Truffe sentimentali. Pensavi fosse amore, ed invece era un calesse

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  • truffe sentimentali

Succede.
Pensavi fosse amore, ed invece era un calesse.
Succede.
L’innamoramento gioca brutti scherzi, e la prova  del tempo che passa è davvero il banco degli imputati degli amori longevi.

C’era una volta

C’era una volta l’uomo che avevi scelto tra mille.
L’unico. Il solo.
Era diverso, sapeva ascoltarti – ascoltava talmente bene, senza un tono giudicante, che ti veniva voglia di parlare – consolarti, supportarti.
Vedevi solo lui, e vivevi solo per lui.
E lui, non aveva occhi che per te.
I suoi consigli erano preziosi, disinteressati, alchemici.
In quest’alchimia di un incontro crescevi, ti nutrivi, stavi bene.
Si, l’amore quando funziona, è una medicina per l’anima.
Un tocca sana per la psiche e per il corpo.
Gli occhi diventano, misteriosamente ed improvvisamente, più liquorosi, più grandi, lucidi come se fossero di fuoco.
La pelle radiosa.
Ed un sorriso ebete, tra l’estatico e lo psicotico – di chi vive scollato dalla realtà – ti decora il viso.
La fascinazione da innamoramento prosegue, ti rende invincibile, onnipotente.
L’ago della bilancia propende per la dimensione del bisogno – bisogno di lui sempre, ovunque,  a tutte le ore del giorno e della notte – più che del piacere.
Ti senti affamata, bulimia di un sentire che pensavi non potesse esistere.
L’idealità vince sulla realtà.
Lui, diventa il tuo principe azzurro, di un azzurro quasi abbagliante.
Si chiama innamoramento, e porta con se una serie di rischi da mancanza di aderenza alla realtà.

Passa il tempo

Non voglio fare la Cassandra, e nemmeno tutte le coppie andranno a finire nel calderone della non comprensione e del non ascolto, ma, spesso, la prova del tempo che passa, è tra le prove più complesse che ci siano da dover superare.
Dall’innamoramento si passa all’Amore, forse.
L’esame di realtà inizia a funzionare, prima è intermittente come un semaforo, poi stabilmente presente come un faro nella notte.
Il passaggio da questa prima fase – estatica, appunto, l’innamoramento – alla seconda, l’amore, è spesso irta di ostacoli e di criticità.
Ostacoli e criticità coppia e struttura di personalità-correlati.

Vediamo qualche esempio

Ci sono le coppie sane.

Le coppie sane, sono coppie che, dopo i vari percorsi della vita, dopo le batoste, le morti e le più svariate resurrezioni – insomma, i partners risolti, coloro che sanno stare da soli, e che sanno badare a loro stessi – si incontrano e, più o meno inconsciamente o razionalmente, si mettono in cammino.
Queste sono coppie che, se hanno già fatto pace con i misteri e con i mostri della loro infanzia, se avranno già imparato a conoscersi, a non mentirsi, a non cercare supplenze affettive, saranno in grado di fare coppia, e di rimanerci a lungo, con gli ovvi e naturali alti e bassi del cammino.

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.
Seneca

Il modello di un padre quanto ti modella?

Ci sono poi, le coppie asimmetriche

Due anime che si riconoscono, si scelgono e si fondono – con il rischio di smarrire i loro confini psichici – non sono di certo due anime a caso, ne trattasi di semplice, ed a termine, attrazione fisica.
Questi amori partono da lontano ed i protagonisti  si scelgono in funzione di meccanismi profondi ed inconsci, di “entrambi”.
Trattasi di coppie collusive ed asimmetriche, bisognose e bulimiche.
Sono le coppie più pericolose, e le più affascinanti al tempo stesso.
Sono coppie che ricalcano antichi copioni.
Coppie che ricordano un Edipo non risolto, davvero molto frequente in clinica.
Sono coppie che diventano un “luogo riparativo“, di nutrimento e di protezione.
Coppie dove la profondità e l’intensità delle emozioni parte dalle origini.
Sembrava amore, ed invece poteva benissimo trattarsi di un calesse.

Qualche riflessione clinica

Le coppie asimmetriche, malsane, o tossiche, sono coppie candidate all’estasi da simbiosi/fusione transitoria, ed all’inferno postumo da mancanza di confini psichici e da mancanza di equilibrio psichico di entrambi i protagonisti di quel legame.
È un gioco seduttivo, ma destabilizzante.
Affascinante, ma carico di insidie.
La sessualità è intensa, esplosiva – anzi “espansiva”, perché espande i livelli di coscienza verso lidi inesplorabili in altro modo – consolatoria e lenitiva di antiche ferite.
Sono partners – dominante e dominato – che, grazie ad un radar inconscio, si sono trovati tra mille anime, si sono scelti, e si sono incastrati, come quando si termina un puzzle con il pezzo mancante.
L’uno esiste perché esiste l’altro, e l’altro non esisterebbe se non ci fosse l’uno.
Evocano la romantica, quanto insana, mezza mela di Platonica memoria.

  • Un partner è controllante, ed uno controllato.
  • Uno dominante, ed uno dominato.
  • Il possesso viene spacciato per sentimento.
  • L’avidità per passione.
  • La protezione per cura.

Elementi che, in realtà, rendono il partner dominato ancora più fragile e bisognoso, sempre più richiedente, ed ancora più affamato.
Ed il partner dominate sempre più potente, onnipotente, e narcisisticamente egocentrico.
Uno potente e prepotente, e l’altro in balia della sublime, quanto pericolosa, droga affettiva che è l’amore.
I protagonisti di questi amori tossici credono  che l’amore possa avere poteri curativi.
Salvifici.
Riparatori.
L’equilibrio è però, decisamente precario.
Instabile.

Il desiderio si trasforma in bisogno e l’amore, da premio, si rivela punizione.

Quanto l’arte del compromesso diventa compromettente? Qual è il momento giusto per il partner ideale?

Un amore non è una stampella, non cura, non educa, non è la pillola per l’autostima.
Il partner giusto, non è colui che ti educa, che ti cambia, che ti plagia a sua immagine somiglianza per poi non piacergli più, quando diventi – faticosamente – diversa da te stessa.
Colui che gioca a fare il demiurgo, onnipotente e narciso.
Il partner giusto, candidato alla prova del tempo che passa, è colui che incontrerai quando saprai stare bene con te stessa.
Quando le ferite d’infanzia non sanguineranno più.
Quando la solitudine non farà più rumore, ma diventerà un luogo di ritrovo per le tue energie.
Quando un buon libro sarà un compagno di viaggio, e quando la bulimia del sentire, si sostituirà con un sano e ludico equilibrio del vivere.
Soltanto allora, non ci saranno più principi, falsamente azzurri, mostri e streghe, lupi mannari e vampiri.
Soltanto allora l’incontro sarà abitato da circolarità, dal rispetto, dall’equilibrio, ed i nostri difetti saranno per l’altro, uno strumento seduttivo, ed non un compito in classe da risolvere con il massimo dei voti.

“Le storie o le persone sbagliate terminano di raggiungerci quando smettiamo noi di essere sbagliati” scriveva la bravissima Chiara Gamberale.

Ed infatti, è proprio così, solitamente accattiamo soltanto l’amore che crediamo di meritare.
Gli amori malati e tossici, sono delle forme di debolezza travestita da passionalità, da fusione e da simbiosi.
Hanno spesso un ruolo trasformativo, di crescita, rappresentano un cammino; ma non saranno mai candidati alla longevità.

By | 2017-02-15T19:20:31+00:00 24 gennaio, 2017|Categories: Psicologia|Tags: , , , |

2 Commenti

  1. Elena 23 marzo 2017 al 16:07 - Rispondi

    Cara Dottoressa,
    la frase sopracitata “Le storie o le persone sbagliate terminano di raggiungerci quando smettiamo noi di essere sbagliati” che significa davvero?
    Finche una persona ha storie sbagliate è sbagliata lei stessa?
    In cosa? cosa significa essere sbagliati?
    Si è sbagliati perchè ci si innamora della persona sbagliata? ma l’amore non lo si sceglie, come si fa a direzionare la propria vita su strade giuste, se per caso ne esistono?
    Grazie

    Elena

    • Valeria Randone 23 marzo 2017 al 20:58 - Rispondi

      Gentile Elena,
      grazie per le sue domande perché mi offrono l’opportunità di scrivere ancora su un tema a me molto caro: la scelta del partner.
      L’amore si sceglie, eccome.
      Lo scegliamo con un radar inconscio, e lo troviamo tra mille.
      Spesso sono scelte collusive, che partono da lontano, che compensano figure genitoriali assenti o algide, o altre lacune dell’infanzia.
      Se non stiamo bene con noi stesse e non siamo risolte, continueremo a cercare ed a trovare – come un copione disfunzionale che si ripete – partner malsani, irrisolti, tossici, letali.
      La strada giusta è la strada che porta a noi stessi.
      Un caro saluto.

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