Sextortion: viaggio nell’inferno del passaparola

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Il sextortion è un’estorsione sessuale, agita per amore, per vendetta o per denaro. La vittima verrà filmata durante l’intimità e i video verranno postati online.

Di sexting consenziente e per amore, o rubato per raggiro o frode, oggi, si muore!

  • Cos’è il sextortion?
  • Esiste davvero un’estorsione sessuale?
  • Il sextortion può mai essere correlato con l’amore e con la pregressa intimità?
  • E ancora, è mai possibile fare sextortion con chi si è amato davvero?

Con il termine  sextortion si intende un’estorsione di tipo sessuale.
Alcune ragazze, dopo avere accettato di filmare la loro intimità – tra il gioco d’amore e il desiderio di eternità, tra il gioco erotico e il desiderio di abitare per sempre il cellulare dei loro amati – hanno subito poi una vendetta dei loro ex amori che, senza sensi di colpa e con estrema ferocia, hanno messo tutto in rete.
Senza pietà, e senza un minimo di valutazione dei rischi.
Si pensava fosse amore, e invece era una estorsione.

Note cliniche

Due tipi di extortion: per amore e per passione, e per soldi.
L’ingenuità, il gioco erotico e la fiducia cieca, aprono il varco verso i guai.
Di extortion ve ne sono di due tipi.

1 – Il primo tipo è un’estorsione sessuale organizzata e agita per vendetta e per presunto “amore”
Si tratta, spesso, di vendetta mossa dalla gelosia, dalla consapevolezza di aver perso l’oggetto d’amore, o semplicemente messa in scena per pura cattiveria.
Un pregresso gioco erotico, un sexting tra presunti amanti  o – ex-amanti –  non andato a buon fine.
La cronaca nera insegna che di ingenuità e di amore, si muore.
L’onta della vergogna prende il sopravvento, la gogna mediatica e la virulenza dell’etere non si riesce ad arrestarli in alcun modo – si diffondono a macchia d’olio – così la morte diventa l’unica, paradossale, soluzione.

2 – Il secondo tipo viene agito da associazioni di criminali, trattasi di un’estorsione vera e propria, che colpisce soprattutto gli adulti frequentatori dell’etere e delle chat erotiche.
Il modus operandi è sempre lo stesso: il presunto amante, si traveste da partner innamorato, desiderante e conduce per mano la sua vittima verso l’incriminato gioco erotico.
I filmati verranno registrati e adeguatamente custoditi.
Quando la collezione hot sarà ben nutrita, il ricattatore organizzerà il suo extortion.
Il  pregresso amore verrà minacciato di far circolare  i filmati erotici tra amici o familiari, o peggio ancora in rete, a meno che non venga pagato il riscatto.
La “versione sessuata” delle famigerate foto di Fabrizio Corona.

“Il ricordo del piacere non è più piacere. Il ricordo del dolore è ancora dolore”.
George Byron

Riflessioni personali sul sextortion

Ricordi e sospiri, giochi erotici e intimità, e poi, lacrime e rimorsi.
Qualche foto o video amatoriale, inviato o concesso all’amato, mossi dalla transitoria spinta dell’eros e della fiducia, verrà salvato nel cellulare e poi disperso nell’etere, per sempre.
Purtroppo, quando il guaio è stato già commesso, e l’intimità è stata già filmata, non c’è nessuna modalità per tornare indietro.
Le ragazzine filmate per amore e postate online per vendetta hanno poi deciso che, per sopravvivere alla gogna mediatica, l’unica modalità di fuga sarebbe stata il suicidio.

Emozione e ragione, un connubio imperfetto

Si erano innamorate, si erano fidate e affidate, sull’onda emozionale del trasposto e del desiderio.
I loro partners sembravano unici, diversi, sinceri.
Protettivi e anche gelosi.
L’intimità era stata ripresa, per gioco, per amplificare il desiderio, e per regalare l’immortalità ad un momento che sembrava magico, alchemico, unico.
Un video erotico che scalda l’anima e i sensi, da rivedere a distanza di giorni per riassaporare quei momenti.
Unici, intensi, privati.
Anzi, privatissimi.

In quegli istanti ad alta gradazione erotica, nessuna di queste ragazze ha mai pensato  al “dopo”, nemmeno per un istante.
Il dopo non esiste perché è un amorevole prolungamento dell’adesso.
Quando amavano, lo facevano per intero: cuore, corpo e cervello.
Senza riserve, esattamente come dovrebbe essere in amore.
La diffidenza, la razionalità e la lungimiranza non facevano parte di quelle stanze da letto, così  amore e ingenuità diventeranno dei veri compagni di viaggio, e di guai.
Le emozioni e il desiderio di trasgressione, obnubileranno la coscienza e la capacità di essere razionali, compromettendo ogni azione.

Ed invece?
Basta un attimo e tutto cambia.
L’amore si trasforma in odio.
La gelosia in vendetta, pensata, assaporata e agita.
La delusione in rabbia.
E l’intimità in dimensione pubblica, virtuale e virale.

La sete di vendetta

Quando finisce un amore spesso, il buon senso e il rispetto lasceranno il posto all’astio, alla rabbia e alla mancanza di protezione per quello che, un tempo, era davvero importante e unico.
Il partner può diventare un estraneo in un istante, un nemico, un potenziale killer da cui doversi guardare le spalle.
La rabbia prende il posto delle carezze.
La ferocia della dolcezza.
Gli “agiti” – in psicoanalisti chiamati  acting out – si sostituiranno alla capacità di pensare e di mentalizzzare: di trovare uno spazio mentale alla rabbia e alle emozioni negative ed ambivalenti.

Voyeurismo o esibizionismo?  Guardare ed essere guardati

All’interno di una coppia, niente è perverso se è consenziente, ma non tutto è immune da rischi.
Il sextortion è frutto di un incastro perfetto, ad alta gradazione erotica, di voyeurismo e di esibizionismo.
Il voyeurismo è caratterizzato dalla visione  di corpi nudi o di scene di sesso;  il voyer trae eccitazione esclusivamente dalla visione che sfocia poi, in autoerotismo.
A volte il voyer può avere partners consenzienti, altre volte no.
L’altra metà del cielo, soprattutto oggi ai tempi dei social, è l’esibizionismo.
L’esibizionismo è caratterizzato dal mettere in mostra se stessi, soprattutto in situazioni di intimità, con lo scopo di creare accettazione in chi guarda.
(Nel sexting e nell’amore, guardare ed essere guardati, soprattutto per amori pendolari o distanti, diventa un vero afrodisiaco per mantenere la coppia unita e desiderante).

Cosa fare in casi di estorsione sessuale?  E se trattasi di minorenni?

Quando l’intimità viene violata e profanata il coraggio lascia il posto alla vergogna, e la paura di denunciare e di “denunciarsi” paralizza la vittima predestinata, impedendole ogni possibile azione.
La paura del giudizio morale prende il sopravvento.
Paura per la propria reputazione.
Paura per la reputazione dei propri cari.
Paura della paura.

La dimensione ludica della sessualità – video amatoriali inclusi – dovrebbe essere un diversivo o un ingrediente audace esclusivamente per coppie rodate e fidate.
Non è possibile, soprattutto al giorno d’oggi – dove tutto passa dall’etere – fidarsi a cuor leggero.
I minorenni dovrebbero avere il coraggio di denunciare.
Di comunicare immediatamente ai genitori l’accaduto, e di rivolgersi alla polizia postale.
Così come nei casi di Stalking, di abuso o di cyber bullismo, prima si interviene e meglio è.
I genitori hanno l’onere e l’obbligo di educare, di formare e informare i loro figli, prima che si mettano nei guai.

Non si può consegnare loro un cellulare, le chiavi di casa o la macchinetta, aspettare che si innamorino e si mettano nei guai.
Bisogna informarli sullo strettissimo legame che c’è  tra vita online e vita off line, sull’eternità da etere, e sui rischi estremi che questa società, colpita da narcisismo collettivo, porta con sé.
Vanno educati, resi responsabili delle loro azioni, o non azioni.
Anche se nativi digitali, non sanno nulla del lato oscuro del web, e soprattutto pensano che il pudore  debba essere il grande assente nelle loro relazioni.

  • Il silenzio uccide, e l’etere anche.
  • Uccide la dignità, l’amor proprio e la propria reputazione.
  • Ricordiamoci sempre che l’etere regala l’eternità.
By |2018-12-18T14:11:54+00:0024 Ottobre, 2016|Categories: Psicologia|Tags: , |

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