Gentile dottoressa,
ho un problema che mi affligge da sempre, l’eiaculazione precoce.
Questo mio problema ha accompagnato sempre tutte le mie relazioni sentimentali, che sono sempre andate male e finite nel peggiore dei modi.
Non mi sento mai all’altezza della situazione.
Ho 28 anni, sono molto arrabbiato nei confronti della vita e molto depresso.

Posso guarire? Lei può aiutarmi? Grazie

Francesco

 

Caro Francesco,
la Sua lettera, che ho dovuto sintetizzare per problemi di spazio, fa trasparire tutta la sua sofferenza, inquietudine e rabbia, per una condizione che non riesce a controllare.
Avrei bisogno di farLe qualche domanda per poter inquadrare nel migliore dei modi il Suo problema, in prima istanza dal punto di vista diagnostico.
Il concetto di precoce rientra nella sfera della soggettività, bisogna comprendere bene cosa intenda Lei per “precoce”, sicuramente la sua eiaculazione avviene prima che Lei lo desideri. Ma le variabili, fisiche e psichiche, da analizzare sono davvero tante.
È importante per me, comprendere se la Sua eiaculazione avviene “ante portam”, cioè fuori dall’ambito vaginale, oppure, dopo una o più spinte. Oltre all’aspetto temporale, sarebbe utile, ai fini della risoluzione della E.P., lavorare sui “grovigli intra psichici”, che l’accompagnano e sull’aggressività repressa.
Inoltre, sarebbe opportuno investigare le dinamiche dei suoi rapporti di coppia, per comprendere quello che di disfunzionale tende a ripetersi, minacciando la Sua serenità sessuale.
Mi sento di poterLa rassicurare: si tratta di un problematica totalmente risorvibile con un’adeguata terapia sessuologia, ma prima ci serve una scrupolosa diagnosi clinica.

Valeria Randone