppo civili,
Lui è andato via con una donna più giovane, come da copione, nostro figlio è rimasto in balìa del dolore, della confusione e, soprattutto, dei miei malumori e ansie materne.

Lo scorso anno, ad appena 14 anni, ho scoperto per puro caso che faceva un uso massiccio di alcol, durante le feste con amici e in solitudine.
Così, frugando nel suo p.c., ho ricevuto un altro brutto colpo al mio essere madre: mio figlio ha una relazione omosessuale con un suo coetaneo.
Adesso ho messo in discussione tutto e sono confusa e addolorata, la prego mi aiuti.

 

 

Cara Signora,
il Suo dolore ha origine antiche, riacutizzate dalle scoperte recenti.
La separazione tra due genitori, in qualunque modo avvenga, non è mai un evento dalla facile lettura, né elaborazione psichica, in special modo quando avviene con le modalità che hanno caratterizzato la vostra di separazione.
Uno degli errori più grandi che i coniugi commettono, proprio perché mossi dal dolore e dall’acredine, è quello di smettere di essere una “ coppia genitoriale”. Unitamente al non essere più coppia, si dilaniano nell’essere genitori.
Questo crea un grande sbandamento e dolore atroce nei figli.
Nella vostra storia, da quello che leggo, lei è rimasta da sola con il suo unico figlio maschio, cresciuto con grande amore,  normali ansie e apprensioni materne, amplificate dall’essere l’unico genitore superstite.
L’assenza della figura di riferimento maschile e la totale identificazione nel genitore del sesso opposto, possono creare degli intoppi nello sviluppo dell’identità sessuale.
Non frughi nel p.c di suo figlio, gli parli con il cuore in mano senza veli e censure comunicazionali, partecipandogli le sue preoccupazioni e paure.
L’alcol rappresenta uno stordimento, un oppio per l’assenza di coraggio e di strumenti interiori, per poter affrontare i dolori pregressi e le confusioni sessuali odierne.
Le suggerisco di valutare, unitamente a suo figlio, l’ipotesi di una psicoterapia con un sessuologo clinico, con cui far luce sul suo dolore e sofferenza dell’anima.

By |2018-10-15T10:13:42+00:0024 maggio, 2010|Categories: Domanda e risposta|

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