Sessualità, leggende metropolitane e falsi miti: tutti i si ed i no della sessualità

//Sessualità, leggende metropolitane e falsi miti: tutti i si ed i no della sessualità
  • Educazione Sessuale

Dubbi, ansie e paure.
Curiosità e leggende metropolitane.
Quando si trattano tematiche relative alla sessualità, tantissimi elementi muovono le fila di fantasie e di realtà cliniche.

Questo articolo nasce con l’obiettivo di offrire delle risposte alle  frequenti email che ricevo giornalmente, inerenti i quesiti più dolorosamente frequenti nelle camere da letto di giovani e meno giovani.

Italia e sessualità
L’Italia è l’unico paese della comunità europea in cui l’educazione emozionale e sessuale, non è obbligatoria; gli adolescenti, mossi dalle prime tempeste ormonali e dalle prime curiosità, si trovano smarriti e senza un adulto, che sia un genitore o un clinico, ad occuparsi di formazione sessuale, quindi subentra internet, che per facilità ed immediatezza di utilizzo, si sostituisce totalmente , ovviamente nel peggiore dei modi, ad un essere umano esperiente  ed amorevole.
Proverò ad elencare alcune domande e cercherò di fornire delle risposte semplici, ma scientificamente corrette e fruibili per tutti.

1- Le dimensioni dei genitali maschili, devono avere dei parametri ben precisi?

No. Spesso dietro l’ansia da dimensione, si celano altre ansie, come quella di non essere un buon amante, sufficientemente potente sessualmente, la paura del confronto  e così via, detta “dismorfofobia peniena”.
Solitamente, a meno che non ci siano patologie particolari, è di fondamentale importanza effettuare un distinguo tra funzionalità (desiderio, erezione ed orgasmo) e dimensioni.

2- Le dimensioni del pene, correlano con l’orgasmo della donna?

Assolutamente no.
La risposta orgasmica femminile, correla con infiniti altri elementi, come la sensorialità, l’utilizzo dell’immaginario erotico, un’adeguata stimolazione clitoridea, una buon empatia sessuale con il partner, una buona conoscenza sessuale e così via.
Qualche centimetro in più non garantisce il piacere femminile.

3- L’uomo può fingere l’orgasmo?

Si. Anche l’uomo, come la donna, magari in percentuale inferiore, puo’ fingere l’orgasmo.
Una disfunzione sessuale maschile, è l’anorgasmia o l’eiaculazione ritardata, cioè l’impossibilità di raggiungere il piacere sessuale con la partner, per tutta una serie di fattori fisici, ma più frequentemente emozionali, intrapsichici e relazionali.

4- La mancanza d’erezione ha sempre cause organiche?
No. La prima tappa diagnostica è sicuramente quella andrologica, ma escluse cause organiche , in special modo in pazienti giovani, le cause obbligatoriamente  da analizzare sono quelle psichiche, relazionali, da cattivo apprendimento sessuale, da analfabetismo emotivo ed affettivo, ambientale.
Andrologo e sessuologo clinico, sono due figure di riferimento assoluto per la salute sessuale del maschio.

5- Esiste una distinzione tra orgasmo vaginale ed orgasmo clitorideo?

No.
Anticamente ai tempi di Freud , si credeva che l’orgasmo clitorideo fosse un orgasmo di serie B, perché immaturo e nevrotico e quello vaginale, fosse invece correlato ad una sessualità adulta, ma la stimolazione clitoridea è indispensabile per un’adeguata risposta orgasmica.

6- Quando si può parlare di eiaculazione precoce?

L’eiaculazione precoce, è una disfunzione sessuale caratterizzata dallo scarso controllo eiaculatorio e dall’assenza della capacità di procrastinare nel tempo il “punto di non  ritorno  eiaculatorio”.
La diagnosi è complessa soprattutto perché riguarda quell’aspetto di soggettività che investe la sfera della  precocità, oltre che il pudore e l’omertà maschilista nell’esporre il problema .
L’E.P, a volte correla con una mancanza d’erezione primaria o secondaria all’e.p.
Altre volte correla  invece, con i falsi miti correlati alla sessualità, tra cui il concetto di “durata”, che spinge molti giovani  a lamentare un’e.p, quando invece si tratta di pseudo eiaculazione precoce.
Anche in questo caso, andrologo e sessuologo clinico, diventano i referenti per diagnosi e terapia.

7- Se il ragazzo tarda ad avere il primo rapporto sessuale deve andare a pagamento?

No. Spesso queste richieste celano “altre” ansie, che correlano con un impaccio emozionale-affettivo-sessuale, che nessuna professionista del sesso mercenario, potrà sanare.
Anticamente il padre, quando il figlio compiva 18 anni e non aveva ancora avuto rapporti sessuale, gli regalava la sua “prima volta” a pagamento, ma non sempre questa corrispondeva alla maturità sessuale.
Rispettare i tempi , la psiche, i meccanismi di difesa e le coppia in cui abita la sessualità, credo sia d’obbligo, per una sana, vibrante e ludica vita sotto le lenzuola.

8- La verginità della donna, va “donata” all’uomo solo per amore?

Molte leggende metropolitane ammantano la “prima volta” delle donne, correlandola  al concetto di dono, come se fosse obbligatorio associarla ad un sentimento profondo e, soprattutto eterno.
La prima volta delle donne, detta “deflorazione”, andrebbe vissuta ascoltando il corpo e la relazione in cui la donna abita in quel momento.
Sono tanti i fattori predittivi di una “prima volta non traumatica”:  serenità, età psico-fisicamente adeguata, relazione non collerica e disfunzionale, non sentire il bisogno imperante di “togliersi il pensiero”, adeguata educazione emozionale e sessuale, ecc..
Una mirata contraccezione, migliorerà sicuramente la sessualità e la serenità della donna e della coppia.

9- L’utilizzo della pornografia, porta un calo del desiderio sessuale?

Si, spesso un utilizzo massiccio di pornografia può causare un calo del desiderio sessuale.

10- C ’è differenza tra trasgressione e perversione?

Si. La trasgressione riguarda una dimensione ludica, empatica, vibrante della coppia che decide di sperimentarla, nel rispetto reciproco; si parla infatti di “perversioni soft”, proprio perché non obbligatoria per provare piacere.
La vera perversione, detta “perversione hard”, riguarda invece la sfera delle parafilie, unica modalità sessuale per raggiungere il piacere (tra le parafilie abbiamo: feticismo, froutterismo, travestitismo, masochismo, sadismo, vouyerismo e pedofilia).

11- Praticare autoerotismo, pur stando in coppia, significa che la sessualità di coppia è disfunzionale?

No. L’autoerotismo, a ameno che non sia totalmente sostitutivo di un piacere condiviso, è un altro tipo di piacere detto “solitario”, che non mette a  repentaglio la coppia.
L’uno non esclude l’altro e, soprattutto la sua presenza non sancisce la crisi della coppia.

12- Anche le donne praticano autoerotismo?

Sì. La masturbazione femminile viene ancor di più mistificata e celata, rispetto a quella maschile, perché correla con il “sesso silente”.
Le donne, hanno avuto accesso in notevole ritardo alla sessualità scevra dal concepimento (la pillola anticoncezionale, ha da poco compiuto 50 anni) ed ancor di più al piacere fine a se stesso. Le donne lo fanno ma non lo dicono.

13. Esiste anche il preservativo femminile?

Si.
Il preservativo femminile, funzionante esattamente con le stesse caratteristiche di quello maschile, pone però la donna nelle condizioni di poter essere autonoma nella scelta di come e quando adoperarlo, prescindendo dalla volontà e decisionalità del partner.
Il preservativo femminile è caratterizzato da una sacca di poliuretano lunga 17 cm , come quello maschile, ma più largo e con uno spessore leggermente  maggiore.
Ha un anello flessibile su entrambe le estremità: uno più in alto di 5 cm, sigillato, che scivola in fondo alla vagina fino al collo della cervice uterina; l’altro anello, con un diametro di 7 cm, aderisce attorno all’orifizio vaginale esterno e ricopre parte dei genitali esterni.
La zona clitoridea rimane libera di essere stimolata. Contiene inoltre, al suo interno un lubrificante per facilitare l’utilizzo.
È commercializzato in Italia con il nome di “Femidom” e si acquista nelle farmacie senza prescrizione medica, in confezioni da 3 pezzi al costo di 7,50 euro.
Sicuramente ha lo svantaggio di essere ancora molto costoso, più di quello maschile e di entrare in conflitto con un pensiero “maschio centrico”, che correla l’utilizzo del preservativo all’uomo.
Questo nuovo ritrovato pro-protezione e prevenzione, se ben utilizzato, arriva ad un’efficacia protettiva del 97%.
Un vantaggio da non sottovalutare è il materiale con cui è stato creato, il poliuretano infatti è assolutamente inodore, perfettamente  aderente alle pareti vaginali e, soprattutto ottimo conduttore di calore.

14. Le pillole dell’amore rendono gli uomini più potenti sessualmente?

No. La terapia orale per il deficit erettivo, non è un afrodisiaco, non rende gli uomini più potenti e bravi amanti, ma va somministrata sempre sotto supervisone medica e senza un fai da te, pericoloso, nocivo e spesso inutile.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-03-30T07:41:36+00:00 17 ottobre, 2013|Categories: Sessuologia|Tags: |

Scrivi un commento

error: Content is protected !!