Fecondazione eterologa: il fantasma del terzo

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L’età della prima gravidanza si è molto spostata in avanti dal punto di vista temporale e spesso, il corpo tradisce quell’originario progetto mentale di diventare genitori.

Qualche riflessione
Single o soli, felici o tristi, coniugati o separati, omosessuali o eterosessuali, giovani o anziani.
Tutti vorrebbero un figlio, e nel minor tempo possibile.
Le motivazioni che portano al figlio sono le più svariate e non sempre consone al vero desiderio di maternità.
Chi lo fa per amore.
Chi per lenire la solitudine.
Chi per esorcizzare la paura di invecchiare.
Chi ancora, come sigillo per una nuova coppia, o come “pensione integrativa” post-divorzio.
Chi come trofeo narcisistico da mostrare al mondo.
Sono davvero tante le motivazioni che portano al figlio ad ogni costo.

Si può scegliere di lavorare ad oltranza, o di aspettare il principe azzurro e congelare gli ovociti, tecnica davvero tanto in voga in America, che ha ispirato parecchi party mondani, detta social freezing.
Seguono le pma, le tecniche di fecondazione Eterologa – da poco sdoganate in Italia – la maternità surrogata, o utero in affitto – vietata in Italia – fino ad arrivare all’acquisto del seme online, per fecondazioni fai da te casalinghe, per concludere, spero, con il recente furto di ovuli.

Nei casi di infertilità totale, la fecondazione eterologa è l’unica strategia terapeutica possibile,tecnica però assolutamente non consentita in Italia ,divieto che ha intensificato un florido turismo procreativo, per lenire il dolore ed il vuoto ai non-genitori.
La fecondazione eterologa si verifica quando il seme o l’ovulo – ovodonazione – provengono da un donatore esterno alla coppia.

“Il bambino comincia in noi molto prima del suo inizio. Ci sono gravidanze che durano anni di speranza, eternità di disperazione”.
Cvetaeva

Cosa succede nell’immaginario e nel patrimonio emozionale, oltre che genetico, di questa coppia?
La paternità, così come la maternità, non è solo un fatto biologico ma un percorso emotivo, sociale e soprattutto intrapsichico del singolo e della coppia.

La strada verso l’eterologa tra fatiche ed aspettative
La strada verso l’eterologa è molto complessa sul piano emotivo, spesso funge da attentato alla determinazione della coppia, alla solidità della sua unione ed alla fermezza delle sue intenzioni.
I partners sono davvero molto provati, e devono obbligatoriamente essere sostenuti e supportati psichicamente ben oltre il momento topico del concepimento.
Un percorso psicoterapico pre-fecondazione, diventa indispensabile per sgombrare il campo da possibili nubi e fantasmi, oltre che da probabili grovigli psichici che ostacolerebbero la risposta positiva della donna che si sottopone alla fecondazione.
Quali sono i bisogni emotivi dei partners che affrontano questo percorso irto di difficoltà, strade in salita sul piano psichico e, momenti di estrema sofferenza sia emotiva che relazionale di coppia?

Angoscia e bisogno.
Paura e panico.
Desiderio e necessità:
Paura di perdere il partner.
Desideri inconsci, desideri irrisolti, e tanto altro.

Non esiste un’equazione univoca, uguale per tutte le coppie, ma esiste un solco invisibile di infelicità e disagio psichico, che si interseca al vuoto ed al desiderio-bisogno di un ”utero pieno”, vibrante, abitato dalla vita e non dal nulla!
Che cosa succede nella mente e nell’immaginario delle coppie che decidono di includere nella loro unione, un donatore-donatrice?
Si struttura prontamente,  la “fantasia di un tradimento autorizzato e medicalmente legalizzato”, che se non reso cosciente in terapia, agisce con modalità disfunzionali, minando la stabilità ed unione della coppia di oggi, e famiglia di domani.

 

Dottoressa Valeria Randone

Per approfondimenti vista il sito del CRA CATANIA

By | 2017-02-08T17:08:19+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Infertilità|Tags: |

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