Ieri, nel mio studio, insieme ad una mia cara paziente riflettevamo sulla bellezza, non necessità, di avere un posto nel cuore di qualcuno.
Un amore, un figlio, un amico, uno sconosciuto che diventa conosciuto, un animale.
Avere un posto nel cuore di qualcuno, preferibilmente caro, rende invincibili, visibili, fa sentire importanti e al caldo.
Sì, è vero, bastare a sé stessi, non avere bisogno di nessuno, essere emotivamente (ed economicamente, soprattutto) indipendenti regala ali per volare dappertutto e per non stagnare in quella dimensione di bisogno, ma amare ed essere ricambiati rimane una magia.
Essere amati e amare, nonostante i rischi annessi e connessi, rimangono due verbi a cui è difficile rinunciare.
Quando c’è amore ed è reciproco, il mondo si fa più leggero: le paure trovano pace, i giorni grigi si colorano.
Amare ed essere amati non significa possedere l’altro o essere posseduti da un sentimento totalizzante, dipendente, affamato, significa invece condividere, camminare accanto, non dietro o davanti pestando i piedi all’altro o, come spesso accade alle coppie con passi diversi, smarrire il partner durante quel cammino chiamato vita.
Significa lasciare spazio al sogno e alla libertà. Significa portare luce e benessere nella propria vita e in quella del coniuge. E quando accade è una cosa bellissima!
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