Coppie e tradimento: chi tradisce chi? Ma il tradimento è utile?

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Da che morte non ci separi al tradimento.
Dalla scelta esclusiva, evoluzione di un amore imperante, importante e passionale, sigillata dalla frase “fino a che morte non ci separi”, siamo giunti quasi ad una “seconda modalità” di vivere in coppia: la convivenza  tra coppia e tradimento!

Cosa accede quando si scopre un tradimento?
La scoperta del tradimento, è tra gli eventi più dolorosi e destabilizzanti che ci sia.
Danneggia  psiche e corpo,  autostima e narcisismo ed ovviamente la coppia che si troverà a subirlo.
Ci tradisce chi?
E’ sempre così semplice distinguere chi tradisce da chi viene tradito?
A mio avviso, la demarcazione tra vittima e carnefice, non è affatto semplice e soprattutto lineare.
Una relazione, che sia fidanzamento, convivenza o matrimonio, per nascere e soprattutto crescere e sopravvivere all’usura del quotidiano e delle possibili mareggiate matrimoniali, ha bisogno di amorevoli cure, di continui investimenti emozionali, di gentilezze, di garbo e di passione, elementi che spesso a conquista avvenuta, giorno, dopo giorno, vengono smarriti in funzione dell’abitudine e della noia.
Spesso, i partners tendono a dare tutto per scontato, senza amorevoli rinforzi, strategie seduttive, senza nutrimento dell’erotismo e senza mai assaporare  il valore dell’altro e le motivazioni iniziali, che hanno portato i protagonisti della coppia a scegliersi, rispettarsi ed amarsi.

Tradimento ed ipotesi diagnostiche
Sul tradimento sono stati versati fiumi di inchiostro, ed oggi, sono state scritte infinite pagine word.
C’è chi sostiene che è il migliore antidodo alla noia.
C’è chi lo considera quasi una normale evoluzione della coppia stabile.
Chi invece, lo legge come un incidente di percorso, possibile, ma sanabile.

Chi ancora, nega l’evidenza.
Chi attua confessioni catartiche.
E chi invece, lo tesse accuratamente per sanare o nutrire matrimoni traballanti.

Traditore e tradito: vittima e carnefice
Chi va con un altro, solitamente, è il “traditore”, colui o colei, che mosso da desiderio di conquista o dal desiderio di rivivere emozioni smarrite o sbiadite, all’insaputa del coniuge, intraprende una relazione extraconiugale con “altro” dalla coppia.
Il tradimento può essere occasionale, o stabilmente presente nella vita di tutti i giorni.
Colui che viene tradito, interpreta il ruolo di vittima sacrificale, il quale senza che si accorgesse dell’inganno.
e’ stato tradito, abbandonato, screditato.
Ha subito menzogne ed ha immaginato goliardici amplessi del coniuge traditore.
In realtà, senza che nessuno dei protagonisti dell’unione ne sia consapevole, la coppia inizia a perdere le foglie, la relazione ha iniziato a compromettersi e ad appassirsi ed il desiderio-bisogno di recuperare energie fuori dai confini geografici del matrimonio, emerge imperante.

Si può “tradire, senza tradire”,  come diceva il  Professore Aldo Carotenuto, mio docente e confidente alla Sapienza di Roma, cioè non assolvere più al patto iniziale, in nome di una fedeltà più profonda e più alta: quella nei confronti di se stessi!
Nel caso di una coppia, sarebbe il caso di fare luce e chiarezza prima di possibili agiti sotto le lenzuola, ma non è sempre facile o lineare la comprensione delle dinamiche che spingono ad un tradimento ed all’incontro con parti forse mai nate dell’attore protagonista.

Una maratona di bugie
Dopo una maratona di bugie, la scoperta dell’infedeltà del coniuge, la successiva catartica confessione, rappresenta un potente afrodisiaco.
Il tradito, acceso da vendetta e da desiderio, tenta di riprendersi cio’ che gli appartiene, seduce, coinvolge, cinguetta e brucia di passione, ma a temperature emozionali ripristinate, la non elaborazione dell’accaduto, porta al riacutizzarsi della crisi non risolta.
Subire un tradimento, qualunque siano le motivazioni che hanno spinto ad attuarlo, significa vivere una “morte dolorosa” e provare le ferite dell’abbandono e perdere ogni punto di riferimento interno ed esterno.
La psiche, con il suo linguaggio simbolico e carico di immagini, ci insegna poi a vivere ogni “morte” o lutto, come una crescita, un’opportunità, un rito di passaggio a nuove forme di esistenza e di esperienza .
Anche il tradimento ed il lutto conseguentemente vissuto, può rappresentare una funzione trasformativa, se adeguatamente conosciuto, investigato ed elaborato in termini di vissuto.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-01-28T18:58:26+00:00 14 marzo, 2012|Categories: Tradimento|Tags: , |

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