Rivista “Focus Extra” estate 2011

//Rivista “Focus Extra” estate 2011

Testo integrale dell’intervista su “Focus Extra”

1-IMMAGINARIO EROTICO: DOVE NASCE

Molti studiosi sostengono che il cervello sia la parte più erotica del nostro corpo. A dimostrarlo, il ricco immaginario conscio (fantasie erotiche) e inconscio (sogni sessuali). La prima, fondamentale domanda è perché esistono? Perché l’uomo (e la donna) sono dotati della capacità di produrre immagini e sogni sessuali? In quale parte del cervello nascono? E in che modo il cervello può essere definito “la parte più erotica del nostro corpo”.

L’immaginario erotico ed i suoi possibili utilizzi, viene investigato nell’ambito della sessuologia clinica, disciplina che studia la sessualità dal punto di vista biologico, psicologico, socio-culturale, antropologico e relazionale. In clinica, è un argomento affrontato raramente, perché profondamente intimo, difficilmente investigabile ed un po’ inquietante, ma l’attività fantasmatica gioca un ruolo fondamentale, sia nel funzionamento che nei disordini della vita sessuale, che nell’amplificazione ed intensificazione della vita sotto le lenzuola.
In psico-sessuologia, si è posto l’accento sull’importanza dell’apprendimento del comportamento erotico, sulla valorizzazione dell’esperienza corporea (inclusa la dimensione genitalica), sull’educazione sessuale ed emozionale e, sull’importanza dell’immaginario erotico.
Quest’ultimo, luogo sconosciuto e poco investigabile, è composto da un “immaginario conscio”, detto day–dream dalla letteratura anglofona, cioè il fantasma, la fantasticheria, il sogno ad occhi aperti e, dal “fantasma inconscio”, sogno notturno, desiderio erotico inconscio, che si manifesta con modalità prorompenti nella psiche, approfittando dell’attività onirica.
Perché esiste l’immaginario erotico?
Rappresenta un surrogato dell’intimità e della sessualità o, segue “percorsi altri”, che portano al piacere ad all’appagamento sessuale?
In un momento storico, caratterizzato da una sessualità consumistica, quasi bulimica, improntata a genitalità, spesso disgiunta dall’affettività, per  l’immaginario ed i suoi possibili utilizzi, sembra quasi non esserci spazio.
La sfera della sessualità,è un luogo simbolico, contenitore di molto di più della semplice unione di due corpi o, peggio di due organi genitali, comprende infatti il passato sessuale ed emozionale dei due protagonisti dell’incontro amoroso, la genitalità e la fisicità, gli immaginari erotici l’affettività, la cultura ed i valori pregressi di entrambi.
La sfera della sessualità, non può essere relegata esclusivamente all’aspetto coitale, genitale, quasi ginnico, ma deve contenere quelle caleidoscopiche sfaccettature, che comprendono corpo, psiche, relazione ed immaginario erotico. Il maggiore afrodisiaco è sicuramente il cervello, luogo deputato alla produzione ideica e di immagini, che risuonano con modalità amplificate, a  seconda del contenuto , storia di vita e riverbero emozionale del protagonista.
In special modo per le donne, l’organo genitale, risiede tra le orecchie, non tra le gambe!

2-FANTASIE FEMMINILI (E MASCHILI): QUALI SONO, COME NASCONO.

Donne e uomini non hanno le stesse fantasie. Le donne  esprimono fantasie di sottomissione, esibizionismo o  situazionali. Gli  uomini, hanno meno fantasie di tipo orgiastiche, fantasie di prestazione (sesso anale, sesso orale, etc.).  Un sondaggio britannico realizzato dal portale maschile Askmen, ha indicato la seguente classifica dei sogni erotici (o fantasmi consci, più correttamente) i più ricorrenti:
10° dominare sessualmente un uomo, averlo ai suoi piedi (cunninlinguus)
9° essere dominata sessualmente (es. sbattute su un tavolo)
8° giochino di ruolo: scolaretta con il professore, che punisce con sculacciata
7° fare sesso con un estraneo, spesso senza averci parlato
6° menage a 3: con 2 uomini
5° menage a trois con due donne
4° guardare altri fare l’amore
3° essere stuprate
2° fare l’amore in un luogo pubblico, guardati da estranei
1° esibizionismo: spogliarsi lentamente davanti ad una persona dell’altro sesso.
Pensa che questa classifica valga anche per le donne italiane o, ci sono, secondo lei, differenze? Quali sono, a suo giudizio, le 10 fantasie maschili più diffuse?

Quali sono le fantasie (maschili e femminili) più originali o che l’hanno colpita maggiormente, riferite in terapia? (se può accennarne)

Domanda: Andando nello specifico di ognuna delle fantasie descritte, spesso in modo molto dettagliato (es. fare la doccia con uno sconosciuto, fare sesso con due uomini, fare sesso davanti a tutti, sotto il tavolo del ristorante o rischiando di venire scoperti).

La vita sotto le lenzuola, così come i contenuti dell’immaginario erotico, risentono fortemente della cultura dominante  in cui abitano e, possono subire frequenti fluttuazioni sia nel tempo, che nella coppia. La hit parade delle fantasie erotiche, credo sia fortemente influenzata dal momento storico in cui viviamo e, dalla cultura dominante che funge da palcoscenico e da ambientazione emozionale e sensoriale.
L’immaginario femminile è profondamente differente da quello maschile,  non tanto per contenuti ideici, ma per particolari e “struttura dell’immaginario”. Un tempo, la donna veniva riconosciuta per la sua fecondità e per il numero di figli che metteva al mondo; in seguito, anche in Italia ed ancora dopo al Sud,  la femminilità non veniva più correlata alla funziona materna, ma all’eroticità in generale. La “procreazione senza sessualità”, si sostituisce ad una “sessualità senza procreazione”, ed il numero di figli, si sostituisce al numero di orgasmi provati, nella realtà e di conseguenza nell’immaginario.
In passato si credeva che le donne non potessero fantasticare di sesso, si censurava  loro la capacità immaginativa associata alla sessualità, perché interpretata dall’uomo, come perversa e, soprattutto minatoria per una serena vita sessuale. Alle donne, veniva attribuito il ruolo di “sesso silente”, come se nella sessualità femminile, non potesse esserci spazio per il nutrimento dell’immaginario e delle fantasie erotiche. Nel tempo, studi psico-sessuologici, hanno scoperchiato il vaso di Pandora, studiando ed investigando l’immaginario erotico femminile, con lo scopo principe di sanare l’antica schizofrenia fra mente, corpo e cuore.
I temi erotici ricorrenti, non sono differenti da quelli maschili, troviamo infatti fantasie omosessuali, sado-masochistiche, scambio di coppie, sesso di gruppo, travestitismo, feticismo, la violenza, il possesso, i sex toys; ma l’organizzazione dei particolari, associati al vissuto, l’elaborazione dei dettagli emozionali, ambientali, corporei e sensoriali, le rende profondamente differenti da quelle maschili.
La “fantasia dello stupro”, frequentemente adoperata da pazienti anorgasmiche, donne che provano notevoli difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo coitale, è una fantasia di “de-responsabilizzazione”. Le donne infatti, nel loro immaginario, non sono responsabili del loro piacere sessuali, ma lo subiscono prepotentemente e repentinamente, spesso da uno sconosciuto. Questa fantasia, glissa sui meccanismi di difesa psichici, correlati alla sessualità e, solo così la donna riesce ad avere accesso alla sfera del piacere.
Una delle fantasie  ad alta gradazione erotica, che abita l’immaginario maschile, è la realizzazione di un “triangolo amoroso” sotto le lenzuola. Questa fantasia, rappresenta indubbiamente, un afrodisiaco per la coppia perversa ed un po’ annoiata dalle solite modalità sessuali, tempi e luoghi dell’amore ortodosso e casalingo. Il triangolo, cela inoltre una “fantasia omosessuale” nelle donne che si prestano alla realizzazione di questo scenario erotico, predomina inoltre una “fantasia di sottomissione”, che si colloca però sempre all’interno di una legalità psicologica(perché realizzata con il marito o con il partner abituale). La paura dell’omosessualità viene tenuta a bada dalla genitalità maschile, presente e partecipe alla realizzazione di questo triangolo amoroso. L’uomo funge da simbolo alla non omosessualità femminile, testimonia  esclusivamente la  realizzazione di un momento ludico,  convivialmente condiviso, nel rispetto delle fantasie comuni.
Il rapporto a tre soddisfa anche altre pulsioni, come per esempio quella “voyeuristica”, il bisogno-piacere dei protagonisti, di guardare e di essere guardati. Quando, nel nuovo scenario erotico, aumentano gli attori protagonisti, per i voyeristici, aumenta con modalità esponenziali l’eccitazione sessuale.
Una fantasia erotica che mi ha molto interessato e, che cercherò di far venir fuori dal setting terapeutico, con modalità anonime e riservate è, quella di  un mio paziente ricco e potente, appartenente all’aristocrazia siciliana. Uomo di mezz’età, colto e raffinato, coniugato con una donna algida, sterile sul piano affettivo ed erotico, conferiva una sensazione di inafferrabilità.., per accedere alla sfera del piacere sessuale, immaginava di essere accolto dalle possenti braccia di un transessuale, bello, femminile ed accogliente. Il mio paziente, veniva  mosso da inconsce tendenze omosessuali, che nel rapporto sessuale consumato con un trans non operato, venivano ampiamente soddisfatte e, ben celate e mascherate dai grossi seni e, da tratti fenotipicamente ed esageratamente femminili.
Un altro aspetto da non sottovalutare durante il rapporto sessuale con un trans, sia nell’immaginario che nella realtà, è l’incontro, estremamente rassicurante, con la genitalità maschile, che si contrappone ad una sessualità femminile richiedente , aggressiva e, spesso vampirizzante.

3-GIOCHI DI RUOLO:

Il caso di Berlusconi, intrigato (si dice) da donne vestite da infermiere o poliziotte, non è isolato: moltissime fantasie erotiche (maschili e femminili) sono incentrate su determinati mestieri (MAESTRE, SEGRETARIE, POLIZIOTTE, CROCEROSSINE PER LUI, POMPIERI, IDRAULICI, CONTROLLORI,  PROFESSORI  DALL’ALTRA) come confermano anche casi di idraulici veramente concupiti da casalinghe. Quali sono, a sua conoscenza, le figure professionali più “gettonate” dall’immaginario e soprattutto perché alcune figure (e non altre, es. si idraulici, no falegnami e tappezzieri) hanno un così forte e immediato  richiamo erotico?
PERCHE’?

In un’epoca storica di fusione e confusione tra i sessi, dove i modelli estetici, comportamentali e sessuali, non sono più dalla facile lettura, il tanto acclamato idraulico si allea, nell’immaginario femminile, con l’ “uomo con la clava” di preistorica memoria, rude, primitivo, con una fisicità possente, con una manualità certa e fattiva, con un odore acre, terrestre, capace di evocare ricordi ferormonici, correlati ad una sessualità chiaramente istintuale e primitiva.
In un momento di parità sessuale, di famiglie a doppia carriera, di donne  emancipate e richiedenti, ingessate da sagomati tailleur, la frequente fantasia di sottomissione femminile e di dominazione maschile, ripristina quell’antico, atavico, ormai sfocato equilibrio tra il maschile ed il femminile.
La donna gheisha, accuditiva ed intrigantemente sottomessa, interpretata dall’icona dell’infermiera, della cameriera, della mai tramontata segretaria, burrosa e cinguettante, conferisce all’uomo potere dominante ed una sessualità primitiva, scevra da meccanismi di censura e di filtro razionale.

4-METTERLE IN PRATICA OPPURE NO?

Comunicarle al partner può rafforzare l’intesa sessuale, oppure alimentare folli gelosie. Ma secondo lei, vanno messe in pratica? Tradurle in realtà fa bene, oppure riserva delusioni?

La sessualità di per sé, sarebbe sterile, ginnica e coitale, senza la componente del desiderio, dell’immaginario, dell’attesa e delle fantasie erotiche, aspetti che oggi (in special modo nei giovani), tendono ad essere sottovalutati, a favore di prestazioni sempre più acrobatiche, quantitative  e performanti. Le fantasie erotiche, ossia le “rappresentazioni mentali dell’attività sessuale”, rappresentano il serbatoio inesauribile di emozioni, suggestioni, aspettative.
La coppia “sessualmente empatica e complice”, ha un patrimonio di fantasie erotiche, che può condividere ad “adoperare” verbalmente per potenziare l’immaginario e per potenziare il gradiente erotico della camera da letto.
Quando però, le fantasie escono dall’immaginario per trasformarsi in una possibile realizzazione, passiamo dall’erotismo al mondo delle perversioni soft, con tutta una serie di possibili complicanze emozionali ed orizzontali.
La presenza di un terzo elemento all’interno di una sessualità stabile e rodata, per esempio, può in un primo momento fungere da antidoto alla noia coniugale, da pusher di emozioni nuove,  ma alla lunga la possibile presenza di “paragoni erotici”, di gelosie cocenti e destruenti, di continui incidenti sessuali, rappresentano un sabotaggio al legame, creando un terreno fertile ad un’insoddisfazione coniugale importante.
Il difficile  ed incognito passaggio alla realtà, traballante tra il lecito e l’illecito, tra il proficuo ed il rischioso, è separato da un sottile ed invisibile confine, regolamentato dalle regole intriseche di ogni coppia. Più aree sane ha una coppia, meno rischi di scompaginarsi incorre, nell’audace sperimentazione orizzontale!
Il potere dell’immaginazione è veramente molto potente, ci sono uomini\donne, che durante un rapporto sessuale quasi ginnico ed estenuante, non raggiungono l’orgasmo, se non  trasferendosi con il pensiero altrove, con un’altra persona oppure, in un altro scenario fantasmatico.
La sessualità è un essere, non un fare!

Valeria Randone

By | 2017-02-10T16:43:53+00:00 29 giugno, 2011|Categories: Interviste|Tags: , |

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