Il sesso liquido: uomini con il rossetto. Obama autorizza la toilette di genere neutro

//Il sesso liquido: uomini con il rossetto. Obama autorizza la toilette di genere neutro
  • Sesso Liquido

I bagni della White House, nell’Eisenhower Office Building non saranno più caratterizzati come maschili o femminili.
Tutte le società che hanno contratti con il Governo dovranno garantire da oggi toilette di genere «neutro».
Un portavoce del presidente Obama ha divulgato chiaramente che a partire da questo momento storico i dipendenti e i visitatori potranno usufruire di bagni che corrispondano alla propria identità di genere.
Qualunque essa sia.

Qualche riflessione

Zygmunt Bauman, con la sua fortunata e ormai universale metafora della società liquida sembra aprire la strada all’attuazione di ogni possibile scenario, incluso quello del sesso liquido.
Una sessualità liquida che si estende alla sfera di coppia, anch’essa liquida.
Amori a termine; nessun punto di riferimento. Relazioni senza fondamenta.
Ogni possibile identità di genere. Uomini con il rossetto e, per finire, la teoria dei gender e toilette di genere neutro.
Tutto sembra possibile e tutto sembra attuabile.
Oggi si parla anche di “sesso liquido“.
L’aggettivo “liquido” viene applicato alla sessualità, o meglio, all’identità di genere.
Dalla datata  distinzione manichea maschio-femmina, siamo passati a un continuum spazio temporale dove tutto è possibile.
Il percorso verso l’identità di genere è regolamentato da tantissimi fattori come l’aspetto genetico, l’aspetto sociale, un altro ancora ormonale, emozionale, educativo e da tantissimo altro.
Fino a non tropo tempo addietro un uomo che desiderava diventare donna, per esempio, cercava conforto e una “chiarezza identitaria” nell’intervento di rassegnazione chirurgica del sesso biologico (Gino androide, androginoide).
Oggi no.
Oggi la transizione non è una scelta obbligata, molti transessuali rimangono cristallizzati in uno stadio della loro trasformazione senza bisogno di etichette e di documentazione che sancisca un’identità chiaramente maschile o femminile.
Tutto è liquido.
Conchita Wurst ha rappresentato l’Austria a Copenhagen all’Eurovision Song Contest del 2014 ed ha vinto con il brano “Rise like a Phoenix”.
In questo momento storico, Conchita – il “sex-symbol” più ricercato e pagato al mondo – è un uomo con la barba e il rossetto, che indossa  indistintamente abiti da donna e abiti da uomo.
La teoria dei gender inoltre spopola sul web.
Angelina Jolie educa i propri figli stando attentissima a non adoperare etichette che facciano sentire il piccolo appartenente al genere biologico; la sua ultima nata, infatti, si veste spesso da bambino con la giacca, la cravatta e i capelli corti e tirati indietro dal gel.
Mi chiedo, da mamma e da clinico, per quale motivazione.
Perché abbiamo questo bisogno imperioso di omologazione?
Cosa spaventa davvero nella differenziazione sessuale?
È così difficile avere un’identità sessuale, qualunque essa sia?
Perché un uomo deve mettere il rossetto e depilare le sopracciglia, e una donna deve vestirsi da uomo?
Perché in America – dove la riflessione sull’orientamento sessuale comincia alle elementari – si può scegliere nome e genere, e nel frattempo farsi chiamare con il pronome neutro oppure “genderqueen”, trasversale ai generi?

Cambia la storia, cambiano le leggi
La disforia di genere – disturbo per il quale si ha una persistente identificazione nel sesso opposto a quello di appartenenza biologica – è particolarmente presente in Italia, con tutta una serie di dati allarmanti.
Circa cinquantamila persone sembrano soffrirne: un uomo su diecimila vorrebbe essere donna, mentre una donna su trentamila vorrebbe essere uomo.
L’Italia – nonostante il vaticano – è stato il primo paese, unitamente alla Germania, ad avere una legge che autorizzava il cambio chirurgico di sesso biologico.
Era il 1982 e Casablanca era l’unica meta possibile per questi pazienti al fine di poter trovare serenità, qualità  di vita e soprattutto integrità ed unità tra sesso biologico e psichico.
Non esisteva un sostegno psicologico al paziente, un’assistenza sanitaria adeguata, c’erano invece costi eccessivi e nessun accompagnamento sociale ed educativo al paziente operato.
Nessun sostegno ai transgender, solo violenza e ghettizzazione.
Era anche il momento storico caratterizzato da brutali assassini ed efferate violenza contro i transessuali in Europa.
Oggi invece alcuni atenei italiani hanno dato via al doppio libretto, uno con identità maschile e l’altro con identità femminile, per studenti in attesa di rassegnazione del sesso.

Conclusioni
Credo fermamente che si possa essere autorevoli anche con la gonna, e beneficiare della seduttività tipicamente femminile, e avere accesso alle emozioni anche con la barba, non obbligatoriamente omologarsi al sesso liquido.
In un momento storico di grande fusione e soprattutto confusione tra le possibili identità sessuali, la crescita psico-sessuale diventa sempre più faticosa e il benessere veramente chimerico.
Noi clinici che ci occupiamo stabilmente di sessualità siamo impegnati in progetti di educazione emozionale e sessuale.
Lo scorso è quello di trovare una possibile strategia preventiva al fine di garantire una crescita armoniosa e meno traumatica possibile, nel rispetto delle differenze di genere.

By |2018-12-08T18:23:52+00:0018 maggio, 2015|Categories: Sessuologia|Tags: , , |

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