La masturbazione femminile è ancora un tabù. Le donne lo fanno e non lo dicono

//La masturbazione femminile è ancora un tabù. Le donne lo fanno e non lo dicono
  • Masturbazione femminile

La masturbazione femminile ha, da sempre, suscitato tante ansie e tanti dubbi.
Chi considera la masturbazione appannaggio del genere maschile.
Chi pensa che la masturbazione femminile sia un vero surrogato per compensare una vita sessuale scadente.
Chi pensa che la masturbazione femminile sia invece un chiaro segnale di perversione o di ingordigia sessuale.
La masturbazione femminile invece, è esattamente come quella maschile.

Qualche riflessione sulla masturbazione femminile

L’autoerotismo, storicamente, correlava con la caduta dei capelli, con le punizioni divine, con la cecità e con tutta una serie di mal celate minacce genitoriali, al fine di tenere i giovani e non, lontani dal piacere.
La masturbazione femminile  viene ancor di più mistificata e celata, le donne lo fanno ma non lo dicono.
La masturbazione femminile, quindi, coniugata con il “sesso silente”, scandalizza, sconvolge e inquieta gli animi dei puritani e degli uomini.
Le donne hanno avuto accesso in notevole ritardo alla “sessualità scevra dal concepimento” (la pillola anticoncezionale ha da poco compiuto 50 anni), ma ancor di più al piacere fine a se stesso.

Nel nostro paese l’educazione affettiva e sessuale non è un percorso formativo obbligatorio, così, i nostri ragazzi crescono nella terra del non detto, della censura e della sperimentazione in auto gestione, tra disfunzioni sessuali e sensi di colpa.
La masturbazione femminile, importante e utile tanto quanto quella maschile, è quel percorso di conoscenza psico-corporea integrato alla conoscenza dell’immaginario erotico che la donna intraprende sin da ragazzina che l’accompagna poi alla dimensione del piacere adulto.
Le pazienti vaginismiche, per esempio, durante la loro crescita sessuale ed emozionale, hanno saltato del tutto la fase dell’autoerotismo.
Sono donne che non si conoscono sessualmente, non hanno mai toccato i loro genitali, dei quali sconoscono l’anatomia e il funzionamento, per i quali provano disgusto e marcato imbarazzo.
L’educazione – o la non educazione – ricevuta gioca un ruolo fondamentale sulla loro sessualità, e sull’errata convinzione della non importanza della masturbazione.
Molte donne, non soltanto le donne vaginismiche, considerano la masturbazione inutile, superflua, sostitutiva del fare l’amore, marcatamente triste.
Alcuni genitori vietano del tutto ai propri figli di toccarsi i genitali, rimproverandoli aspramente e dando vita ad un blocco.
Il piacere diventa un problema, la masturbazione si trasforma in un dramma e in atroci sensi di colpa postumi.

Masturbarsi fa male? Il ruolo dei genitori

No, praticare autoerotismo fa bene.
La masturbazione insegna alla donna la strada verso il piacere, insegna al suo partner come poter fare, e si crea una sorta di apprendimento al piacere.
C’è una strettissima correlazione tra masturbazione e qualità della vita sessuale di chi la pratica.
Molti studi di psico-sessuologia dimostrano che le donne che si dedicano alla masturbazione hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente, perché sono donne che si conoscono, che non hanno paura di provare piacere e di sperimentare.
Da sole o con il loro partner.

Come comportarsi di fronte all’esplorazione dei genitali in età pediatrica?

La masturbazione è un fatto privato e tale deve rimanere.
Quando, però, un genitore si accorge che la bambina – ancora di più del bambino – pratica la masturbazione, si arrabbia, si spaventa, mette in atto tutte le strategie affinché smetta, con il rischio di creare traumi.
Il primo suggerimento che sento di dare ai miei lettori, è quello di intervenire soltanto se la bambina viene sorpresa a farlo in pubblico, davanti ai compagni, o ai familiari.
Le parole da adoperare devono essere chiare, dolci, comprensive, empatiche, mai offensive, colpevolizzanti o punitive.
Il tono di voce rassicurante e contenitivo, spiegando che non si tratta di una malattia, o di qualcosa di sporco o di sbagliato.
Diventa indispensabile spiegare alla bambina che è del tutto normale che provi piacere nell’accarezzarsi, ma che sarebbe il caso di farlo quando è da sola.
Una cosa da non fare mai è colpevolizzare il desiderio perché il divieto introiettato e la vergogna provata potrebbero compromettere il normale funzionamento sessuale dell’adulto.
Evitare così che la masturbazione venga poi associata a colpa, vergogna, schifo o a malessere psico-fisico.
Sarebbe utile integrare questi suggerimenti con elementi di educazione emozionale e sessuale, percorso che sana la discrepanza tra falsi miti e realtà in ambito sessuale, fornendo elementi di estrema chiarezza sui genitali, sulla loro funzione e sulle possibili sensazioni correlate.

Autoerotismo femminile, è ancora un tabù?

Masturbazione femminile: le donne lo fanno ma non lo dicono

Quando si parla di autoerotismo, vi è una marcata scissione tra immaginario maschile e femminile.
Il maschio, crescendo, palesa la necessità di praticare l’autoerotismo, in quanto tappa fondamentale della crescita psico-sessuale; lo pratica stabilmente quasi a conferma della propria salute sessuale, sano, ludico e, talvolta, di gruppo.
Spesso infatti, lo condivide simpaticamente all’interno del gruppo dei pari, vantando il numero di volte possibili e fattibili, come se fosse un vero trionfo, un successo, un’affermazione di sé.
Per l’universo femminile, l’accesso al mondo del piacere avviene quasi sempre “per e con l’altro”; praticare l’autoerotismo, viene fatto con estrema segretezza e con  la netta convinzione, frutto di antichi retaggi culturali, che incarna un surrogato e un sostituto di un “piacere condiviso”.

Nell’immaginario collettivo, la presenza dell’autoerotismo correla con una scadente vita di coppia?

Per la mentalità femminile, il provare piacere e basta non è sufficiente.
Spesso la masturbazione femminile non solo non è contemplata come indispensabile alle varie fasi di crescita, ma viene messa al rogo dalle fantasie e vissuta come “sostituto” di un legame d’amore o comunque emozionale e sessuale.
Secondo la cultura dominante, la donna non può accedere al piacere da sola, nonostante la rivoluzione sessuale del sessant’otto, ma deve essere “altro” da sé a effettuare l’iniziazione al piacere dei sensi.
Nell’immaginario collettivo, la masturbazione, ancor di più la masturbazione femminile, viene associata all’età dell’adolescenza o a una condizione di solitudine, raramente viene considerata lecita e con possibilità di coesistenza, all’interno di una relazione di coppia stabile.

Il significato della masturbazione

L’autoerotismo è un momento di incontro con se stessi, con la propria corporeità e sensorialità e, soprattutto, con il proprio “immaginario”. È spesso abitato da fantasie erotiche che, nell’incontro con l’altro, vengono censurate.
Per noi sessuologi clinici, è un valido strumento diagnostico e terapeutico, spesso, infatti, in sede di terapia sessuologia viene prescritto, per valutare le cause di un possibile calo del desiderio sessuale e per poter ritrovare l’accesso al piacere, magari smarrito o mai raggiunto all’interno della coppia.

Donne e orgasmo

Molte donne riescono a raggiungere l’orgasmo solo mediante la masturbazione e, in seguito, con l’ausilio di una terapia sessuologia adeguata, riescono a traslare quest’esperienza solitaria al piacere condiviso.
Il piacere solitario, però, viene spesso vissuto dal partner, come un sostituto del piacere condiviso e viene letto come un chiaro attacco alla sfera dell’autostima e del narcisismo, interpretando tale gesto come un “sostituto consolatorio” di una vita sessuale non appagante.
Il partner spesso sviluppa un delirio di gelosia:

  • Gelosia dell’immaginario della partner.
  • Gelosia delle sue fantasie erotiche, a cui lui spesso non ha accesso.
  • Gelosia della masturbazione femminile, se non rivalità.

Masturbazione femminile: da minaccia ad ausilio

Si può però trasformare l’autoerotismo da minaccia al rapporto di coppia a un “elemento di condivisione”, promuovendolo a supporto per una sessualità sopita e a elemento di complicità ed empatia orizzontale.
L’autoerotismo femminile è di fondamentale importanza perché serve alla conoscenza della fisicità della donna e al percorso – spesso impervio – che porta al piacere.
L’unica strada verso il superamento dei pregiudizi e dei condizionamenti morali è l’educazione emozionale e sessuale.
Processo formativo ed educativo che dovrebbe avvenire in maniera precoce  in famiglia e a scuola, al fine di formare gli adolescenti di oggi che saranno gli adulti di domani, per diventare – ci auguriamo -: sani, consapevoli e scevri da condizionamenti morali e sessuofobici.
L’educazione sessuale rappresenta la strada verso una ”alfabetizzazione sessuale”!

By |2018-10-13T16:25:46+00:005 settembre, 2016|Categories: Sessuologia|Tags: , , , |

2 Comments

  1. Anonimo 9 ottobre 2016 al 23:28 - Rispondi

    Non vedo perché mai le donne dovrebbero masturbarsi.

    In mancanza di meglio, possono facilmente trovare (a meno che non siano proprio inguardabili, ma sono casi rari) un uomo non orripilante con cui fare del sesso senza complicazioni sentimentali.

    Anzi, la maggior parte degli uomini non desidera di meglio.

    Oggigiorno non mancano le occasioni d’incontro, anche su Internet, e non esiste più il tabù per il quale le donne non potevano vivere avventure occasionali.

    Possono fare eccezione le donne che hanno difficoltà ad avere l’orgasmo nel rapporto a due (o hanno un compagno o marito sessualmente incapace e non vogliono tradirlo, ma in genere lo tradiscono ben presto), per le quali la masturbazione può essere una valvola di sfogo.

    • Valeria Randone 10 ottobre 2016 al 9:58 - Rispondi

      Gentile Utente,
      Come avrà letto nel mio scritto, l’autoerotismo – al maschile ed al femminile in egual misura – segue ben altri percorsi dal piacere condiviso.
      Non dipende da non trovare un partner con cui avere rapporti sessuali, ma è un momento di incontro privato, percorso parallelo alla vita di coppia.
      Cordialmente

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