Test di  gravidanza negativo. Mestruazioni ogni mese, dannatamente puntuali. Crisi esistenziale, angoscia, matrimonio in crisi.
E, tanta rabbia.

Che fare quando un figlio non arriva?
Come aiutare corpo e anima, psiche e coppia, a diventare genitori, a elaborare la drammatica esperienza dell’infertilità?
L’esperienza dell’infertilità presenta molti risvolti psicologici, sociali e sessuali, che possono danneggiare fortemente la salute ed il benessere personale e di coppia.
Avviene una profonda ristrutturazione della personalità e degli stili di vita dei partner, con la comparsa di disturbi emotivi e sessuali. Uomini e donne reagiscono in maniera diversa alla scoperta dell’infertilità.
Quando un figlio non arriva, l’uomo inizia a sentirsi una macchina per il sesso, con le inevitabili ricadute a cascata sulla salute sessuale. L’uomo percepisce  la sua ars amatoria finalizzata al concepimento e niente più.
L’uomo si percepisce una sorta di banca del seme ambulante; sensazione tanto sgradevole quanto ansiogena, portatrice sana di angosce e difficoltà plurime.
La medicalizzazione della procreazione, disgiunge la sfera del piacere associata alla sessualità, dalla finalità che diventa esclusivamente riproduttiva, dando vita a un possibile manifestarsi di disfunzioni sessuali, disfunzioni del desiderio e del vissuto orgasmico. Nella terra dell’ansia e dell’angoscia di non poter diventare genitori,  la sessualità diventa ginnica smarrendo la spontaneità e seguire le date sul calendario e l’ovulazione.
L’obbligatorietà al concepimento diventa una pessima consigliera perché  sposta l’ago della bilancia su una dimensione prestazionale, altamente ansiogena e collerica.

Diagnosi di infertilità lapidaria e dolorosa: che fare?
La reazione emotiva a cui vanno in contro le coppie nei confronti della diagnosi è davvero devastante: rabbia e sconforto si intersecano con modalità crescenti e destuenti, consegnando la coppia allo sconforto più cupo. Un buon equilibrio emotivo e psichico di entrambi diventa assolutamente indispensabile anche per il futuro successo delle tecniche di PMA (procreazione madicalmente assistita). Vediamo insieme come poter intervenire.

La coppia infertile è una coppia addolorata, molto provata dall’iter diagnostico e terapeutico. Stressata e triste. Messa a dura prova dalle diagnosi pre concepimento, e da una sessualità obbligata e obbligatoria.

Un intervento di primo livello è il counselling psico–sessuologico,  parte integrante del percorso di cura e di presa in carico degli aspetti più intimi della coppia infertile. Luogo dell’ascolto e della riparazione.

Uomo e donna reagiscono con modalità differenti alla funesta diagnosi di infertilità.
1 – Nella donna, dopo una prima fase di disorientamento, confusione, rabbia, aggressività, subentra una seconda fase caratterizzata dalla comparsa di una parziale capacità adattiva. Durante queste fasi appaiono  disturbi d’ansia, sindromi depressive e una visibile modifica, per qualità e quantità, dall’attività sessuale.
La sessualità, già complessa di suo, viene fortemente danneggiata dall’inseguimento della fase ovulatoria e dell’ovocita da fecondare.
Non c’è più desiderio, se non a seguito di un monitoraggio ecografico, c’è tensione e stress all’interno della coppia. Avviene una sorta di caccia alle streghe, nel tentativo di trovare di chi è la colpa del non concepimento.

2 – Nell’uomo, invece, avviene una totale identificazione tra potenza sessuale e capacità riproduttiva, con ovvie conseguenze sia umorali che sessuali.
Un uomo, a seguito di una diagnosi d’infertilità, va in contro a episodi di deficit erettile, eiaculazione precoce, fino ad arrivare a un calo del desiderio sessuale.
La vita sessuale, assume caratteristiche di disfunzionalità, diventando una sessualità senza spontaneità né dimensione ludica, ma prestazioni a comando e a servizio dell’ovulazione femminile.

Conclusioni e suggerimenti
Diventa assolutamente indispensabile seguire la coppia infertile sin dalla prima fase della diagnosi sino  alle successive, con una personalizzazione delle tecniche di PMA, e un continuo sostegno psicologico che tenga conto delle variabili psico-sessuologiche di entrambi i partners.
Lo scopo è quello di restituire ai partners gioia, serenità e capacità di amarsi, a prescindere dalla possibilità procreativa.

Dottoressa Valeria Randone