Maturazione femminile, le nostre bambine diventano donne

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Maturazione Femminile, tutto quello che c’è da sapere.

La guardi e la vedi così diversa.
Confusa.
Sognante.
In transito verso.
Da mamma vorresti dirle tutto, come funziona il mondo, il suo corpo, quello dei ragazzini, tradurre il suo disagio in emozioni, ma lei è lì dentro una chat estraniata dal mondo, dietro la sua muraglia adolescenziale, perfettamente trincerata nel suo silenzio assordante.
Ecco a voi la famigerata crisi adolescenziale.

Maturazione femminile, un passaggio difficile

“L’adolescenza è quell’età in cui i ragazzi non sanno se continuare a picchiare le ragazze o cominciare a baciarle.”
Gene Wilder

La “crisi adolescenziale” si snoda in uno spazio temporale che corrisponde alla trasformazione psico-fisica della ragazza.
Appaiono gli sbalzi d’umore, la tensione per quanto si trovano ad esperire, le paure e la rabbia improvvisa, unitamente a tanta voglia di crescere.
La maturazione femminile ha iniziato il suo corso.
Noi genitori rappresentiamo lo scoglio su cui infrangersi ed allo steso tempo a cui aggrapparsi durante le mareggiate ormonali e relazionali.
Ed è davvero una grande fatica
Noi genitori – nessuno escluso – veniamo messi a dura prova, in quanto la nostra bambina ha un bisogno impetuoso di sciogliere i legami troppo stretti che caratterizzano la sua fase infantile.
I ragazzi, maschi o femmine che siano, hanno urgenza di “rompere il guscio” per venir fuori dalla famiglia-uovo.
Sembriamo sulle montagne russe: oggi dolcezza e fragilità, domani astio ed aggressività, il tutto alternando un bisogno di condivisone ad un ritiro importante dall’ambiente circostante.
Per noi genitori sarà una vera e propria circumnavigazione tra rabbia e riparazione.

La bambina diventa donna: il menarca

Le ragazzine attraversano un passaggio simbolico: il menarca, cioè il primo ciclo mestruale.
Evento “sparti acque” tra il prima – la bambina piccola ed obbediente – ed il dopo, la ragazzina – autonoma e proiettata verso la vita adulta, verso se stessa, verso l’altro sesso.

Il corpo cambia, cambia la psiche

Freud affermava che l’adolescenza, con i suoi tumulti, ha un grande ruolo:
aiutare l’adolescente a staccarsi dai genitori, al fine di costruire la propria identità e raggiungere una maturità fisica, emotiva e sessuale.
La maturazione adolescenziale è un passaggio veramente difficile, caratterizzato da provocazioni ed attacchi acuti, risatine sarcastiche, ribellioni e scontri e subito dopo battute d’arresto e destabilizzanti riprese.
Da un lato desidera diventare grande, a tutti i costi, dall’altro fa un passo avanti ed uno indietro come il gambero.
Cambia il corpo, cambia la loro anima.
Nelle ragazzine il corpo si affusola, i fianchi diventano più morbidi, le gambe ed i seni più pronunciati, nei ragazzi invece, si allargano le spalle, la voce diventa roca e testosteronica ed appaiono i caratteri sessuali secondari come i peli pubici.

Maturazione e masturbazione

La ragazzina diventa adulta, fa le prove generali, ed inizia ad esplorare il corpo, i suoi piaceri, ed i percorsi che portano al piacere.
Intorno ai dodici anni circa, compare la masturbazione con stimolazione clitoridea che, a seconda della ragazzina, della famiglia e dell’educazione ricevuta, potrà essere vissuta serenamente o caratterizzata da efferati sensi di colpa.
Ricordiamoci che la masturbazione non va demonizzata, perché rappresenta il palcoscenico dove fare le prove generali per il futuro passaggio dal piacere solitario al piacere condiviso.
La maturazione femminile passa anche attraverso questo.

L’età degli opposti e dei contrari

La tempesta ormonale è in atto e modifica umore e comportamento: un momento sono felici, subito dopo infelici e così via.
È la fase della vita del “tutto o niente”, dell’amore della vita e della solitudine assoluta, dell’esaltazione e dell’euforia e della depressione più cupa.
Il rapporto con il corpo diventa ambivalente e conflittuale: l’adolescente si vedrà brutto, con la pelle deturpata dall’acne, in sovrappeso e così via.
Lo specchio gli rimanderà un’immagine sgradevole e soprattutto non veritiera (appare spesso, la dismorfofobia).
Il corpo – sede di mille emozioni contrastanti – verrà amato ed odiato allo steso tempo, sarà corpo da esibire, o meglio postare, oppure da camuffare e censurare.

La maturazione femminile e la prima volta

La fatidica “prima volta”, cioè il primo rapporto sessuale, è spesso investita di svariati significati simbolici, ma sempre condita da un’infinità di paure, angosce e falsi miti correlati alla sessualità.
Ricordiamoci che il dr. Google docet, e provvederà a sanare ogni dubbio ed ogni curiosità in tema sessuale.
Il primo rapporto sessuale per le ragazze, viene detto deflorazione, e rappresenta il passaggio simbolico alla vita adulta, con possibile rottura dell’imene.
L’imene in realtà, può sgretolarsi durante il primo rapporto e rompersi del tutto durante i successivi rapporti sessuali, puó sanguinare o meno.
Il primo rapporto sessuale viene sempre associato al coito, tutto il resto non è intimità e non ha grande valore, quindi, o penetrazione o niente, la dimensione del piacere extra coito, è come se non avesse alcun valore nel cammino verso la maturazione sessuale.
C’è infatti, una gran fretta del diventare grandi, con il rischio di smarrire quell’indispensabile triangolo amoroso: psiche, soma e coppia.

Una cultura degli affetti: l’educazione affettiva e sessuale, compagna di crescita

Uno degli obiettivi dell’educazione emozionale e sessuale è quello di “de-genitalizzare la sessualità”, di renderla cioè, più ampia, più poliedrica e meno genitalica e riduttiva.
Sarebbe bello insegnare ai nostri ragazzi il linguaggio dell’amore e della prevenzione.
Fargli conoscere ed apprezzare una sessualità fatta di pelle e di sensi, di cuore e di emozioni; decisamente meno correlata alla sfera dei genitali, quindi di conseguenza meno ansiogena e disfunzionale.
De-genitalizzare la sessualità, non significa eliminare la genitalità dal rapporto sessuale, ma ampliare gli orizzonti sensoriali ed emozionali dei nostri ragazzi, e correlare la sessualità a tantissimo altro, oltre al coito.
Il rapporto sessuale penetrativo, soprattutto per i giovanissimi, dovrebbe rappresentare una delle tante variabili dell’intimità, non l’unica, non l’esclusiva.
L’educazione sessuale dovrebbe rassicurarli sul loro funzionamento emozionale e sessuale, circa la possibile comparsa dell’ansia da prestazione per i ragazzi (deficit erettivo), e la mancanza d’orgasmo nelle ragazze (anorgasmia coitale) facilitando così la conoscenza reciproca graduale.
Il tempo e la confidenza, saranno le compagne di viaggio per trovare strade di accesso al piacere, non esclusivamente genitaliche.

La loro maturazione, la nostra crisi di mezza età

Nella maggior parte dei casi – tranne per le mamme over quaranta – la crisi adolescenziale dei nostri figli corrisponde, dal punto di vista temporale, alla crisi di mezz’età età di noi genitori, e talvolta alla crisi di coppia.
In questo caso la situazione si complica maggiormente, ed i loro attacchi risuonano dentro di noi con modalità ancora più amplificate.
Le nostre figlie saranno riservate, spesso permalose ed eccessive, avranno i loro segreti e la loro vita online con le loro segrete connessioni e condivisioni, alle quali a noi non è concesso sbirciare.
Le mareggiate umorali saranno frequenti e rapide, così per tutti noi, si tratterà di una vera navigazione a vista, senza rotte e senza mete.

Cosa possiamo fare noi genitori?

  1. Sintonizzarci sulla fase di crescita che nostro figlio sta attraversando, l’alternativa potrebbe essere una sua fuga da noi ed una chiusura prematura del conflitto. Quindi silenzi e musi.
  2. Non evitare i conflitti – anche se sarebbe più facile dire loro sempre di si – questi rappresentano un luogo simbolico di scambio costruttivo e non demolitivo.
  3. Durante questa fase di tumulto dell’anima e del corpo, dovremmo stargli accanto, sempre, con discrezione.
  4. Sarebbe utile tenere sotto controllo quelli che sono stati i nostri conflitti adolescenziali non ancora risolti, evitando così, di trasferirli sui nostri figli. (se siamo stati timidi, incompresi ed emarginati, non é detto che anche loro lo saranno. Così, se siamo stai seduttivi, loro potranno anche essere rimidi ed impacciati).
  5. Evitare di pensare che la loro adolescenza sia diversa da quella nostra: cambiano le epoche, ma non la psiche.

L’adolescenza, con le sue maturazioni ed i suoi guai, non è una malattia o una patologia da curare, non è nemmeno una problematica sociale da etichettare, patologicizzare e da cui difendersi, è una “stagione della vita”.
L’adolescenza è un periodo turbolento si sa, ma se si riesce a vivere questa fase senza troppi drammi – loro e nostri – i risultati che si otterranno saranno importantissimi per il loro futuro, rappresenteranno le loro fondamenta psichiche e relazionali.
La loro crescita, e la nostra sopravvivenza, sarà senza dubbio una grande vittoria.

By | 2017-08-11T19:31:22+00:00 30 luglio, 2017|Categories: Sessuologia|Tags: , , |

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