Prima volta vendesi: prezzo da concordare

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  • Prima volta vendesi

C’era una volta la prima volta.
C’era una volta l’attesa, ed anche l’imbarazzo.
C’erano i divieti, i genitori, e le case al mare.
C’erano i parcheggi tra gli alberi, ed il tempo rubato e conquistato.
C’erano i sensi di colpa ed il credo religioso.
C’era il batticuore, le mani sudate, ed il respiro corto.
Oggi invece, c’è l’asta online per il migliore offerente.
Il web consente davvero di fare tutto, e ad ogni offerta, anche la più bizzarra, immorale o illegale, sembra esserci un compratore a portata di click.
Una ragazza tanto giovane, ma così tanto con le idee chiare, ha atteso la sua maggiore età per mettere all’asta la sua verginità per poter – dice lei – studiare nella più prestigiosa università del mondo: Cambridge.
Prima di lei, qualche altra ragazzina attendista e programmatrice aveva fatto la stessa cosa, sempre ovviamente, per una nobile causa.

Emozioni e prima volta

La “prima volta di una donna”, ha da sempre avuto vari significati simbolici, più o meno importanti e più o meno determinanti, ma, in ogni caso, ha sempre rappresentato il giro di boa verso la vita adulta.
Un tempo, le emozioni scaldavano il cuore ed i sensi, l’amore faceva perdere il controllo e dava quella forza propulsiva per rompere il guscio-famiglia e fare ciò che i genitori speravano accedesse il più tardi possibile.
La prima volta non veniva consumata ed agita per togliersi il pensiero, veniva attesa, procrastinata, a volte rubata alla ragione ed all’attendismo.
C’erano delle regole tacite, silenti, ereditare da generazione in generazione, e passate come una staffetta da madre in figlia:
“Quando era il momento giusto”.
“Quando c’era il partner giusto”.
“Quando era trascorso il giusto tempo – il tempo dell’attesa e dell’innamoramento – per far crescere il desiderio e per avere quella buona dose di fiducia, indispensabile per l’intimità”, e così via.

Sesso in età precoce. Consigli sulla prima volta

Il mercato della verginità. Emozioni e vendita online della prima volta

Oltre al mero guadagno – consideriamo però che la ragazzina si sta affacciando alla vita, e dovrebbe ancora credere nell’amore e nei valori della vita – mi sono chiesta quali potessero essere le reali motivazioni di questa scelta?

  • La paura dell’amore vero?
  • Del coinvolgimento?
  • E poi, inoltre, il corpo di una così tanto giovane venditrice, sarà in grado di seguire la scelta economica?
  • La tradirà?
  • Non l’aiuterà?
  • Ed inoltre, il “dopo”, con un “esordio a pagamento”, farà mai pace con il prima?

Non sono riuscita a darmi nessuna risposta!

Il punto di vista dell’acquirente

In un farraginoso gioco di ruoli, ho cercato di capire quali potessero essere invece le motivazioni che spingono un uomo – di potere e di successo, visto il costo di un così tanto simbolico dono – ad acquistare la verginità di una donna.
Immagino che acquistare la prima volta di una donna, ed anche a caro prezzo, non risponda al bisogno di amore e intimità, ma al bisogno di mettere la bandierina del possesso su quella donna, al bisogno quindi, di essere stato il primo.
Un misto tra dominio e possesso a termine.
Ed immagino anche che, la postilla “a termine”, per un uomo di tali requisiti sociali ed economici, sia un connubio perfetto tra rassicurazione ed amplificazione del desiderio.
Sesso e libertà, potere e denaro, a quanto pare, camminano a braccetto.

La prima volta oggi

Come ben sappiamo, proveniamo da una scarsa – direi assente – educazione ai sentimenti ed alla sessualità (analfabetizzazione emozionale e sessuale) , la maggior parte delle scuole e dei genitori non formano i giovani in tal senso ed inoltre non c’è nessuna legge che obbliga all’educazione sessuale.
Purtroppo.
La prima volta, oltre ad essersi svuotata di significato, è stata anche anticipata nel tempo.
Le ragazzine di oggi hanno il loro primo rapporto sessuale intorno ai quindici anni, quando non sempre il corpo psicologico cammina di pari passo con il corpo biologico.
Spesso senza precauzioni, e senza un’adeguata contraccezione, confondendo la pillola del giorno dopo per la pillola contraccettiva.
Il rito iniziatico alla vita adulta si è svuotato di significato e si è trasformato in una delle tante “tappe esperenziali” – e non emozionali – scomode, avulse dal loro reale significato simbolico di scambio e di crescita psico-sessuale.
La famigerata prima volta viene “agita” velocemente- spesso per emulazione, e per omologazione al gruppo reale o virtuale -, tappa da attraversare al volo per non sentirsi diversi.

Il ruolo dei genitori

Essere genitore non è semplice, e diventa ancora più complesso e faticoso quando ci addentriamo nel territorio della sessualità.
Parlare di sessualità, e per lo più ai nostri figli è faticoso ed imbarazzante.
I ragazzi sembrano sapere tutto, sono sfuggenti ed evitanti, ed il loro imbarazzo si intreccia con il nostro, facendo transitare un possibile dialogo nella terra del non detto.
Internet prende il posto delle parole per dirlo, scaldate dall’amore e dalla dolcezza di un genitore, e la pornografia dell’educazione sessuale.
L’unica cosa da poter fare, è parlare con loro.
Sempre, che a loro piaccia o meno.

By |2018-04-18T13:44:50+00:0026 febbraio, 2018|Categories: Sessuologia|Tags: , , |

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