Finché c’è lite c’è speranza

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  • Finché c'è lite c'è speranza

A un certo punto la coppia smette di parlare. Talvolta succede.
I flirt dei primi tempi, associati all’intensità della comunicazione, si diluiscono sino a sfiorare il baratro del silenzio.
La compulsione verbale che caratterizza gli amori nascenti – quando i partners attuano strategie per dire poco, di meno, alternando ascolto a comunicazione, per far crescere l’interesse – lascia il posto alla poca voglia di scoprire e scoprirsi ancora.
La coppia stabile, prima o poi, non si sa bene perché, viene catturata dalla noia.
Lentamente ma costantemente, passa dall’empatia all’antipatia, dalla simpatia al conflitto, dalle parole al silenzio, dal progetto comune alle divergenze di desideri e bisogni.
Dal coniugare i verbi al futuro alla navigazione a vista, senza rotta né meta.
I dialoghi diventano una delusione e i silenzi una disillusione.
Sono silenzi aggressivi, di quelli che non tacciono mai, che insinuano le risposte e che minacciano la quiete apparente.
Si tratta raramente di silenzi parlanti, nei quali è possibile abitare, rintanarsi, riposarsi, e perché no, scaldarsi.
I silenzi carichi di niente diventano le terre dell’altrove, terre nelle quali uno dei due partners fugge o si rifugia, per sopravvivere alla noia.
Quando questo accade, i parters, discorso monco dopo discorso monco, parole aggressive dopo parole aggressive e silenzio dopo silenzio, imboccano una strada sdrucciolevole, a rischio di frana, spesso, senza ritorno.

Una coppia silenziosa, il silenzio è nemico dell’amore

Nella terra del silenzio c’è una buona possibilità che si insinui un amante parlante.
Il tasso più elevato di innocenti evasioni avviene sul posto di lavoro oppure online; palcoscenici ben diversi, accomunati dal dialogo e dalle parole.
Il dialogo – lavorativo o emotivo – è il preludio dell’intimità e rappresenta un vero preliminare d’amore.
Incarna il confronto e lo scambio, una modalità naturale e appassionata di scambiarsi informazioni sul sentire e sul volere, reciproco.
Il silenzio è nemico dell’amore, così, quando ammanta ogni stanza della vita della coppia, tutto si affievolisce e si spegne.
Quindi, una coppia silente è una coppia a rischio di crisi imminente.

La coppia muta. Quando il silenzio fa rumore

Il “cuore d’inverno” è una bellissima metafora che traduce con note di intensità la sensazione di vuoto e di dolore provate quando un amore si impoverisce o quando giunge alla fine dei suoi giorni.
L’inverno è la stagione del freddo e del gelo, delle giornate che terminano prima del previsto e del buio prima che faccia sera.
Così, sopravvivere all’inverno, la stagione più rigida dell’anno, diventa arduo se non si è adeguatamente equipaggiati.
Una coppia che non parla e che non condivide, che non litiga in modo costruttivo e che si trincera dietro silenzio, è una coppia a rischio di ibernazione emozionale.
Il silenzio ogni tanto fa rumore, e diventa un silenzio parlante.
Il silenzio parlante è un silenzio minaccioso e fa sprofondare la coppia in una ragnatela di dilemmi, preludio dell’imminente esilio emotivo di uno dei due, o di entrambi.
Protagonisti della coppia muta.
Senza parole non c’è empatia, senza empatia non c’è legame, e senza legame c’è il rischio di tradimento.

Quando c’è un matrimonio senza dialogo, ci sarà un dialogo senza matrimonio

Nella terra del silenzio, il partner che subisce il silenzio sprofonda nella confusione: non ha più nessuna certezza, non sa se rappresenta ancora un’emozione o è diventato un sentimento, più o meno sbiadito, se incarna la passione o la scontatezza del vivere condiviso.

Il matrimonio, le convivenze o i legami longevi, sono davvero la tomba dell’amore?

Non sempre e non tutti.
I coniugi possono far ardere il sacro fuoco dell’Amore, che di sessuale ha la conseguenza di tanto altro, se riescono a condividere con la persona amata le parole, l’intimità e il progetto.
Il legame d’amore va accudito come un giardino segreto.
Amare significa innaffiare di continuo, concimare, togliere dal sole se fa troppo caldo e dall’acqua piovana se diventa torrenziale.
Il dialogo, più del letto, diventa indispensabile per fare tutto ciò.
La coppia muta non possiede un adeguato timone per orientarsi nel mare in tempesta della vita a due.

Quando manca il litigio

La mancanza del litigio – per litigio, intendo un litigio sano e costruttivo che fa transitare la coppia dal conflitto alla chiarificazione – non è un bene, come spesso sento dire.
L’assenza di un sano litigio rappresenta una “collusione” da parte dei membri della coppia, una sorta di evitamento del dialogo che porta con sé tutta una serie di sos del cuore.
Questi semafori rossi, impossibili da ignorare, preannunciano un possibile, imminente, disagio coniugale.
Il litigio rappresenta un momento simbolico deputato allo scambio di idee, di emozioni e di pensieri, imprescindibili dalle dinamiche della coppia stessa.
I silenzi protratti, e l’allontanamento di cuore e di parole, trasferisce la coppia in un terreno paludoso caratterizzato da altri silenzi.
Quello dei sensi e quello delle emozioni.

Un eccesso di litigio. Il territorio del mancato incontro

Una coppia collerica e litigiosa è una coppia in cammino verso l’usura del legame.
Nessuno, e per di più per lungo tempo, possiede dosi illimitate di masochismo.
Le parole abusate, aggressive, cariche di astio e di elementi irrisolti, lasciano spazio a un silenzio assordante che non diventa fautore di armonia e di elementi chiarificatori, ma un preliminare di tensioni.

La vera sensazione di intimità con l’ altro è data dal silenzio e dalle parole, dalla presenza e dall’assenza, dal fondersi senza confondersi, senza smarrire il proprio eloquio e i priori confini.

 

By |2018-10-15T20:36:08+00:0015 ottobre, 2018|Categories: Psicologia|

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