L’Amore diventa touch screen e conduce tra le braccia del presunto principe azzurro.
Le app di nuova generazione contengono addirittura un algoritmo in grado di far trovare l’anima gemella, velocizzando la possibilità di un incontro. Tutto e subito, nessuna possibilità di errore o di incertezza, in direzione corpo e cuore dell’altro. Primo step scaricare l’app preferita, studiarla appena un po’ – è tutto profondamente intuitivo – e trasferirvi i propri dati e i propri sogni.
Profili accuratamente ricercati, foto strategicamente riadattate con filtri magici, qualche frase a effetto più o meno rappresentativa o rubata qua e là, e il gioco è fatto.
Un “falso sé” nuovo di zecca, indossato come un abito su misura, pronto per la caccia ai nuovi amori.

Solitudini e social

Web, social e solitudine sono legati da un filo invisibile, nonostante la loro indiscussa utilità. Il web sembra aiutarci in tutto e per tutto. Per quanto riguarda i viaggi trova per noi le offerte dell’ultimo minuto, materializza i voli più appetibili da prendere al volo, ci trasferisce dentro una comodissima app per prenotare un ristorante o scegliere la nostra pietanza preferita. Il mercato della tecnologia offre un’app per ogni necessità, del corpo e del cuore, sino ad arrivare alle strategiche app per facilitare, o meglio scorporare dal suo reale significato, la sessualità.
Il cellulare, strumento dai mille utilizzi, svolge le più acrobatiche funzioni: dalle telefonate alle email al corteggiamento, per approdare alla sessualità dalla facile reperibilità, senza le complicanze postume da possibile coinvolgimento.

L’influenza della tecnologia sul corteggiamento è ormai nota. I timidi diventano audaci, indossano maschere e recitano frasi fatte, aforismi, frasi altrui.
Gli introversi, grazie al monitor che li protegge dalle emozioni, si lanciano in corteggiamenti di ogni tipo. Gli impacciati, invece, grazie all’evitamento visivo e grazie al nascondiglio casalingo che non mette in bella mostra il corpo, si lanciano in acrobatiche seduzioni. E i poveri di parole entrano in chat per trovare partner dal facile utilizzo, senza gradi pretese.

Gli amori online sembrano essere figli di un Dio minore, amori che non ambiscono a una notte stellata, a un bacio sotto il vischio; amori orfani di quella indispensabile dimensione di concretezza e di quotidiano. Nessun calice di vino e nessuna passeggiata in riva al mare per capire se il potenziale partner ha un buon odore, se ama leggere, scrivere o ascoltare musica, basta consultare il suo profilo – quindi zero attesa e zero curiosità – e tutto quello che c’è da sapere per un possibile incontro è scritto li, in bella mostra.
Uno die motivi (apparenti) per il quale molte persone scelgono le app per incontrarsi e la mancanza di tempo.

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La continua corsa quotidiana contro tempo investe l’area delle relazioni, anche quelle amorose. Il tempo da impegnare per fare conoscenza è ridotto al minimo, rubato al lavoro e alla corsa ad ostacoli del quotidiano; cosi, capita che molte persone si accontentino di chat intense, ammiccanti e di qualche foto più o meno audace e più o meno ritoccata. Se il cuore accelera bene, altrimenti con un click il potenziale fidanzato viene cancellato o trasferito nella black list dei ricordi (se vi ha mai avuto accesso).
Nel mondo del dating online si fanno strada più app per organizzare appuntamenti hot: senza impegno, senza possibilità di rifiuto e con malattie sessualmente trasmissibili come possibile effetto collaterale. I social si sono sostituiti al datato slow dating: tutto avviene o non avviene subito, senza sprecare tempo prezioso. La ricerca dell’anima gemella preferisce passare dal web piuttosto che dal tempo di una cena.

I nuovi amori si nutrono di ciò che oggi sembra gratificare più di ogni altra cosa: le notifiche. Cuori e fiori, rigorosamente virtuali, fanno accelerare il battito cardiaco, regalano emozioni e scaldano i sensi. E il gioco è fatto: il potenziale Romeo si insinua dentro quel solco di infelicità postata online. Persone single, anzi sarebbe meglio dire “sole”, sedotte dalla facilità di utilizzo delle app e affascinati dalla immediata possibilità di reperire partner sessuali disponibili diventano assidui frequentatori della sempre più affollata agorà virtuale dei social.
Molte persone infelici o tristi, sole o semplicemente annoiate dalla routine, adoperano le app con motivazioni diverse: chi è alla disperata ricerca dell’anima gemella, chi cerca una rapida scappatella senza effetti collaterali e senza la possibilità di essere scoperti dai partner ufficiali, e per finire senza correre il rischio del tanto temuto coinvolgimento.

Tutti egualmente sedotti dalla praticità e velocità dell’incontro online e dal fascino della sua atmosfera trasgressiva. Una sorta di supermercato degli incontri: rapidi, in offerta e a poco prezzo, a ridotto costo emotivo. Il dating online propone una ricerca più o meno rapida dell’anima gemella o gemella di letto, senza orpelli comunicativi e fronzoli e propende per una dimensione più quantitativa che qualitativa delle relazioni.

Geolocalizzazione contro dimensione dell’attesa e del primo appuntamento

Satellitari per incontri amorosi

 

Secondo Graham Johnes, specializzato in psicologia di Internet, gli incontri online  rappresentano una strategia per farci sentire più al sicuro: “Uno dei nostri driver psicologici fondamentali è quello di trovare certezze”. Gli incontri tradizionali sono percepiti come un pericolo perché portatori di grandi quote di incertezza.
Internet apparentemente allontana questo pericolo, ma deturpa la capacità d’attesa e il datato ma indispensabile corteggiamento, e depotenzia la sensorialità di un incontro. Eros e tecnologia, nonostante i nostri impegni profusi, rimangono lontane parenti; quest’ultima può essere adoperata a servizio dell’erotismo, ma non può mai surrogare il corpo con le sue alchimie e bagno sensoriale.
Le app, per quanto ammiccanti e dal facile utilizzo, non riescono a sostituirsi all’odore, allo sguardo e alla pelle del potenziale partner. Sono cambiati i tempi, ma amore e intimità necessitano ugualmente di gradualità, di pelle e di sensi, di incontri e di scontri. Di umori e di malumori, elementi che stentano ad adattarsi ai tempi dell’etere.
Dall’etere alle braccia – per braccia non intendo quelle di chiunque, ma quelle “giuste” – il passo non è poi così breve.

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Nonostante ciò, il flirting digitale viene considerato una nuova moda dell’arte di amare e dalla gradualità delle lettere sigillate in cera lacca si approda alla lapidarietà delle chat.

Dal punto di vista antropologico il concetto di intimità si è profondamente modificato, passando da epoche deputate alla tutela dell’intimità sino ad arrivare all’avvento della tecnologia, che ne ha amplificato e stravolto il significato.
Dalle lettere d’amore che contenevano timide emozioni, desideri e fantasie, blindate dal sigillo in cera lacca, con il logo di famiglia, siamo arrivati alle emozioni esposte in bacheca, luogo pubblico a cui tutti gli iscritti hanno facile accesso.
Il moderno effimero mercato delle frequentazioni ha totalmente stravolto il significato di intimità, facendolo transitare dal concetto di privato a quello di pubblico, a scapito di un bene prezioso per le relazioni: l’intimità. L’intimità è l’elemento cardine di una relazione privilegiata e segreta. Un lusso affettivo da condividere con pochi eletti. Una dimensione della relazione che si conquista e si costruisce lentamente, poco per volta.
La condivisione dell’intimità, dal punto di vista psicologico, obbliga al superamento di alcune paure ataviche come la paura della fusione con il mondo dell’altro, la paura di svelarsi troppo, di divenire troppo vulnerabili, di non sentirsi adeguati.
Gli adolescenti, per età e cultura, hanno necessità di appartenere al gruppo – reale o on-line -, appartenenza che conferisce loro conforto, riscontro, identificazione, praticamente identità. I ragazzi esistono solo se sono visibili, e per essere visibili devono necessariamente uniformarsi al gruppo dei pari.

La vita oltre il monitor. Internet e sessualità, tra social e mancanza di pudore

Amore eterno in chat

Internet rappresenta una “finestra percettiva” sul mondo, che tutto offre ma niente spiega, creando in un’età di grandi vulnerabilità e tumulti dell’anima, confusività e necessità di omologazione. I genitori sono spesso fuori campo rispetto alle emozioni e alla sessualità dei loro figli, non vengono quasi mai coinvolti, per pudore e per difficoltà di comunicazione, a meno che non ci siano guai sessuali in vista.
Gli insegnanti non hanno né lo spazio mentale né il tempo, tra lezioni e programmi scolastici, per affrontare tematiche spinose come la sessualità e l’affettività.

Un bambino che diventa adolescente che diventa adulto si imbatte nel caos emotivo di un corpo che cambia e che seduce. Un corpo che sente talvolta estraneo, altre volte amico. Talvolta in sovrappeso e impacciato, altre volte adeguato e seduttivo. Il cammino verso la vita adulta è senza dubbio difficoltoso e disseminato di inciampi e intoppi: emozionali e relazionali.

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Ecco che entra in gioco il computer. Dietro il display si celano emozioni contrastanti, ambivalenti e cariche d’angoscia. Il tablet diviene una trincea difensiva che abbraccia e protegge, che nasconde un quadro di solitudine affettiva sino a correre il rischio di sfiorare un quadro di autismo tecnologico.

Scatta la ricerca dell’amore che può trovarsi in chat

Recentemente l’accademia nazionale delle scienze ha pubblicato i dati di una ricerca secondo la quale le coppie nate online durano di più, sono più felici e più capaci di amare nel tempo. Sostengono fermamente che le coppie nate online durano di più. Nell’immaginario comune, però, le cose cambiano notevolmente: la maggior parte delle persone crede che “amore e web” siano l’uno il contro altare dell’altro, o meglio l’uno il surrogato dell’altro.
L’amore prevede intimità, tatto, sguardo e olfatto, il web esercita un ruolo quasi metafisico dove l’approccio immediato e disinibito favorisce l’idealizzazione dei sentimenti, del romanticismo, e la mancanza di barriere emotive lascia spazio ai desideri più reconditi.

Chi frequenta assiduamente i siti per incontri è solitamente afflitto da una “solitudine mascherata”. Uomini e donne soli più che single, delusi e amareggiati dalle pregresse esperienze, decidono di traslocare le loro aspettative e i loro desideri dal mondo reale al mondo virtuale. I protagonisti di queste app immaginano di trovare una nuova opportunità nella vita, sperano di innamorarsi realmente e di vivere la fortunata esperienza di essere sedotti da altro, oltre che dal semplice aspetto fisico.
Decisamente più predisposti perché parzialmente protetti, mettono a nudo la loro anima, preparandosi a incontrare il vero Amore. L’amore tanto desiderato e non ancora incontrato nella vita reale.

Questi amori non sono sprovvisti di rischi e di effetti collaterali, e non sempre ciò che palpita e fa palpitare online continua ad emozionare nel reale.

Rischi ed effetti collaterali degli amori in chat

Chat e eros

Non sempre aspettative e realtà si incontrano, e non sempre il virtuale coincide con il reale. La seduzione dell’etere funge da amplificatore emozionale e la distanza fisica unitamente alle proibizioni correlate all’incontro infiammano ogni forma di desiderio. La psicologia e la sessuologia si son occupate di indagare le dinamiche che muovono le fila di questi amori. E hanno compreso che non bisogna avere pregiudizi circa gli incontri avvenuti online, perché può accadere che un tuffo al cuore stravolga la vita dei protagonisti di questi amori e che il virtuale si faccia incontro, progetto, relazione.

Non è il mezzo o lo strumento adoperato da derubricare dal quotidiano degli innamorati, ma il suo utilizzo esclusivo, talvolta compensatorio. Malsana strategia di abissi del cuore.

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