Amori criminali. Né con te, né senza di te, la violenza assistita

//Amori criminali. Né con te, né senza di te, la violenza assistita
  • Violenza Assistita

Vedere la violenza è come subirla.
Si parla infatti, di violenza assistita.
L’amore, o presunto tale, continua indisturbato a mietere vittime.
Donne sfregiate dall’acido, altre avvelenate con il detersivo durante la gravidanza, maltrattate ed uccise brutalmente.
Vittime della fiducia.
Vittime dell’amore totalizzante. Vittime del coniuge.
E, soprattutto, vittime dell’ultimo appuntamento.

A letto col nemico, e lo chiamano amore

La manipolazione della mente altrui e la violenza, questo non è amore.
Amori violenti, amori sbagliati e bisognosi, amori tossici.
Amori che tolgono più che dare, finanche la vita.
La violenza non è soltanto fisica o psichica, si concretizza anche con la negazione del sentire e del dolore dell’altro, tanto da estirpargli dall’anima la voglia di vivere, ed istillargli l’arrendevolezza, il bisogno, il credere nell’ultima possibilità.
Ultimo appuntamento: nuovi e più funzionali equilibri o presagio di morte?

“La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice”
Alda Merini

Gli amori malsani, o amori criminali, sono tali proprio perché entrambi i protagonisti di quell’Amore non stanno bene con loro stessi e, di conseguenza, con l’altro coniuge.
I protagonisti di questi amori criminali, sono sempre un partner dominante ed uno sottomesso.
L’uno esiste perché esiste l’altro.
Dinamiche di potere e di amorevole sottomissione, la paura di perdere l’amato e l’angoscia abbandonica che attanaglia ogni possibilità di cambiare traiettoria, rappresentano il denominatore comune che regolamenta le emozioni e le azioni dello Stalker, della sua perseverazione ideica e del futuro, inevitabile, femminicidio.
Se un amore inizia male e prosegue peggio, non ha senso proseguire con la speranza – vana -, e regalare l’ultima possibilità, l’ultimo appuntamento, a colui che indosserà per l’occasione l’abito dell’assassino.

I figli del femminicidio

Gli attori protagonisti di questi amori malsani, non sono soltanto i coniugi, ma, purtroppo, anche i loro bambini.
I figli del femminicidio sono vittime ed orfani allo stesso tempo.
Sono bambini che verranno strappati con violenza dall’abbraccio rassicurante dell’infanzia, per transitare repentinamente, senza se e senza ma, in una drammatica dimensione adulta.
Sono bambini che perderanno la madre perché uccisa, e per di più dal padre, e non avranno riferimenti affettivi genitoriali, dilaniati tra assistenti sociali, nonni devastati dal dolore, e tribunali.
Ed inoltre, sono bambini che assisteranno inermi a maltrattamenti, insulti, botte e sevizie dell’anima e del corpo.

Assistere, anzi costringere un bambino ad assistere alla violenza, é un reato.

Adesso è chiaramente e definitivamente un reato.
Sulla scia della convenzione di Istanbul del 2011, finalmente una nuova sentenza del 2015, tenuta, finalmente, in debita considerazione a causa degli ingravescenti ed efferati delitti.

Il coraggio ti salva la vita. La trappola dei ruoli

Una mamma coraggiosa, audace e risolta sul piano psichico, non solo salverà la sua di vita, ma salverà quella del suo bambino.
Un bambino cresce respirando ed interiorizzando quello che vede fare in famiglia.
La famiglia regala, nel bene e nel male, un imprinting sensoriale e comportamentale al bambino che diventerà prima adolescente e poi adulto, e che tenderà a ripetere immodificato nel tempo.

Quanto un modello ti modella?

Il comportamento, visibile o invisibile, dei genitori sarà una sorta di bussola, di guida, di modello da seguire per orientarsi nella vita.
Se i bambini vedranno la violenza, impareranno la violenza.
Se vedranno la mamma che subisce in silenzio, impareranno la sottomissione e gli abusi.
Se vedranno le botte al posto delle carezze, crederanno che quello sarà l’unico amore a cui potranno aspirare.
I ruoli familiari quindi, hanno un ruolo centrale, ed anche indelebile.
Modellano psiche e comportamento, e scelte future.
Saranno una vera trappola, ed una vera tragedia: veder fare per poi fare a loro volta.

By | 2017-09-18T10:38:45+00:00 18 settembre, 2017|Categories: Psicologia|Tags: , |

Scrivi un commento

error: Content is protected !!