I fedifraghi devono fare davvero attenzione se non vogliono aggravare la loro condizione economica e affettiva.

“Si all’addebito nella separazione se c’è la prova del ricevimento di messaggi amorosi sul telefonino del coniuge da parte dell’amante”, sostiene la Cassazione.

Soliti scenari amorosi, ma insolite leggi

Lui (lei) spegne, strategicamente, il cellulare o toglie la suoneria al suo rientro. Niente luci lampeggianti, niente notifiche, niente di niente. Silenzio stampa. Forse troppo silenzio per essere credibile. E ancora, il partner inizia ad avere impegni improvvisi e improrogabili. Rientri a casa tardivi, inizi di giornata precoci, pause pranzo inaspettate e frequenti.
Ha una strana luce negli occhi e una ritrovata cura nell’abbigliamento.
Diventa un look down generation, lo sguardo perennemente verso il basso, e perennemente connesso, come un ragazzino digitale.
La sua vita online si sostituisce a quella offline.
Mille dubbi e mille paure invadono il cuore e devastano la mente di chi gli vive a fianco.

  • Avrà un’altra?
  • Sarà più giovane?
  • Più bella?

Sarà tutto “di più”.
Appare il tarlo della gelosia che obbliga a fare davvero di tutto per scoprire tracce di possibili amanti, che trasforma anche una casalinga analfabeta del mondo digitale in un hacker di ultima generazione.

Cosa dice la legge

I tribunali si dividono in due. Chi sostiene che, pur essendo marito e moglie, non bisogna sconfinare nella vita altrui e la privacy rimane sempre sacra e sacrosanta.
Chi sostiene invece che il confine tra privacy e vita matrimoniale è davvero sottile, e un telefono lasciato incautamente incustodito in un luogo comune di casa, può essere soggetto a perquisizione.
Insomma, il fine giustifica i mezzi, anche in caso di tradimenti e ricerca di verità.
Secondo una recente sentenza della Cassazione basta un messaggino amoroso o un cuore lampeggiante e dubbio sul telefono del partner a fare addebitare la causa della separazione al coniuge presunto fedifrago.

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Dall’investigatore privato alla SIM

Dimentichiamoci il datato intervento dell’investigatore privato, le foto ricevute in busta chiusa e anonima, oggi la scoperta del tradimento passa dalla sim, l’anima nera dello smartphone.
Il tribunale di Roma, per esempio, sostiene che è perfettamente possibile e consentito leggere il cellulare del marito, o della moglie, se lo lascia inavvertitamente in uno spazio “comune e condiviso” di casa. Nell’ambito delle relazioni domestiche la privacy, a quanto pare, subisce una sostanziale modifica. Non ci sarebbe nessun reato nello sbirciare il telefonino del coniuge inquisito.

Il vincolo matrimoniale implica un affievolimento della sfera di riservatezza dei coniugi.

Amori gelosi. Note cliniche sulla gelosia

Il luogo comune che dipinge la gelosia come figlia della paura, come un’ombra oscura e malefica che danneggia e corrode il legame d’amore, forse andrebbe anche rivisitato, e il rispetto preteso.
Oggi, in un’epoca di liberalizzazione di tutto – di matrimonio liquido, di tradimento liquido, di amanti stabilmente presenti nella vita della coppia e di separati in casa – la fedeltà sembra davvero essere desueta, ma rivendicare il “diritto al rispetto”, forse, appartiene alla dimensione amorosa.

  • Il diritto al rispetto è così desueto?
  • Fuori moda?
  • Fuori dal tempo?
  • Ma che sarà mai un tradimento?
  • Dopo il primo segue il secondo e dopo il terzo?

Gli amori infedeli nuocciono gravemente alla salute

Che trattasi di un tradimento di cuore o di testa, solo di letto o solo di chat, la condivisione anche se pro-tempore di un amore, quindi, un “amore in regime di condivisione” è atroce e genera sentimenti di profondo sconforto, di rabbia e di delusione.
Far finta di niente, passarci su, significa togliere dignità all’amore, all’unicità del legame, al futuro e alla dimensione del progetto e del rispetto.

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Gelosia e amore, amore e gelosia

La gelosia appartiene all’amore – quando scrivo di gelosia mi riferisco a quella sana, non al delirio di gelosia, con quote masochistiche annesse -;  l’essere gelosi del “ruolo esclusivo” è il consequenziale effetto collaterale dell’essere innamorati davvero.
Amare due partner contemporaneamente equivale a non amarne nessuno.

Qualche nota sulle dinamiche di coppia: tra delirio di gelosia e la giusta distanza

  • È davvero utile spiare il partner?
  • Frugare nel suo cellulare?
  • Diventare veri di rabbia o gialli di bile?
  • La trasparenza completa in amore è mai possibile?
  • Ed è salutare pretenderla?

La trasparenza assoluta non solo non è possibile e non è attuabile, ma, soprattutto, non è nemmeno utile alla coppia.
La coppia non è formata da un’unica entità, ma dall’unione di due identità separate. Pensare di azzerare tutte le distanze, di controllare l’altro e di fondersi e confondersi senza segreti, è la strategia migliore per compromettere o logorare il legame d’amore.
Avere dei segreti, non significa obbligatoriamente avere tanti amanti, ma avere delle zone d’ombra dove all’altro non è consentito entrare, se non previo preavviso e con le dovute autorizzazioni del caso.

Amore, bugie e segreti. Cosa fare per salvare l’Amore

La coppia non naviga in buone acque e la crisi di coppia correla con la crisi dei valori e della società. Quindi, ricapitolando, mancanza di intimità, emozionale e sessuale, favoriscono il proliferare dei segreti e delle distanza di sicurezza dal mondo dell’altro.
Manutenzionare con cura e dedizione il legame d’amore è la migliore strategia per evitare che le SIM di chi amiamo, diventino il tramite per le hot line, pericolose e dannose.
Violarle e violentarle mediante app e spionaggio informatico è vietato dalla legge e dal buon senso.
L’Amore è ben altra cosa.

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