Sembra proprio che i sensi di colpa siano più blandi e che il peso sulla coscienza sia più leggero quando il tradimento viene consumato dietro il monitor di un pc.
Un “tradimento senza corpo”, ma esclusivamente online, viene percepito come meno destabilizzante e, soprattutto, meno colpevolizzante.
Quando l’altro – chiunque esso sia – non ha una fisicità da toccare e un odore di pelle di cui inebriarsi, il “dopo”, non obbliga né a catartiche confessioni né a elaborazioni di possibili sensi di colpa.
La formula magica sembra essere la seguente: più sesso online uguale meno sensi di colpa.
Ma vediamo come si coniuga il cybersex con le dinamiche di coppia e con i generi maschile e femminile.

Cosa nasconde il cybersex

  • L’etere è davvero un surrogato per lenire  solitudini mascherate?
  • Chi pratica il cybersex? Chi è single o chi vive in coppia?

Più relazioni extraconiugali in carne e ossa, più la percezione del tradimento si fa cocente.

  • Sara veramente così?
  • Cosa intendiamo per tradimento?
  • Tradiscono di più le donne o gli uomini?
  • Le donne con il cuore, gli uomini con il corpo?
  • E soprattutto cosa offre il web che l’incontro con l’altro non riesce a regalare?
  • Lei, lui ed il pc, è davvero un tradimento?

Erroneamente siamo portati a credere che chi pratica il cybersex, lo faccia per solitudine o perché non trovi altro di meglio, invece non è proprio così.
La realtà contiene svariate sfaccettature, tutte da dover analizzare: uomini – single e in coppia – alla ricerca di trasgressione, donne alla ricerca di emozioni, coppie naufragate e coppie annoiate ed anche chi si dichiara felicemente in coppia, ricerca il brivido della “scappatella online”.

Ad alcune di queste domande ha cercato di rispondere uno studio

Una recente ricerca di Ballester-Arnal e colleghi, pubblicata sul Journal of Sex & Marital Therapy investiga il complesso tema del sesso online.
I partecipanti allo studio, ben 1.239 soggetti, hanno completato l’Internet Sex Screening Test, un questionario basato su 25 domande a risposta vero/falso sulle abitudini sessuali relative all’uso della rete.
I risultati hanno fatto emergere una correlazione positiva tra la pratica del cybersex e l’essere in una relazione di coppia: aspetto ancora più presente nei maschi che nelle femmine.

Risultati

In riferimento ai comportamenti sessuali, quello più interessante è risultato l’attuazione di pratiche masturbatorie tramite stimoli sessuali online, in particolare dichiarata dal 45% dei maschi in coppia, dal 53% di quelli single, dall’8.4% delle donne in coppia e dall’8.3% delle single.
La ricerca di stimoli sessuali senza pratiche masturbatorie è stata, invece, praticata dal 45% dei maschi in coppia, dal 52% di quelli single e dal 18% delle donne in coppia e dal 14% delle single.

Anche in questo caso si evince una differenza di genere:

  • le donne, a quanto pare, ricercano materiale sessuale online per nutrire la fantasia e l’immaginazione e la ricerca non sembra invece correlare con la fisicità e la corporeità data dal piacere fisico
  • gli uomini invece,  adoperano le chat erotiche per praticare auto erotismo ed anche con la remota speranza di traslare poi l’incontro virtuale alla realtà.

Conclusioni

Studi come questi riportano la presenza e la persistenza di alcuni stereotipi correlati ai generi ed il rapporto che uomo e donna hanno con la sessualità:
•    gli uomini sono alla ricerca della gratificazione fisica più delle donne
•    le donne appaiono concentrate sulla ricerca della gratificazione  mentale e relazionale
•    la sessualità online sembra riguardare in modo interessante anche un buon numero di soggetti in coppia

Note cliniche sul cyber-sex

L’avvento di internet e del mondo virtuale hanno creato delle modificazioni importanti, estendibili alla sfera dei sentimenti e della sessualità.
Internet è divenuto un luogo “altro” dal concreto, luogo dello svago senza corpo e senza colpa.
Sede di incontri e di corteggiamenti, di lavoro e di relazioni amicali-sessuali.
Le interazioni virtuali sono caratterizzate dall’assoluta assenza della corporeità.
In realtà, il computer come luogo della seduzione incarna i panni di un meccanismo di difesa della della psiche.
Il pc, con il suo monitor, rappresenta una finestra percettiva sul mondo.
Molti adolescenti, infatti, lo considerano un “prolungamento di sé”, come se fosse un’estensione della loro mente, del loro corpo, uno spazio altro che risponde perfettamente alle loro esistenze più segrete e intime. Senza rischi e postumi.

Il cyber-spazio rappresenta un sorta di spazio transazionale, come se fosse un’estensione del mondo psichico, senza la fatica e la possibile frustrazione dell’incontro reale con l’altro.
L’altro fatto di carne e ossa.
Di umori e malumori.
L’altro scontroso, o affettuoso.
L’altro seduttivo, o impacciato.
Dietro il monitor del pc si nascondono partner inesistenti, amanti virtuali o fidanzati impolverati dal tempo che passa. Amanti che riaffiorano dal passato e si traferiscono sulle bacheche di facebook, con fare seduttivo e consolatorio garantendo un tuffo al cuore e un ritrovato benessere.
Le relazioni on-line possono essere classificabili lungo un continuum che va dalla semplice curiosità al coinvolgimento ossessivo, passando dalla dipendenza, transitando da un utilizzo ludico a un utilizzo consolatorio.
Il tutto può prendere pericolosamente il posto delle relazioni reali.

L’eros al computer è caratterizzato dall’immediatezza della relazione e dall’assenza di fisicità. Anche nel complesso e minato territorio del tradimento.
E’ abitato da seduzione e disinibizione, da emozionalità, curiosità e immaginazione, ed è il contro altare di una vita reale.
Il monitor del pc funge da amplificatore emozionale e dell’erotismo, glissando sulle censure; il tutto facilitato dall’anonimato e dalla possibile creazione di personalità altre da quella autentica.
Internet, il cyber sex, le chat erotiche rappresentano una via di fuga dalla monotonia, dall’incapacità da parte di chi ne fa un utilizzo esclusivo di essere se stesso, anche sessualmente.
E ancora, facilita l’utilizzo di fantasie erotiche e si conclude quasi sempre con un autoerotismo consolatorio – che io chiamo autoerotismo assistito – scevro da ansia da prestazione.
I rischi, per gli adolescenti e per i compulsivi, è quello di imbattersi in possibili incontri ad alta gradazione erotica, ma con perfetti sconosciuti, possibilmente con un’identità sessuale contraffatta, con un genere sessuale opposto a quello biologico, o con dei veri serial lovers da strapazzo.
Spesso, le relazioni sentimentali-sessuali online, si sostituiscono totalmente alle relazioni de visu, nascondono, infatti, incapacità patologiche ad amare ed essere amati, oltre che problemi coniugali importanti.
Molti di questi incontri virtuali creano, poi, una sorta di dipendenza psicologica e fisica, davvero pericolosa.
Il passaggio dal virtuale al reale non è sempre facilissimo.
Rischi e delusioni, paure e nuove abitudini, saranno gli ingredienti di queste fatiche della sessualità, che è ben altro dall’autoerotismo assistito.
La sessualità online porta spesso verso una forma di autismo tecnologico che rende impermeabili a una relazione reale, caratterizzata dall’odore, dal sapore e dalla sensorialità del mondo dell’altro.

Qualche riflessione

Il tradimento, come sappiamo, evoca fantasmi arcaici, attiva angosce abbandoniche e non è proprio facilmente digeribile – che sia consumato mediante l’intrigo mentale delle chat erotiche o mediante lo scambio psico/fisico con il mondo dell’altro – genera sempre dolore e rabbia.
In genere la dimensione di coppia non ammette intrusioni o svaghi transitori – online o offline – né intrighi sentimentali, ma obbligherebbe alla fedeltà e a un rapporto improntato all’esclusività.
I protagonisti di un tradimento sono tanti:
Il partner ignaro, il traditore, la coppia che è già naufragata da tempo, il desiderio sessuale e di trasgressione ed il pc.
Il tradimento, che trattasi di tradimento reale o virtuale – in quest’ultimo caso, una sorta di “autoerotismo assistito” – è sempre un tradimento e necessita di un ascolto attento e profondo.
Il patto stipulato dalla coppia  – un tempo di fedeltà –  viene in qualche modo violato.

  • Con una relazione extraconiugale, con l’etere? Chi o cosa viene tradito?
  • Il partner?
  • La relazione?
  • Il progetto di coppia?
  • Noi stessi?
  • Chi tradisce chi?
  • Quale brivido offre il cybersex che il partner non regala più?

Analizzando il tradimento possiamo ricevere molte informazioni su quella coppia.
Il tradimento, anzi la sua scoperta, è sempre una vera doccia fredda, ma in realtà non avviene così all’improvviso.
Solitamente infatti, esistono nella vita della coppia dei  segnali prodromici, chiari e lapidari, che testimoniano infelicità e quote di solitudine di quella coppia.
Non è mai un evento inaspettato ed inspiegabile, ma correla a legami complessi e compromessi, a storie di vita con fratture manifeste o ben celate, dove ci sono comunque dei solchi invisibili e dei vuoti importanti.

La coppia compensa in vario modo: con “altro” dal partner o con la dimensione lavorativa, con il brivido da etere, con un altro figlio o con una nuova passione, erotizzando ed iperinvestendo altro rispetto al legame.
Il tradimento ci dice che forse nessuno in quella coppia è presente al rapporto ed allo stesso tempo teme la solitudine e la paura della vecchiaia e della morte.
Trattasi di due partner che restano l’uno accanto all’altro, però non sono insieme; possono anche mantenere un’attività sessuale ma non si entusiasmano più e non si amano, non c’è più piacere nel trovarsi, parlarsi ed ascoltarsi.
Non si emozionano più.

Forse il cybersex coniugato alla dimensione di coppia funge da amplificatore emozionale, arginando i sensi di colpa e la possibile scoperta del tradimento.

La rete, oggi, entra anche nelle camere da letto, modifica e spesso stravolge la sfera della sessualità.
Un’analisi psicologica della sessualità non può essere disgiunta dal momento storico in cui viviamo e dalle profonde modifiche epocali