Manca l’aria se non chiama, pensi che sia amore e non immagini nemmeno cosa sia la dipendenza affettiva.
Il mondo non esiste se non c’è lui o lei.
Lui, il tuo lui, è il tuo cielo in una stanza, il tuo tutto, e niente ha senso oltre quelle pareti.
Se non chiama non respiri.
Se non lo vedi il cuore smette di battere.
Se non hai sue notizie un buco allo stomaco si impossessa di te, trasformandosi in un’insopportabile voragine interiore.
Il telefono diventa una vera droga, lo guardi, lo controlli durante ogni istante delle tue giornate.
Se il telefono non prende o non c’è connessione, l’ansia si impossessa di ogni centimetro del tuo corpo e della nostra mente.

Chi soffre di dipendenza affettiva di trova a vivere questo, e tanti altri, scenari inquietanti e tristemente veri

Telefoni sventolati come fazzoletti al vento in una situazione di pronto soccorso (emozionale) alla ricerca di qualche flebile connessione wi-fi nel tentativo di avere sue notizie, sempre e ovunque.
Sono gesti obbligatori che svelano segreti e che nascondono profonde cicatrici dell’anima.
Segue ansia. Agitazione. Nervosismo. Paura di perdere l’amato. Gelosia: efferata e incontrollabile. Paura del tradimento.
Notti insonni e online.

“Che sarà mai?” Dici a te stessa. “Sarà Amore.”

Si sa, l’amore porta con sé ansia, fragilità, fame d’amore, la voglia-bisogno di stare con il proprio partner.
Pensi sempre che sia amore, un amore totalizzante, unico, magico e non di certo dipendenza affettiva.
(Chi soffre di dipendenza affettiva raramente è consapevole della sua malattia).
I pensieri più drammatici, atroci e intrusivi colonizzano la mente se lui (o lei) è distante.
La gelosia diventa corrosiva, eccessiva, straripante.
Tutto non ha senso senza di lui.
Dici a te stessa che passerà, che appena arriverà la email, il messaggio o lo squillo, troverai pace e serenità, ma in effetti non è proprio così.
I segnali ci sono tutti e, soprattutto, sono chiarissimi: si tratta di dipendenza affettiva!
La dipendenza affettiva non dà tregua e si nutre di mostri interni potentissimi, atavici e ben ramificati.
È una malattia dell’anima, ed è terribile per chi la vive e per chi la subisce.

Come si manifesta: sintomi e sofferenze

Il desiderio, il senso del possesso, la spinta dell’eros o il dramma del rifiuto non sono pulsioni controllabili o addomesticabili.
Sono pulsioni intense, destruenti e deflagranti, e appartengono a chi soffre di dipendenza affettiva.
La ragione, il buon senso e il controllo non riescono a sedare questi bisogni così arcaici che, spesso, proprio l’amore slatentizza.
Per chi ama così tanto e così tanto male, il buon senso è il peggior nemico del sentimento, il contraltare del vero amore.
Amare, per chi soffre di questo amore bulimico, diventa una sublime, quanto pericolosa droga affettiva.
Separarsi, anzi allontanarsi anche per un po dall’amato/a diventa insopportabile, se non impossibile.
La fame d’aria si impossessa di chi soffre di paura dell’abbandono, la qualità di vita diventa scadente e la serenità del tutto compromessa.
Trovare la giusta distanza dal mondo dell’altro sembra essere davvero chimerico.

Inizia la sofferenza: è concomitante al crescere del sentimento.

Chi soffre di questo terribile dramma amoroso, non sa amare in maniera equilibrata, oscilla dal tutto al niente, dall’on all’off della dimensione amorosa.
Un amore dovrebbe sempre aggiungere valore alla vita, dare e nutrire, non togliere, depauperare e fare stare in ansia; ma, purtroppo, non è sempre così.

Vediamo cosa accade per esempio a ridosso del tanto atteso e temuto mese di agosto

La solitudine diventa imperante – che trattasi di separazione transitoria o di una vacanza senza il partner amato – e si trasforma nella vera compagna di viaggio da mettere nel bagaglio, che sia a mano o da stiva, insieme alla crema abbronzante e il costume, e lo stress da mancata e insopportabile connessione.
Agosto diventa il vero patibolo per gli amori pericolanti e traballanti e per chi non regge la distanza, nemmeno quella di sicurezza dal mondo dell’altro.

Eterne connessioni e dipendenza affettiva: dal telefono fisso alle chat dì whatsapp, alla vacanza “digital-detox”

Da quando i cellulari, anzi gli smartphone sono entrati a far parte delle mostre vite, le eterne connessioni, soprattutto le connessioni amorose, sono diventate infinite e ininterrotte.
Lo stress crescente e i disturbi neuro vegetativi sono in aumento, con modalità allarmanti ed esponenziali.
Connessioni apparentemente utili al legame d’amore, passionali e appassionate, arricchite da cuori lampeggianti, fiori e foto, ma, invece di nutrire il sentimento, destabilizzano le anime fragili e dipendenti.
Per chi soffre di dipendenza affettiva, le perenni connessioni diventano delle vere trappole, il regno della sofferenza.

Il regno della sofferenza, dove l’amore incontra il bisogno dell’altro: gli amori dipendenti

Sempre iper connessi e sempre più disconnessi dal resto del mondo.
Quando il partner – che sia marito, moglie, amante o fidanzato – rappresenta il fulcro dell’esistenza, il tutto, il baricentro e diventa il senso all’esistenza, forse, qualche quesito dovrebbe nascere.

  • Ma è amore o dipendenza affettiva?
  • Amore o fusione?
  • Ansia da separazione o innamoramento?
  • La giusta distanza è ancora possibile da mantenere quando si soffre di dipendenza affettiva?

Queste e altre domande, unitamente al lavoro di un clinico empatico e competente, potrebbero diventare il punto dal quale mettersi in cammino verso sé stessi, e solo dopo verso la coppia.

Agosto: modalità pausa. E la dipendenza affettiva va in pausa anch’essa?

Non tutte le persone che si amano vanno in vacanza insieme.
C’è chi rimane e chi va.
Chi trascorre le vacanze con la famiglia, chi da solo, chi senza il partner amato.
Una nuova tendenza vacanziera, oggi, è la “vacanza senza connessione“, detta simpaticamente “digital-detox“.
Una vacanza per disintossicarsi dalla dipendenza dal mondo digitale, ma a quanto pare anche dai partner amati che, grazie all’etere, vivono sempre – simbolicamente – insieme, praticamente l’uno accanto all’altro.
La chat diventa il divano di casa, la email il prolungamento di una mano che accarezza, il cellulare una protesi emozionale tra buon giorno e buona notte e così via.
Ovviamente per chi soffre di dipendenza affettiva, questo tipo di vacanza diventa più una punizione che un premio.

Conclusioni

La posta di chi si occupa di affettività e di sessualità, soprattutto ad agosto, viene abitata da un’epidemia di email cariche di “sofferenza da separazione” e da cattivi pensieri.
Un suggerimento che sento di dare a chi soffre di fame d’amore e di dipendenza affettiva è quello di farsi aiutare davvero per poter amare senza dolore, e senza dare ai bisogni la possibilità di sovrastare i desideri.

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