Cara Dottoressa Randone,
ho deciso di lasciare qui la mia testimonianza perché ho ritenuto giusto farlo. Sento, di cuore, di doverla ringraziare davvero.
Sono arrivata da Lei devastata, provata, con tutta una serie di psicofarmaci che mi facevano compagnia da tempo, per far finta di sopravvivere e per sopravvivere a un matrimonio infranto. Il mio sogno di famiglia, la serenità dei miei bambini e la mia psiche erano andati in frantumi. Non dormivo da tempo. Mangiavo malissimo.
Avevo smesso di essere serena e di accudire i mie bambini.
Litigavo con mio marito senza sosta, tra insulti e incomprensioni andavamo avanti da anni. Senza nessuna deflessione del mio-nostro malessere.
Avevo smesso di vivere.
Un’amica mi aveva detto “prova”. “Io mi sono trovata bene, è competente ma empatica, gentile e accogliente, e i risultati non tardano ad arrivare. E poi è donna, ti capisce subito”.
Ormai le avevo provate tutte e l’odio che provavo per mio marito era tanto e tale che avevo già un appuntamento con un legale della mia città: donna e cattivissima.
Volevo soltanto vendicarmi e distruggerlo.
Amavo i miei figli e per non rimproverarmi nulla, un sabato mattina sperando che non mi rispondesse chiamai la dottoressa.
In realtà non rispose, così dissi a me stessa che almeno ci avevo provato, ma mi richiamò da lì a poco.
Fu gentile, simpatica e mi mise subito a mio agio.
La settimana seguente, mio marito e io, erravano nel suo studio che la rappresenta a pieno: caloroso, siciliano, di buon gusto.
Volle vedere mio marito e me insieme, e dopo separatamente, dicendoci che eravamo tutelati dal massimo della riservatezza e della privacy.
Eravamo aggressivi, collerici, avevano smesso di amarci e avevamo iniziato a tradirci e odiarci. Scandali, estorsioni economiche e minacce. Avevamo iniziato ad adoperare i bambini come fanno due persone che hanno smesso di rispettarsi e che hanno dimenticato che un tempo si erano amati.
Dopo un mese di insulti, pian piano, la dottoressa ci aveva insegnato a litigare, a parlare davvero; e anche a fare quello che lei chiama “manutenzione del legame d’amore”.
Decisi di disdire l’avvocato, per fortuna.
Anche la nostra vita sessuale, ormai deceduta, riprese da lì a breve. Misteriosamente. Il mio umore risalì e, finalmente, programmammo una vacanza vera, una di quelle serene e felici, con momenti di silenzio non minaccioso, senza stare sempre connessi per sopportare la presenza dell’altro.
Una di quelle vacanze durante la quale abbiamo fatto tantissime foto da mettere nel cassetto dei ricordi più belli.

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Grazie dottoressa, lei è stata preziosa per la mia vita e per la mia famiglia.
Non la scorderò mai!

Anna.

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