Intervista sul vaginismo

//Intervista sul vaginismo
  • Uomo attempato

Il numero di “matrimoni bianchi” è elevatissimo e la causa di questa dolorosa e disfunzionale condizione è il “vaginismo”. Le donne vergini adulte, sono donne per le quali il concetto di verginità, non è associato ad una scelta libera e volontaria, ma ad un’obbligatorietà corporea, emozionale ed ovviamente coniugale.
Cos è quello spasmo ”involontario” dei muscoli che circondano l’accesso vaginale e che impedisce la penetrazione?
Si chiama vaginismo, ed è un insieme di dolore, ansia, paura, paura del dolore e della paura, paura del coito e dell’intimità.

In questo articolo troverai una spegazione motlo dettagliata.

Al suo esordio, spesso non viene riconosciuto né dalla donna, né dal suo partner, viene spesso confuso con un evitamento dell’intimità su base ansiosa e/o morale o religiosa e, viene letto come un comportamento tendente alla capricciosità ed all’infantilismo. La donna che ne soffre, mette in scena, con modalità inconsapevoli, strategie difensive per tutelare la propria integrità: integrità fisica e mentale (si difende da intrusioni esterne). La donna vaginismica ha spesso un pessimo rapporto con la propri corporeità e sensorialità, la percezione che la donna ha dei propri genitali, è alterata, così come la rappresentazione dello schema corporeo. Sono donne che non si conoscono a fondo, che evitano di toccare i loro genitali, che hanno sviluppato una sorta di rituale difensivo della zona pelvica, che nell’immaginario, diviene fortemente investita di altro, rispetto alla dimensione di piacere e familiarità.

L’ostinazione della difesa della propria verginità, oltre ogni utilità, può avere connotazioni simili alla personalità di tipo narcisistico, elementi che vanno analizzati e decodificati all’interno di un setting terapeutico.
Verginità, anzi obbligatorietà alla verginità e vaginismo, sono le due colonne portanti attorno a cui la coppia si sceglie ed organizza. I mariti delle vergini-vaginismiche infatti, con i loro comportamenti, proteggono e colludono con la sintomatologia delle loro compagne.
Il loro “rispettoso evitamento dell’intimità” diviene una strategia collusiva con il sintomo femminile.

Nella mia esperienza clinica, l’anamnesi psico-sessuologica di queste donne, evidenzia storie di vita emotive e familiari, molto particolari. Spesso convivono con figure materne ingombranti sul piano psichico e spesso sostitutive dei reali bisogni fisici e psichici delle figlie. Sin da piccole, nel tentativo di assecondare le richieste materne, hanno tolto il panno troppo precocemente, imparando così in maniera disfunzionale a contrarre l’elevatore dell’ano, un grosso muscolo che viene poi ad essere coinvolto nel vaginismo.
Durante la raccolta anamnestica, emerge spesso che i partners delle pazienti vaginismiche, hanno un non chiaro rapporto con la loro sessualità, sono uomini con poche esperienza pregresse di tipo sentimentale e sessuale o, con disfunzioni sessuali, mai affrontate in precedenza (per es. deficit erettile o calo del desiderio sessuale), qiundi il vaginismo funge da copertura alla difficoltà di vivere a pieno un rapporto d’amore.
La diagnosi precoce del vaginismo, ed una successiva terapia psico-sessuologica, diviene la strada maestra per l’accesso meritato alla sfera del piacere,ed il percorso verso una buona qualità di vita della donna e della coppia

Dottoressa Valeria Randone

Tratto da www.comunicatistampa.net

By | 2017-05-18T11:25:29+00:00 7 giugno, 2010|Categories: Interviste|

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