Per amore, solo per amore

//Per amore, solo per amore
  • Amore

Si nasce per amore, e si può anche morire per amore.
Ci sono tanti modi di amare: sani, meno sani, tossici o dei biechi compromessi dell’esistenza.

L’amore e le scelte sbagliate

“Arriva il momento in cui bisogna scegliere tra ciò che è facile e ciò che è giusto”.
Dal film Harry Potter

C’è chi, pur avendo un partner, vive una solitudine straziante; solitamente poi, non c’è solitudine più drammatica di quella che si vive stando in coppia.
C’è chi, per paura della solitudine e di rimanere a lungo nella casa genitoriale, non sapendo cosa desideri davvero, prende quello che passa.
Ovviamente sbagliando.
C’è chi, in perenne debito di autostima cerca un amore per compensare questa voragine affettiva.
Esattamente come i bulimici che ingeriscono qualunque tipo di cibo senza sentirne il profumo prima ed il sapore dopo, i consumatori seriali, i serial lovers, ed i traditori seriali, mettono in atto lo stesso modus operandi amoroso.
Gli adulteri cronici sono cronicamente sensibili al richiamo della trasgressione, così non conoscendosi a fondo, in realtà, tradiscono soltanto loro stessi.

L’amore ed i suoi compromessi

“Solo gli uomini liberi possono negoziare. I prigionieri non possono fare dei contratti”
Nelson Mandela.

Esistono molti amori orfani di partners ancora vivi.
C’è chi, pur avendo ben chiaro di avere sposato il partner sbagliato, l’uomo (o la donna) che mai lo renderà felice ed adulto, decide di rimanere dentro un legame estinto.
Dentro il ricordo di quello che è stato, anzi di quello che sarebbe dovuto essere e non è stato.
C’è chi decide di intrappolare il coniuge, di tenerlo in ostaggio per paura del cambiamento, dell’abbandono, in funzione dello spettro più grande: la solitudine.
Sono coloro che abitano le lande della solitudine, ed attraversano deserti sconfinati di silenzio, ma, nonostante tutto, rimangono fermi al punto di partenza, perché, in realtà, non avranno mai il coraggio di mettersi davvero in cammino verso loro stessi.
Il “partner ostaggio” diventa un risarcimento sentimentale, colui che vive all’ombra dell’ex sentimento provato e vive di briciole di attenzione, accontentandosi.
In queste coppie l’egoismo e la sofferenza regnano sovrane.
C’è chi invece, è innamorato dell’amore, anzi dell’innamoramento.
Chi ama la sensazione euforica che questo stato di grazia transitorio regala: il cardiopalmo, le farfalle nello stomaco, le chat con i suoi cuori lampeggianti, il tendere verso, gli appuntamenti ed il bagno emozionale ed ormonale che ne deriva.
Gli innamorati dell’amore rimangono eterni adolescenti sentimentali, senza impegnarsi a fondo per far sì che il sentimento provato si stabilizzi, cresca e si trasformi in amore longevo.
C’è chi passa da un amore all’altro, o meglio da un flirt all’altro, per paura di amare davvero.
Per paura di investire, di concimare, di trasformarsi grazie a quell’amore.
Insomma, di fermarsi.
Passano gli anni e gli amori, e rimane quello che temevano di più all’inizio del loro cammino: la solitudine.

C’è chi porta avanti matrimoni o legami ormai disabitati e logori, perché credono che stare da soli sia difficile ed inaccettabile.
Sono i partners che hanno smesso di amare da tempo, che non sanno cosa sia il rispetto, il patto di fedeltà e di esclusività, il coraggio.
Sono coniugi che navigano a vista, senza rotta e senza meta.
Sono coloro che non si baciano più, che si abbracciano poco e si stimano ancora meno.
Sono coloro che non coniugano più i verbi al futuro, che non hanno un sogno nel cassetto, e che non abitano più il mondo onirico dell’altro.
Sono coloro che hanno smesso di dormire insieme per i più svariati, ed abusati, alibi.
Per i quali la pausa estiva é più una minaccia che un ritrovarsi.
Sono i perennemente connessi, i depressi mascherati, la folta schiera degli “infelicemente sposati”, o dei “separati in casa

C’è chi, per motivi misteriosi o voragini d’infanzia, decide di occupare il secondo posto nella vita di qualcun altro, sgomitando nel tentativo di arrivare al primo, ma quel viaggio è difficile, arduo, infarcito di desiderio e di emozioni, di dolore e di abbandono.
Questi sono gli amanti.

C’è chi vive un amore già finito, un legame che si nutre di altro rispetto al sentimento nobile dell’amore nel tentativo – maldestro – di mantenersi in vita.
Amori che per andare avanti nel tempo si cibano, anzi si avvelenano, di lavoro, di distrazioni e di chat.
Sopravvivono così, alla meno peggio, ad un quotidiano che impolvera ed uccide anche il partner più coraggioso e resistente.
Sono coloro che rimangono intrappolati in un’atmosfera di affettività rarefatta, di desiderio sessuale estinto, e di sopportazione esigua, residua ed intermittente.

C’è chi sceglie un partner per avere una stampella, uno psicologo a costo zero, una badante, oppure una pensione integrativa.
Sono i deboli, gli insicuri, gli immaturi, i paurosi.
Coloro che si accontentano e che non osano volare alto.
I candidati al compromesso dell’esistenza.

Solitudine per scelta

C’è anche chi sa stare da solo, chi vive senza stampelle o compromessi, e brilla ugualmente di luce propria.
C’è chi si lascia travolgere, e stravolgere, con coraggio dalla vita, nel migliore dei modi possibili.
Intensamente, senza risparmi energetici.
Uomini o donne, con un mondo interno ricco e variegato, che hanno imparato a stare bene con la loro solitudine, senza se e senza ma.
Quella solitudine che aiuta ad incontrare davvero se stessi e, paradossalmente, anche l’altro nel bosco della propria solitudine.
Questo è il preludio del vero Amore.
Un amore senza simbiosi, senza gelosia e follia, senza bisogno e dipendenza, per scelta e non per necessità.

By | 2017-12-04T17:49:05+00:00 4 dicembre, 2017|Categories: Psicologia|Tags: , |

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